martedì 17 dicembre 2013

Peter O'Toole




A cura di Guido Rovatti

Alcuni volti, alcuni sguardi, non sono fatti per essere dimenticati.

Il cinema (tutto) saluta Peter Seamus O'Toole, ma questo saluto non ha il sapore di un addio: è solo l’incipit di un eterno ritorno.

(Non è nel mio stile, nè in quello delle fonti di informazione (indipendenti) con le quali collaboro, fare “marchette” perbene quando qualche big passa a miglior vita, e vi possiamo assicurare che a differenza di tante “parrocchie” (gruppi pop (che di rock non hanno niente) … scrittorucoli che riceveranno lauree honoris causa e altri leccaculi in fila per un posto in parlamento…) noi, non avevamo nel cassetto un pezzo per quando sarebbe morto “Lawrence d’Arabia”.)

Noi,invece,volevamo bene a Peter (come tutto il pubblico che vuole bene al cinema):



nato in Irlanda nel 1932, figlio di una casalinga e di un allibratore, cresciuto in Gran Bretagna, fra pub e corse di cavalli,fattorino allo Yorkshire Evening Post e da fattorino a apprendista giornalista.
Una carriera costruita da solo, senza parenti o amici in parlamento.

Si, ok, la sorte è stata dalla sua parte: prima quando lo ha dotato del suo volto, e poi quando il grande regista David Lean (Il ponte sul fiume Kwai  (1957) - Il dottor Zivago  (1966)) lo ingaggia come terza scelta (dopo il rifiuto di Albert Finney e l'impossibilità di avere Marlon Brando in quanto impegnato su un altro set) per il Kolossal che lo renderà eternamente famoso.

Ma O’Toole non è “solo” Lawrence d’Arabia, la sua carriera cinematografica (e anche televisiva) è incredibilmente ricca di “lavori”: riceverà 8 (otto) nominations come miglior attore protagonista (non ne vincerà nemmeno una).

Inizia in televisione nel 1956, esordisce nel cinema 4 anni dopo con Il ragazzo rapito (regia di Robert Stevenson), spende oltre 50 anni della sua vita nell’industria cinematografica.

Nel 2003 l’Academy cerca (come tante altre volte con altre grandissime personalità del mondo del cinema) di correre ai ripari e lo invita a ritirare il premio onorario alla carriera,lui non è del tutto convinto, ma và, e lo ritira dalle mani di Meryl