venerdì 22 marzo 2013

Robert Johnson



Il Delta blues (delta in riferimento al delta del mississipi) è la base della musica rock come la conosciamo.

Tra il 23 e il 27 novembre del 1936 (e il 19-20 maggio del'37 a Dallas) un'artista e la sua Gibson L-1 hanno inciso nella stanza 414 del gunter hotel di San Antonio 29 tracce che avrebbero segnato per sempre la storia della musica moderna. In quelle registrazioni ci sono alcuni classici che verranno presi da centinaia e centinaia di musicisti negli anni a venire,cross roads blues, love in vain, sweet home chicago ecc ecc...

Morirà a 27 anni senza poter più incidere altro materiale, la tecnica chitarristica, la poetica e la sua vocalità lo consacreranno come il più grande poeta cantante della solitudine nella storia del blues.

Con Robert Johnson nasce il mito del musicista dissoluto, del patto con il diavolo (Me and the Devil Blues), della vita maledetta e vagabonda, irrequieto e votato all'auto distruzione fino a guadagnarsi il soprannome di Rimbaud del blues.

Venerato come una semi-divinità da tutta l'ondata di bluesman inglesi (Clapton in testa) e non solo, rappresenta il punto più alto che il genere abbia mai raggiunto. E' ormai nella r'n'r hall of fame la domanda che Keith Richards pose a Brian Jones mentre Brian li faceva ascoltare per la prima volta Johnson,

"forte, ma chi è l'altro chitarrista che suona con lui?"

non avendo capito che era solo...


per chi volesse approfondire la misteriosa vita di Johnson può guardare il documentario "in search of Robert Johnson" o ascoltare le session di Me and Mr Johnson (disco tributo di Eric Clapton).