martedì 3 marzo 2015

L'Israelizzazione dell'occidente e l'Isis


Quello a cui stiamo assistendo è una rapida escalation verso l’Israelizzazione dell’occidente.
Il conflitto viene portato oltre i confini medio-orientali, in tutto l’occidente, attraverso il massiccio bombardamento mediatico della propaganda Jihadista.
Israele ha un ruolo di primo piano nella volontà di estensione del conflitto e nella ricerca di non più sola sensibilizzazione ma azione nei confronti delle minacce affrontate dai suoi cittadini ogni giorno nella loro terra natale.

Immaginate di avere un vicino di casa che vi rompe molto le scatole.
Agli altri piani vivono altri condomini che però non sono infastiditi direttamente da questo chiassoso coinquilino che, trovandosi sul vostro pianerottolo, disturba solo voi.
Volete proprio farlo smettere ma da soli non potete cacciarlo, quale vi sembrerebbe allora la soluzione migliore ?

Risposta Esatta.
Fare in modo che anche gli altri inquilini condividano il vostro disagio e vi appoggino nello sfratto dello scomodo condomino.

Attenzione quindi, quando venite tirati all’interno di un conflitto a cercare di capire chi vi vuole partecipi e perché. In questo ed in relazione all’Isis non dimenticate che nessun guerrigliero Jihadista ha attraversato il mare e che tutti gli attentati dei lupi solitari sono stati detonati dai media e dalla televisione. Quindi se volete vendicarvi potreste rompere la Tv di casa perché è lì che si trova il nemico e il terrore che vogliono voi proviate, il terrore con cui vi martellano incessantemente da quattordici anni, la famosa “war on terror”.

Il potere Ebraico su scala globale non è proprio indifferente.
Loro è la finanza e loro è il controllo sui media, dal cinema alle principali emittenti radiotelevisive.
In ogni caso la finanza basta e avanza perché quando di una qualsiasi ditta (o Stato) controlli il debito (e l’emissione di moneta), controlli anche il suo bilancio e il suo destino.
Loro, da bravi cambiavalute millenari, lo hanno imparato bene.
Gli Ebrei hanno una religiosità molto discutibile, quasi pagana, in quanto sono loro ad avere eretto e propagandato come Dio in terra il denaro.
Tale e tanta è la loro influenza che hanno spinto anche due miliardi di Cristiani a condividere con loro l’amore assoluto e totale nei confronti del Dio denaro, un vero e proprio feticcio al quale è stato concesso potere di vita e di morte, di uso e abuso sugli altri esseri umani. Gli Ebrei si sono in un certo qual modo liberati ed emancipati dalla religiosità attraverso il denaro mentre i Cristiani li stanno seguendo sulla stessa strada diventando sempre più Ebrei.
Chi nel mondo occidentale possiede denaro può tutto come un Dio, diventa Dio (o meglio, può tutto tranne sfidare le leggi della natura e della fisica come la gravità e il tempo e di tutto ciò che non è numericamente quantificabile), chi non lo possiede può solo aspettare di morire rincorrendo disperatamente questo onnipotente totem.
Erich Fromm, nato con profonde radici Ebraiche e da una stirpe di grandi sapienti Rabbini, abbandonò la religione a ventisei anni perché aveva intuito il profondo contrasto tra i valori religiosi e lo stile di vita degli adepti. Milioni e milioni di persone che si professano credenti ma non hanno una vita religiosa, anzi, conducono un’esistenza in completa antitesi con ciò che la religiosità rappresenta. Vivono quindi uno schizofrenico dualismo tra reale e irreale, anche all’interno di quella che reputano la loro stessa fede. Come una persona che indossa un vestito nero e ogni volta che la incontrate vi racconta quanto sia bello il suo vestito bianco.

Gli Ebrei sono esclusivisti, non accettano inviti e partecipazioni al loro gruppo.
Questa caratteristica, a numero chiuso, gli ha sempre differenziati dagli altri.
Il razzismo nasce anche come conseguenza passiva di una divisione.
Immaginate tre bambini che stanno giocando a pallone quando all’improvviso uno dei tre se ne esce con una frase del tipo “io sono l’eletto da Dio”, cosa penseranno gli altri bambini ? chi avrà iniziato la discriminazione ? il bambino che si è autoproclamato l’eletto o gli altri due che di risposta, esclusi dall’amore Divino, se ne avranno a male e vorranno a loro volta un Dio tutto per loro ?

Ritornando all’emancipazione Ebraica e al Dio denaro, il commercio ha fatto tesoro di questo particolare dettaglio associando il concetto di esclusività a privilegi che portano un doppio piacere, sia positivo che negativo. Il godimento derivante dallo sfruttamento dei privilegi (positivo) e dal fatto che a molti altri non siano accessibili (negativo).

I contrasti religiosi sarebbero facilmente risolvibili se tutte le istituzioni si ponessero con distacco al di sopra delle religioni, considerandole per quello che sono, fasi dell’evoluzione.

Come scriveva Marx nel suo “Sulla questione Ebraica” del 1844

“...Come si risolve un contrasto? Rendendolo impossibile. Come rendere impossibile un contrasto religioso? Eliminando la religione. Quando ebreo e cristiano riconosceranno che le reciproche religioni non sono altro che differenti stadi di sviluppo dello spirito umano, non sono altro che differenti pelli di serpente deposte dalla storia, e che l'uomo è il serpente che di esse si era rivestito, allora non si troveranno più in un rapporto religioso, ma ormai
soltanto in un rapporto critico, scientifico, umano. La scienza sarà allora la loro unità. Ma i contrasti nella scienza si risolvono mediante la scienza stessa…”

Ma l’emancipazione dalle religioni non è un passaggio semplice, da un lato abbiamo alcuni miliardi di occidentali che vivono una doppia identità, aderenti ad una religione conducono vite non religiose, ma anzi, esistono solo in funzione subordinata ad un oggetto pagano inventato dall’uomo per poter fare ogni cosa ed ergersi a Dio esso stesso. Dall’altro abbiamo un miliardo di religiosi che vogliono imporre la conduzione di una reale vita all’insegna della religiosità e non del paganesimo.

Chi è più folle ?, Secondo i primi i pazzi sono i secondi perché non hanno capito che una vita spesa nella religiosità è una vita anti-economica e quindi contrastante in relazione al loro vero Dio.
Viceversa per gli altri i primi, perché non capiscono come sia possibile definirsi religiosi e poi vivere in maniera diametralmente opposta a quanto si professa.

Dobbiamo avere più paura del neonato Stato Islamico che non ha nemmeno un’aviazione o dei media occidentali che tutti giorni amplificano la loro propaganda ?

Secondo Bauer l’uomo deve scarificare il “privilegio della fede” per ottenere i diritti umani universali. La guerra al terrore e la pressione mediatica alla quale siamo sottoposti minano il più alto concetto della società civile, quello della sicurezza. La sicurezza intesa come protezione dell’egoismo, dei diritti e della proprietà di ogni individuo. Non la sicurezza religiosa.
Solo garantendo la sicurezza e l’uguaglianza l’uomo può sperare di raggiungere quella che Hegel definiva società civile “Lo Stato del Bisogno e dell’Intelletto”.

Personalmente ritengo pericolosi entrambi.