martedì 3 febbraio 2015

Cinema: Italiano Medio

Ho visto solo il trailer e non so quando mi attenterò a guardare il film intero ma devo dire che mi ha lasciato molto stupito per la sua attualità. E' quasi geniale e potrebbe essere l'anti Zalone o meglio potrebbe rappresentare cosa eravamo prima di diventare "tutti" Checco Zalone (o Forrest Gump o Charlie Chaplin che dir si voglia).


Non è certo una novità che l'uomo sia geniale nell'individualità e proporzionalmente sempre più stupido nel collettivo. Unire molte persone e pensieri diversi è possibile solo se i parametri di riferimento vengono abbassati ad un livello di semplicità (o di idiozia) che possa non escludere nessuno. Il nazismo è l'esempio più lampante di follia collettiva e quando la Arendt fu chiamata ad esprimere un parere su Eichmann non a caso lo definì un benemerito, tra lo sconcerto e disappunto generale, idiota. Non un Diavolo, non il male, non il terrore o l'orrore ma semplicemente un'idiota, ingranaggio di un'idiozia globale.

E' per questo che facebook è ad oggi lo strumento di comunicazione collettiva più stupido della storia e i cui contenuti sono in larga parte al limite del demenziale. Perchè collega un miliardo e duecento milioni di persone. Lo stesso concetto è estendibile alla rete nel suo insieme composta per oltre il 40% da pornografia e video virali quantomeno discutibili. Ed è per questo che i federalisti e gli amanti del mondo unico (One World Government) potranno ottenere il loro risultato solo riducendo gli abitanti di quel mondo ad una uniformità ed un livello di non pensiero senza precedenti. Attraverso un lento processo di degenerazione mentale così come vediamo al cinema.

Il cinema, come tutto il resto dell'industria dell'intrattenimento vive e prospera sugli incassi che si ottengono dai gruppi di persone e non dai singoli. Si cerca di vendere biglietti ai gruppi di amici o findanzati o famiglie e non ad individui solitari dotati di pensiero autonomo. Questi ultimi sono fondamentali per la determinazione storica della validità delle opere nel lungo periodo, ma sono terribili per i necessari ritorni commerciali del breve termine.

Italiano medio potrebbe quindi impersonare l'inconsapevole involuzione mentale del cittadino occidentale e presto globale.

Ho dei dubbi però che l'autore (come nel caso di Zalone) sia consapevole di quello che rappresenta e promuove (sarebbe moralmente un criminale se lo fosse), resto più convinto siano solo persone che hanno capito il sistema e offrono alla massa quello che la massa crede di volere alla ricerca del "classico" ritorno in termini di denaro e successo.

Sempre più uniti, sempre più connessi, sempre più numerosi e sempre più stupidi.

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