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Thursday, December 1, 2016

La sindrome del povero, l'Italia e il referendum

La sindrome del povero è quella che affligge gli Italiani da ormai molti anni ed in tempi recenti.
Quel complesso che ti porta ad accettare qualsiasi umiliazione e rinuncia pur di sederti a tavola con il ricco, pur di poter raccontare agli altri poveri che tu sei amico del ricco.

Questa fame di potere ha un duplice volto, può essere ambizione e voglia di raggiungere un meritato successo con il lavoro e la fatica o semplicemente un complesso.

Nel primo dopoguerra, quando De Gasperi volle l'Italia all'interno dell'Unione del carbone e dell'acciaio, pur essendo senza materie prime, pronto a sacrificare la manodopera e le vite dei suoi cittadini per sedere ai tavoli dei grandi, quella fame prese la forma di volontà come idea e del sacrificio massimo.

Le vite di quegli Italiani nelle miniere del Belgio, vittime del disastro delle Marcinelle, contribuirono con il sangue al miracolo della nostra nazione e alla sua trasformazione da economia agricola a quinta potenza mondiale.

La produzione industriale si è poi trasformata in produzione di servizi pubblicitari tecnologici e finanza.

L'Italia non ha avuto padri della Patria che l'abbiano tenuta per mano durante questi passaggi.

Così oggi vogliamo ancora sederci al tavolo dei nuovi ricchi ma non abbiamo più il sangue da spendere e nemmeno la percezione di dove ci troviamo veramente, accecati ormai dall'amara illusione di dove eravamo.

Questa è la linea politica del PD, la linea dei poveri che sono disposti a qualsiasi umiliazione senza visione pur di sedersi al tavolo dei ricchi.

E così questa riforma costituzionale, cucita per permettere a questa Europa di ottenere ancora più sovranità, viene presentata ai poveretti come la loro migliore opzione per il futuro.

Gli Italiani, se è vero che la storia non si ripete ma si rima in un ironico circolo, continueranno come sonnambuli verso il burrone, credendo che le promesse e i consigli del ricco siano per il loro interesse.

Dovrebbero invece ricordarsi la dignità del povero che, consapevole del suo valore, non è disposto a dire sempre SI.

p.s.con il SI sarà il "nuovo senato" a ratificare i trattati con l'Europa

p.p.s.
Non mi sento libero di scrivere come vorrei consapevole del fatto che ormai nessuno legge più oltre tre parole senza video o immagini, cagnetti o gattini.

Wednesday, November 16, 2016

Renzi, l'UE e il Neoliberalismo sovrastimato



Il fantoccio Italico si gioca l'ultima carta della voce grossa contro la "Morte Europea", non fatevi ingannare, il pupazzo è figlio illegittimo di Prodi, Ciampi, Monti e tutto lo squadrone Neoliberista ad mortem.

E proprio su queste politiche guida che hanno dominato il mondo occidentale degli ultimi quarant'anni è interessante approfondire, dagli esperimenti in Cile dei primi anni '80 i due pilastri del Neoliberismo (ricordiamo che il Liberismo del 19° sec. sfociò nella prima guerra mondiale...) sono :

1) Deregolamentazione di ogni settore possibile e apertura ad investitori e capitali stranieri

2) Riduzione dello Stato e delle sue capacità di inserirsi ed operare nel "libero mercato"

Va da se che l'Europa degli Euroidioti è in missione per conto di Dio nel tentativo di raggiungere appieno entrambi questi obbiettivi.

L'austerità, tanto odiata, non è altro che un mezzo per ridurre la capacità e lo spazio di manovra dello stato in materia fiscale e debitoria.

Il fantoccio con il "referendum" invece cerca di dare una spintarella allo smantellamento dello Stato scardinando la costituzione, ma non per una presunta maggiore velocità ed efficienza legislativa, bensì per abbatterlo piano piano pezzo per pezzo.

Eh si ... possiamo dire che Fonzarelli sta segando il ramo su cui è seduto, ovviamente lauti premi ed ulteriori posizioni saranno a lui garantiti nel caso riuscisse ad obbedire con successo (vedi Prodi).

Il punto è che oggi anche i "capoccia" economisti del mondo iniziano ad avere qualche dubbio su questo mantra neoliberista ed in particolare cominciano a sospettare che ad esso sia legato una proporzionale crescita della diseguaglianza sociale.... (che geni...)

Inoltre sono convinti non sia del tutto corretto il libero fluire di capitali verso paesi non abbastanza strutturati finanziariamente e nemmeno che ridurre la politica fiscale di alcuni Stati possa essere una soluzione adeguata.

Ma guarda un pò...

Ed è proprio in riferimento a questi temi che le due più grandi democrazie del mondo hanno recentemente votato:

NO GRAZIE

Non fatevi ingannare dai temi superficiali, questi sono voti di protesta nei confronti dell'Elite e di questo mantra socioeconomico...

Cari ragazzi, la strada che state seguendo come fosse dettata da nostro signore non funziona per tutti ma solo per alcuni e sempre per meno persone... (tra le prime 100 economie del mondo 42 sono corporations...)

Se avete tempo, prendetevi dieci minuti per leggere questo interessante articolo del fondo monetario internazionale (Giugno 2016).


Neoliberalism: Oversold? -- Finance & Development, June 2016

Monday, May 20, 2013

Pensare l'impensabile

Non solo il nuovo Papa ci porta aria di Argentina. L'esempio del collasso di Buenos Aires è stato spesso utilizzato come spauracchio per rafforzare l'integrazione Europea e l'Euro, (vedi Enrico Letta in la lungimiranza del pd).

Oggi il Wall street Journal lancia una provocazione che per gli euroburocrati e il loro Euro-totem suona un pò come una bestemmia. "Pensare l'impensabile: Mollare la valuta". L'articolo parte da uno studio di Goldman Sachs che spiega come la politica economica europea porterà ad un altro decennio (avete capito bene 10 anni) di miseria, prima di poter completare il processo d'integrazione sul modello di riferimento attuale tedesco.

"l'austerità continua, la pazienza dei popoli europei è grande ma certamente non infinita. Come i membri europei oggi, anche l'Argentina ha dovuto resistere fino a quando i salari non sono crollati e ha recuperato competitività (leggi anche: costo del lavoro per unità). Il pensiero allora era che gli Argentini avrebbero sopportato tutto per poter continuare ad utilizzare i dollari americani. 

Quanto è simile la situazione Europea a quella Argentina ? L'economia Argentina si era contratta dell'8% nei 3 anni precedenti le rivolte. Alle fine di quest'anno l'Italia e il Portogallo avranno ridotto le loro economie dell'8%. La Spagna del 6% e la Grecia del 23%. I burocrati Europei non devono sentirsi troppo sicuri nell'apparente popolarità dell'Euro (il 60% dei cittadini è ancora a favore), dovrebbero invece pensare a come anche gli Argentini supportassero il cambio 1-1 col dollaro (il 62% al momento delle prime sollevazioni). Chi pensa che un regime monetario sia sacro e non abbandonabile dovrebbe ripensare a come molte volte nella storia certe affermazioni siano state clamorosamente smentite".

In questo Grafico vediamo quanto il limite Argentino sia vicino. Buenos Aires quando perse il 10% del Pil dovette abbandonare il cambio 1-1 col dollaro Usa che fino ad un mese prima era stato dichiarato "irreversibile".



link:Wsj don't cry for me Europe: Thinking the Unthinkable

Intanto Hollande chiede alla Germania di rivedere i trattati (= ad alzare bandiera bianca e ammettere il fallimento degli accordi attuali...). Le Germania si farà ovviamente, almeno fino alla fine dell'anno (post elezioni), una birra e una grassa risata. Rivedere i trattati costringerebbe anche a dei referendum popolari che alcuni paesi hanno reso obbligatori dopo il salvataggio (vedi Irlanda) e dato il disastroso record di referendum Europei bocciati dai cittadini, l'idea non stuzzica molto il palazzo di vetro.

L'europa e i referendum cittadini:

- ci vollero 2 referendum (1992-93) per far approvare alla Danimarca il trattato di Maastricht

- ci vollero 2 referendum (2001-2002) per far approvare all'Irlanda il trattato di Nizza

- bastò 1 referendum ad Olanda e Francia per bocciare definitivamente la costituzione Europea (2005)

Da allora decisero di "fregare" i parlamenti e firmarsi i trattati senza più chiedere niente al popolo (vedi trattato di Lisbona).

leggi anche: una video installazione