sabato 7 marzo 2015

Perchè non si fa nulla per contrastare la disuguaglianza economica ?


Come è possibile che l’uomo, così creativo e intelligente, sia stato capace di andare sulla luna, scomporre l’atomo, comprendere la relatività della linea spazio-tempo ma non riesce a modificare le disparità dell'attuale modello economico ?

Il denaro si crea e si muove attraverso uno schema piramidale molto semplice. Si cerca spesso di renderlo complicatissimo di modo che la maggioranza delle persone ne stia alla larga ma il fondamento teorico è così semplice da poter risultare chiaro anche ad un bambino.
Pensate ad una piramide. Il denaro viene creato, dal nulla, al vertice di questa piramide dalla quale inizia poi a discendere fino alla base. Le aziende vicine al vertice sono quelle che ricevono più soldi e poi giù, fino ad arrivare in fondo, sempre meno (potremmo fare entrare nel contesto anche la velocità di discesa e la svalutazione conseguente, ma teniamola semplice).
Ecco qui, non è poi così complicato no ?
Ora, questo sistema crea tutta la disuguaglianza che esiste in un piramide nella quale un vertice possiede tanto quanto il lato intero opposto.
E’ possibile che l’uomo non sia in grado di pensare ad un modello che generi meno disuguaglianza di quello vigente ?
Incredibile a dirsi sembrerebbe proprio di si, sembrerebbe che nessun pensatore possa essere in grado di cambiare le cose o di farsi accettare diversamente.

Nel corso della storia economica ci sono stati alcuni esempi che hanno spinto per un maggiore socialismo (socialismo come maggiore intesa mutuale tra i membri del mercato). Tommaso d’Aquino teorizzò per primo il “giusto prezzo” ovvero quel prezzo che permettesse al produttore di guadagnare e al compratore di acquistare a buon prezzo di mercato, ma che impedisse ad entrambi di aumentare la quota di profitto in maniera eccessiva, di cedere all’avidità. D’aquino pensava ad un’economia che potesse creare quelle che vengono definite win-win situation. Anche Pareto quando teorizzò che la condizione economica ottimale si aveva se nessuna persona poteva migliorare il proprio status senza peggiorare quello di un altro individuo si ispirò all’esempio di D’Aquino. 

Evidentemente oggi le cose non stanno proprio così.

Il Mercantilismo, ovvero l’accumulo di denaro per accumulo di potere come unico fine, è all’ennesima potenza e l’antica locuzione medievale Mors tua Vita Mea il nostro mantra quotidiano. Al punto che anche gli insegnamenti di Locke in relazione al ruolo dei governi riguardo alla tutela della proprietà e tassazione progressiva sono stati messi in solaio. I governi stessi operano secondo il principio enunciato prima e, dopo aver ottenuto mandati attraverso mendaci campagne, accumulano ricchezza e prosperità per loro stessi nel totale disinteresse verso il compito per il quale sarebbero stati eletti. Buchanan, con il suo lavoro sulla Public Choice Theory, ha sviluppato concetti in maniera molto interessante per spiegarci come l’interesse personale dei politici, unito alle forze non economiche, influenzino le politiche di un governo a sfavore degli elettori privati creando i presupposti per quello che oggi è uno scontro che va oltre le tensioni tra le istituzioni e l’innovazione di Bagehot. L’innovazione è e sarà sempre più veloce delle istituzioni ma le istituzioni sono pronte ad utilizzare la loro forza coercitiva per accumulare ricchezza e mantenere lo status quo in quella che è diventata una guerra vis a vis tra pubblico e privato.

Una delle più grandi rivoluzioni economico-sociali di sempre è stata portata da Marx il quale ha almeno provato a pensare un mondo diverso rispetto all’accumulo come fine da raggiungere con qualsiasi mezzo. Le teorie sociali di Marx erano molto incomplete e sono poi state male interpretate e male utilizzate per avvallare quel disastro umano chiamato Comunismo, in tutte le sue varianti. 
Laddove le religioni sono state abolite per fare spazio ad una nuova, il Comunismo stesso.
Il mercantilismo è semplicemente stato spostato dal privato al pubblico. Non più i privati devono accumulare quanto più possono ma è lo Stato a farlo, garantendo un minimo di servizi per i cittadini che rinunciano così alla lotta per l’accrescimento della loro ricchezza.
Il sogno di “paradiso” in terra, con un Dio Stato che provvede all’uguaglianza dei fedeli mentre gli uomini sono ancora in vita, implementandola con la forza e la repressione, può essere assai poco desiderabile. In ultima analisi il comunismo era sempre una Piramide osservata da un punto di vista differente, il pubblico era il vertice e il “privato” il lato opposto. Una Piramide rovesciata.

Molto meglio allora, si fa per dire, il Mercantilismo Keynesiano e il condizionamento dei comportamenti dei partecipanti attraverso una gratificazione delle azioni ritenute corrette mediante il Marketing.

E oggi ?

Oggi siamo tornati alla stessa disparità presente nel mondo nel 1914.
Thomas Piketty, un economista Francese oggi molto in voga, è famoso non perché ha richiamato l’attenzione sulla disuguaglianza e ha proposto una tassa globale sulla ricchezza che possa riequilibrare le differenze. E’ famoso perché le sue teorie, per essere implementate, presuppongono un’economia globale già perfettamente integrata. Siamo quindi sempre al solito schema di Adam Smith, globalizzare e liberalizzare come strada maestra. Abbiamo però visto che globalizzare seguendo il modello a piramide serve solo ad arricchire in maniera esponenziale il vertice e aumentare la dimensione del lato rappresentato dai poveri.

Galbraith (padre) aveva ragione quando diceva che questo capitalismo avrebbe portato a pochissime persone il controllo di tutti i numeri.

E allora perché non sembra possibile modificare questo modello ?
Forse perchè le poche persone che già controllano tutti i numeri non rendono nemmeno possibile proporre delle alternative ? Forse verrebbero immediatamente stroncate o messe in silenzio ?

L’uomo, così intelligente e pieno d’immaginazione non è veramente in grado di pensare una forma geometrica diversa dal triangolo per organizzare il flusso del denaro e lo sviluppo economico ?

L'incapacità al cambiamento è l'ennesima prova dell'errore che stiamo commettendo.

Solo una cosa sfugge al totale controllo del vertice piramidale del denaro e quella cosa è la tecnica e l'innovazione tecnologica decentralizzata.