giovedì 29 dicembre 2016

Fantasie Arpeggio 13


A video posted by Michele Rovatti (@michele_rovatti) on

martedì 20 dicembre 2016

La Paura



La Paura

La globalizzazione, l'uniformità non sono tentativi di manipolazione pratica e ideologica da parte di piccoli gruppi elitari, bensì la disperata ricerca di sicurezza e soppressione della paura da parte della massa.

La paura nella società moderna.

Paura di fallire, paura di uscire dal proprio guscio
Paura di essere assaliti e feriti per le strade
Paura di perdersi in un posto sconosciuto, per questo le grandi catene multinazionali offrono consolazioni e tepore adeguato.
Paura di non essere accettati per i nostri vestiti, per i nostri comportamenti.
Paura del diverso che si accompagna alla pigrizia e allo sforzo della conoscenza.
Non diventiamo più stupidi e ignoranti per una degenerazione imposta o congenita, questo accade perché cerchiamo di ridurre al massimo il ruolo della paura.

La paura dell'astinenza e la paura del consumo, la paura di non riuscire a colmare quel voto che alimenta la paura.

Non è l'avarizia, la ricerca del successo, felicità o il sesso ma la Paura il nostro peccato originale.
La fontana nella quale veniamo imbevuti prima ancora di vedere la luce è quella del buio della paura.

domenica 18 dicembre 2016

Produttori di pubblicità inconsapevoli

- In principio si producevano beni di cui le persone avevano bisogno.
La rivoluzione industriale ha trasformato questo processo in una scienza.

- Successivamente arriva la pubblicità che consiste nel convincere e persuadere le persone di avere bisogno di predeterminati beni o servizi.

- Oggi i social media rappresentano l'evoluzione del mercato pubblicitario avendo trasformato gli utenti in promotori, occulti e non stipendiati, di beni e servizi che mostrati continuamente sulle loro pagine


venerdì 16 dicembre 2016

L'instabilità del movimento

Il terrore della politica nei confronti dell'ondata populista è sempre più estremo e vibrante.
Ironicamente con il loro parossistico agire stanno preparando la strada ad una vittoria schiacciante del tanto vituperato nemico, una vittoria oltranzista che potrebbe essere veramente distruttiva nel nome dell'intransigenza e dell'autoritarismo di chi si erge a unico portatore della moralità, dell'onestà.

Un movimento nato da un comico che una volta al potere non farà ridere.

Ma è assolutamente necessario cambiare perché in questo paese chi sbaglia non viene mai "bocciato" non viene mai "licenziato".

Sulla falsa riga dei diritti divini cattolico romani, ad vitam aeternam, una volta raggiunto il potere questi mediocri e bassi figuri lo esigono per sempre, il vitalizio, il diritto inalienabile, la sicurezza eterna, il paradiso.

Ma in questa vita non esiste alcun equilibrio se non nell'instabilita' del movimento.

Avanti il prossimo, se il coraggio dei giovani deve essere quello di questi trentenni attaccati alla poltrona come un Forlani qualunque.

martedì 13 dicembre 2016

venerdì 9 dicembre 2016

Paradossi 1848 - 2016

Utilizzo il 1848 per via della maggiore ondata rivoluzionaria della storia europea (1848-49)

E il 2016 (17) come momento di rottura, scollamento tra le élite globalizzanti e la massa informe (Occidente)


1848

La massa protestava perché sfruttata a basso salario e privata della propria spiritualità, causa l'alienazione della monotonia.

"Il lavoratore è se stesso, un individuo, solo quando non lavora"

Così chiude il primo manifesto del partito comunista (Marx, Engels, Londra 1848):

"Il proletariato non ha nulla da perdere oltre le proprie catene"


2016

La massa protesta perché disoccupata

Non si rende conto di arricchire (come sto facendo anche io ora) l'oligarchia del web con contributi gratuiti di varia importanza.

Quindi non più sfruttata a bassi salari ma a lavoro gratuito e inconsapevole.

I contributi più importanti sono quelli personali, racconti delle misere vite uniformate, le vostre abitudini, i vostri amori, le vostre famiglie, i vostri gusti.

I vostri sogni e desideri non interessano perché quelli vengono fabbricati conseguentemente in base a ciò che vi viene mostrato.

I contributi meno importanti sono quelli riconducibili alla cultura e al Vostro pensiero.

Con questo la rete guadagna molto meno rispetto ad una immagine in cui mostrate il cibo del vostro gatto.

1848

Rivoluzione attiva

Reazione

Ricerca di una verità oggettiva

2016

Rivoluzione passiva

Apatia

Totale disinteresse verso l'idea di verità, non esiste distinzione tra vero o falso (a patto che venga mostrato in maniera sensazionale, virale, condivisibile).




mercoledì 7 dicembre 2016

Ti muovi

La tua parte migliore è sempre quella che reciti inconsapevolmente
Piena di armi e tecniche per difenderti
Aspetti di essere assalita e conquistata

Ti muovi

In questa fossa biologica del sociale
Tra un restauro non richiesto
Rottami galleggianti
Carcasse alla deriva
Non in grado di volere

Vittime di una fantasia patologica
Con l'imperdonabile aggravante
Della funzione morale

Escono funghi dal lavandino

Volo come un aquilone
gonfio d'ignoranza
e spinto dal vento della supponenza
Non c'è niente di amabile nel mio librare
Se non la caduta
Parla ti prego
Così patetico
Parla e affondami
Atterrami
Liberami

Dal dilettantismo della violenza
E la tirannia della plebe.

giovedì 1 dicembre 2016

La sindrome del povero, l'Italia e il referendum

La sindrome del povero è quella che affligge gli Italiani da ormai molti anni ed in tempi recenti.
Quel complesso che ti porta ad accettare qualsiasi umiliazione e rinuncia pur di sederti a tavola con il ricco, pur di poter raccontare agli altri poveri che tu sei amico del ricco.

Questa fame di potere ha un duplice volto, può essere ambizione e voglia di raggiungere un meritato successo con il lavoro e la fatica o semplicemente un complesso.

Nel primo dopoguerra, quando De Gasperi volle l'Italia all'interno dell'Unione del carbone e dell'acciaio, pur essendo senza materie prime, pronto a sacrificare la manodopera e le vite dei suoi cittadini per sedere ai tavoli dei grandi, quella fame prese la forma di volontà come idea e del sacrificio massimo.

Le vite di quegli Italiani nelle miniere del Belgio, vittime del disastro delle Marcinelle, contribuirono con il sangue al miracolo della nostra nazione e alla sua trasformazione da economia agricola a quinta potenza mondiale.

La produzione industriale si è poi trasformata in produzione di servizi pubblicitari tecnologici e finanza.

L'Italia non ha avuto padri della Patria che l'abbiano tenuta per mano durante questi passaggi.

Così oggi vogliamo ancora sederci al tavolo dei nuovi ricchi ma non abbiamo più il sangue da spendere e nemmeno la percezione di dove ci troviamo veramente, accecati ormai dall'amara illusione di dove eravamo.

Questa è la linea politica del PD, la linea dei poveri che sono disposti a qualsiasi umiliazione senza visione pur di sedersi al tavolo dei ricchi.

E così questa riforma costituzionale, cucita per permettere a questa Europa di ottenere ancora più sovranità, viene presentata ai poveretti come la loro migliore opzione per il futuro.

Gli Italiani, se è vero che la storia non si ripete ma si rima in un ironico circolo, continueranno come sonnambuli verso il burrone, credendo che le promesse e i consigli del ricco siano per il loro interesse.

Dovrebbero invece ricordarsi la dignità del povero che, consapevole del suo valore, non è disposto a dire sempre SI.

p.s.con il SI sarà il "nuovo senato" a ratificare i trattati con l'Europa

p.p.s.
Non mi sento libero di scrivere come vorrei consapevole del fatto che ormai nessuno legge più oltre tre parole senza video o immagini, cagnetti o gattini.