mercoledì 21 settembre 2016

La verità sulla guerra in Siria ?


Sono passati 5 anni 6 mesi e 6 giorni dall'inizio di quella che viene definita "Guerra Civile" in Syria.

Sui canali mainstream ho letto e sentito di tutto ma non ancora il vero motivo.

E nessuno ne parla.

Questo conflitto ha una interessante analogia con il Vietnam perché è l'esatto contrario.

Il Vietnam era una guerra civile, male interpretata ai più alti livelli strategici Usa come una guerra di procura ideologica e una potenziale minaccia di espansione comunista nel pacifico.

La guerra "Civile" Siriana è invece, de facto, una guerra per procura tra Usa e Russia mascherata da guerra civile, religiosa.

Il motivo ?

Un gasdotto.....................

La Russia rifornisce il 42% del fabbisogno energetico Europeo, tagliarla fuori dal nostro mercato significherebbe metterla in ginocchio una volta per tutte.

Guarda caso nel golfo persico, vicino al Qatar e all'Iran si trova il più grande giacimento di gas del mondo (South Pars / North Dome Gas Condensate Field)

Il progetto per una Pipeline che dal Qatar via Arabia Saudita e Turchia arrivi in Europa è già pronto da un pezzo e tanto basterebbe a fare piangere lacrime amare a Putin.

Peccato che la Syria, da sempre alleata di Mosca, sia proprio in mezzo.

Gli Americani hanno provato a convincere e a corrompere Al Assad ma questo non si fida, dice che i Russi sono sempre stati di parola sia con suo padre che con lui, degli Yankees non è convinto.

Gli Americani allora, dove non arrivano con la diplomazia e la corruzione entrano da sempre con le armi....

Serve una scusa però...

Il cattivo dittatore non regge... Suo padre ha fatto di molto peggio, basti ricordare il Massacro di Hama del 1982.

Serve qualcosa di più forte...Ecco ci siamo... Il Terrore....

L'ISIS...

Questa si che è una scusa per rovesciare il governo di Al Assad coalizzando tutto il mondo contro i cattivoni da terza elementare che minacciano di convertirci tutti.

Attenzione però, gli Usa non lo combattono veramente l'Isis, fanno i giochini sperando che questi e i ribelli, appoggiati da Al Nusra (Al Qaeda) rovescino Al Assad quanto prima.

Così non fosse, l'esercito medioevale del Califfo non controllerebbe così tanti giacimenti e non farebbe affari tanto facilmente, non vi sembra ?

Tira e molla, tira e molla, Putin si stanca e scende in campo
"Se non lo volete sconfiggere Voi l'Isis ci penso io".

A questo punto Bashar Al Assad grida un sospiro di sollievo, così come le armate Hezbollah Sciite giunte in suo soccorso insieme alla milizia Iraniana.

I Turchi si arrabbiano parecchio perchè i Russi bombardano sul serio l'Isis proprio mentre questi stavano esaudendo le loro preghiere sterminando i Curdi.

Così li abbattono un aereo....

Pausa....

Finita la pausa, Russia e Turchia ritornano amici fraterni.

L'occidente rischia di perdere un grosso alleato, Obama è stato un'imbecille sui livelli di Eisenhower quando rovesciò il regime Iraniano per instaurare lo Scià nel 1953 (gli Usa appoggieranno segretamente anche il ritorno di Khomeini nel 1979 con Carter, ma questa è un'altra storia).

E l'Europa ?....

Beh la vecchia Europa in mezzo a questo conflitto globale per procura si ritrova con miliardi di investimenti persi per le sanzioni, qualche milione di profughi musulmani, senza Londra e forse resterà anche senza gas....


To be continued.

giovedì 15 settembre 2016

Un Busker a Londra

Ieri sull'Hungerford Bridge, mentre mi dirigevo verso Waterloo, ho visto in lontananza un busker di colore con una chitarra.

La parte del ponte pedonabile è abbastanza stretta e lui non era accovacciato da un lato ma piuttosto steso, con le gambe quasi ad intralciare il traffico dei passanti che sembravano calciarlo.

Il busto era chino sullo strumento, la testa bassa sul lato sinistro avvicinava la bocca ad un microfono senz'asta, fissato alla chitarra con del nastro nero e collegato ad un piccolo amplificatore e un chorus.

Non guardava nessuno e suonava un arpeggio lento, preciso, in minore, accompagnato da un voce bellissima, sottotono, senza alcuna parola chiaramente distinguibile.

Non sono uno che s'impressiona facilmente per eserciti di musicisti e cantanti che, a mio modesto avviso, valgono zero e dei quali si può solo ammirare la tenacia, forza di volontà e spirito di abnegazione.

Al contrario questo ragazzo aveva del talento sul serio.

Era uno dei pochissimi, nati per suonare.

E ho pensato che in una società ossessionata dal successo e dalla vittoria, che lotta continuamente contro una natura che non potrà mai sconfiggere, non esiste niente di più erotico del talento, quello vero, soprattutto quando è sprecato.

venerdì 2 settembre 2016

Fertility Day ?

Facebook è ormai diventato il ritrovo per qualsivoglia reietto abbia da dire (o creda di poter) qualcosa "contro".

Siete contro tutto/i, sempre.

Solo con i cagnetti e i gattini siete a Vostro agio.

D'altra parte, chi di continuo sputa sentenze davanti ad uno schermo, è probabile non sia certo un gran maestro di socialità reale (quella che puzza di umanità per intenderci).

E allora, miei cari Vi dico, se non lo *sapevaste*, che è molto più difficile amare un essere umano rispetto ad un animale.

E Vi dico che, se qualcuno non Vi avesse procreato, i vostri inutili giudizi e banali pensieri, non esisterebbero.

Così come non esisterebbero le vostre fragili sensibilità.

E perciò, andatevene affanculo a fare figli e piantatela di lamentarvi dei soldi che mancano (anche Re e Regine non ne hanno mai abbastanza) o del lavoro troppo duro.

Egoisti.

martedì 23 agosto 2016

Un altro giorno.

Una luce verde, soffusa, avvolge la stanza.
Lingue diverse riempiono il silenzio, ci capiamo anche se non veniamo dallo stesso luogo.
Alzo lo sguardo e vedo una scrivania piena di carte, lettere e documenti.
Ritorno a letto mentre fuori le nuvole disegnano sogni a cielo aperto.
I miei sogni non riconosco più.
Respiro osservando l'ombra delle foglie dare vita alle tende,

Un altro giorno.

giovedì 28 luglio 2016

Camminata estiva sopra un fiume di oleoresine.

Questa libertà m'imprigiona

Non c'è musica là fuori

Posso sapere i tuoi pensieri ?

Sono certo siano tutti magnifici.

La conoscenza e il potere

Il controllo

L'illusione

La ricchezza

La pace

Niente sono al cospetto dell'amore

E cos'è l'amore ?

Uscire da me stesso

Dimenticarmi di me stesso

Per soffrire inevitabilmente,

E tornare dentro me stesso

lunedì 25 luglio 2016

L'Islam e l'Occidente

La travagliata relazione tra Islam e occidente non sembra destinata ad una futura coesistenza pacifica.

Alcuni errori commessi dall'UE/Occidente:

- Avere omesso dalla costituzione le radici Giudico-Cristiane, ora il continente è de facto "Senza Dio"

- La lentezza e la disunione nell'affrontare i problemi sociali causati dalla grande depressione del 2008, troppa attenzione alle "banche" e non alla incredibile falciata di disoccupazione per milioni di giovani.

- Il calo demografico

- Aver creduto di poter integrare e occidentalizzare attraverso la modernità i Musulmani.

- Dare troppo risalto e notorietà ai martiri del terrore, il Dio occidentale è costituito dalla fama e il denaro, tutta quella visibilità mediatica consegna a questi poveracci il potere di entrare in una "storia" dove non dovrebbero che stare ai margini.

- Andare a seminare guerra e morte in medio oriente per interessi economici mascherati da "Esportazioni Democratiche" quando anche l'ultimo degli imbecilli dovrebbe ormai avere presente come gli Usa sostengano anche monarchie assolute medievali come quella Saudita, dove hanno comodità a farlo.

- Credere che esista un "Islam Moderato" e uno "Radicale"

Barry Buzan già nel 1991 (con la caduta del Muro e del Comunismo) identificava un nuovo conflitto tra Occidente e Islam che avrebbe avuto come principale campo di battaglia l'Europa.

Questo scontro è parzialmente dovuto a :

- Una visione secolare contrapposta a valori religiosi
- Storica rivalità tra Cristianesimo e Islamismo
- Gelosia del potere occidentale
- Risentimenti della dominazione coloniale e della struttura politica creata dall'Occidente in Medio Oriente
- L'amarezza e l'invidia nel paragonare i successi Occidentali rispetto a quelli Islamici degli ultimi due secoli

Un altro interessante aspetto di questa presente/futura guerra sociale tra Occidente e Islam in Europa potrebbe essere quello di servire da collante necessario in un momento cruciale per l'Unione Europea.
La nostra comunità potrebbe non solo appoggiare una sociale guerra fredda con l'Islam ma anche adottare politiche che la incoraggino.

Una "Quasi Guerra" assimmetrica in cui i militanti Islamici sfruttano l'apertura della società occidentale per attacchi terroristici a facili "soft target" e l'Occidente sfrutta, attraverso la sua superiorità tecnologico militare, i cieli aperti e non protetti dell'Islam per bombardare obbiettivi selezionati con bombe intelligenti.

Sicuramente il rapporto tra UE/Occidente e Islam non finirà in una coesistenza amorevole e pacifica ma è giusto notare che quando un sensibile irrigidimento delle posizioni avverrà, questo non sarà altro che un errore.

L'esempio dell'uomo "giusto" o della linea "giusta" che ripulisce dal male il mondo con estrema fermezza è sempre un grosso sbaglio necessario a correggere tanti piccoli errori commessi in precedenza.

Nel nostro caso, anni di laissez-faire, demagogia, eccessivo perbuonismo, cattocomunismo serpeggiante, mancanza di lungimiranza, ci facevano parlare solo fino a poco tempo fa, di costruzioni di grandi Moschee e innumerevoli possibilità d'integrazione.

Mentre oggi, in questa Europa, già a qualcuno non dispiacerebbe lasciare trattare la questione Islamica ai Serbi e ai Croati, loro si che hanno dimostrato, nel passato prima ma anche recentemente in Bosnia con i Bosgnacchi poi, come si fa...

martedì 19 luglio 2016

Riassunto degli ultimi 8 anni di Politica Estera Usa

Riassunto degli ultimi 8 anni di Politica Estera Usa.

L'esercito Usa è oggi strutturato per combattere, boots on the ground, due guerre contemporaneamente, una full scale e una di contenimento (nello specifico l'esempio è Iraq - Afghanistan)

La lotta al terrorismo è organizzata attraverso l'ampliamento di reparti speciali guidati dalla Jsoc con la possibilità di operare in qualsiasi territorio globale attraverso l'utilizzo di droni e infliltrazioni (vedi Yemen, Indonesia, Somalia ecc ecc).

La guida estera di Obama è stata, come spesso accade ai democratici, nel nome di un'apparente riduzione d'interferenza ed ingerenza - If they want us, they'll call us -.

In realtà quello che è accaduto, nelle migliori intenzioni, è stata una disastrosa ritirata dall'Iraq e una parzialmente disastrosa ritirata dall'Afghanistan.

Questi disimpegni hanno aperto la strada all'Isis in Iraq.

In Siria l'ostilità con il regime di Bashar Al Assad nasce nel momento in cui questi si oppone al passaggio di un gasdotto che dal Qatar rifornirebbe direttamente l'Europa tagliando fuori Mosca.

Questo tentativo di riduzione d'influenza Russa sul Mediterraneo Orientale ed Europa apre la strada all'Isis in Siria.

Nell'Europa Est Continentale dopo 12 anni di fomentazioni di piazza (2004 Rivoluzione Arancione) l'occidente riesce ad aprire una spaccatura in un paese (Ucraina) di confine tra due civilizzazioni (Occidentale - Ortodossa) cercando di sottrarre Kiev, storicamente capitale della popolazione Rus' di Kiev e Chiesa Ortodossa, all'influenza di Mosca.

Nel Pacifico, Mar Cinese Meridionale, oggi il centro geopolitico del mondo, gli Usa inaspriscono il confronto con la Cina attraverso le Filippine utilizzando istituzioni pupazzo non riconosciute da Beijing.

In seguito all'abbattimento di un Jet Russo da parte della Turchia, Mosca inizia una rappresaglia che mette in grave difficoltà il nuovo sultanato.

Il prezzo da pagare che Mosca chiede per ritornare a rapporti di buon vicinato ?

Un allontamento dagli Usa da parte di Ankara.

Bilancio:

- Aumento delle tensioni in Medio Oriente, Europa Continentale, Oceano Pacifico.
- Possibile perdita di uno strategico ed importante alleato come la Turchia.

Tutto questo è stato ovviamente possibile anche in quanto gli USA non hanno alcun bilanciamento di potere da parte di una EUROPA fantoccio assolutamente inesistente.

E Voi avete paura di TRUMP ? ...






domenica 17 luglio 2016

Ma cosa fa la Turchia ?

La Turchia gioca col fuoco, Allah non li sta consigliando tanto bene...

Prima abbattono un aereo Russo, adesso "ordinano" agli Americani di estradare un loro presunto oppositore... presunto organizzatore di una messa in scena da secolo scorso.

Quando una nazione con quel passato e con la grande eredità di Kemal inizia a fare queste minchiate vuol dire solo che la religione (l'irrazionalita') ha iniziato a prendere il sopravvento sul buon senso.

Spero che il loro Dio li aiuti e li guidi (anche se non andrà così).

Ricordo che la Turchia è un paese geopolitacamente importantissimo ed è nella storia, l'unico esempio di passaggio tra civiltà.

Il grande Ataturk non ha solo modernizzato la Turchia ma l'ha anche occidentalizzata e secolarizzata riponendo nelle mani del potente esercito Turco il ruolo di custode di questo passaggio.

Auguri.

#Turchia

sabato 9 luglio 2016

L'omicidio di Minneapolis

L'omicidio di Minneapolis e il video della fidanzata della vittima, rappresentano l'ennesimo spartiacque e riprova del declino del modello Americano.

Uno stage teatrale nel quale all'accendersi delle luci i sogni prendono vita e nel quale, al calare del sipario, il tugurio e le nefandezze si mescolano con gli scarti di desiderio ancora e per sempre insoddisfatti.

Lo stato di shock del poliziotto e la relativa calma della testimone sono l'immagine del paradosso psicologico che investe il carnefice e la vittima.

Una società che cerca d'imporre la teoria transgender, e non riesce a non inciampare nel razzismo più scontato.

Il negro.

Non diverso per religione, per pulsioni e libidini o per qualche altra sfumatura caratteriale, sentimentale o culturale, diverso banalmente e immediatamente per il solo colore della sua pelle esterna.

Il negro.

Lo schiavo.

L'animale.

L'altro.

Il diverso.

Annegato tra i bagliori di una modernità fondata sulla violenza.

La violenza come volontà e la violenza come potenza, la violenza come competitività, la violenza come successo, la violenza come amore.

La violenza come unico mezzo per l'affermazione dell'individuo.

Spara al diverso.

domenica 26 giugno 2016

Brexit e la ridicola stampa Italiana

Leggendo la stampa Italiana si capisce perchè siamo un popolo di imbecilli ignoranti senza speranza.

A sfogliare Repubblica (il peggio degli Europeisti ad Mortem) sembra che in Inghilterra siano tutti disperati ...

"Oddio cosa abbiamo fatto" ...

...Che la Scozia metta il veto al Referendum e "blocchi" Londra (da far scappare ridere i polli, sicuramente la Regina trema di fronte alle minacce Scozzesi o dell'Irlanda del Nord)...

Che milioni di persone stanno correndo per tornare a votare di nuovo ... (cosa facciamo al meglio dei tre ?)...

...Che tutti i giovani Inglesi pieni di speranze e cultura siano stati derubati del loro futuro all'interno dell'Unione per colpa di vecchi, pensionati pescatori, contadini e opearai ignoranti...

Sul Corriere mi è capitato di leggere che l'Unione Europea ha garantito la pace e la prosperità per 60 anni... la PACE?!?!?!
A casa mia credevo che la PACE in Europe fosse stata garantita dall'ombrello nucleare di Mamma USA.... non da quattro imbecilli votati da nessuno a Bruxelles...

Addirittura sembra che dopo questo terribile voto anche la Premiere League soffrirà e tutti i top player fuggiranno.... hahahaha....

Poi prendo un pò di stampa Inglese e leggo che ...

Le minacce di distruzione degli Europeisti non gli hanno scossi di un millimetro....

Che se i giovani volevano il loro "futuro" alzavano il culo e andavano a votare visto che lo hanno fatto nel 48% degli aventi diritto contro l'oltre 70% dei loro genitori e nonni...

Che i giovani hanno il cervello pieno solo delle porcherie che gli ha venduto la propaganda europeista

Leggo che il malcontento anti-Europa in Olanda, Danimarca, Francia è molto più alto che in Inghilterra (indovinate in quale paese invece i cittadini sono più contenti e soddisfatti dell'Unione.... proprio così... nel paese di Arlecchino, Pulcinella e Gomorra... ITALIAAAA... con il 31% di scontenti e un bel 69% di EURO FELICI...)

Leggo che senza Londra il peso della Germania all'Interno dell'Unione passa dal 20 al 25% ...

Leggo che ora l'Inghilterra avrà tutto il tempo per decidere se e come negoziare accordi con CINA e RUSSIA (che l'Unione NON ha) e rivedere la propria posizione con diverse opzioni.... modello Norvegese, Canadese, Svizzero... (che non mi sembrano tre paesi economicamente falliti...) o altro....

Questa volta Bruxelles dopo aver mandato in rovina milioni di persone per ingrassare i banchieri post 2008 e aver fatto la "spaccona" con l'Austerity e pesci piccoli come Cipro e Atene ha preso un bel calcio nei denti da un pezzo grosso.

Un calcio di quelli che fanno male...

Persa Londra l'EURO-TITANIC potrà sempre consolarsi con l'Albania, la Turchia e l'Azerbaijan...

La Brexit e il futuro dell'Europa di George Soros




La risposta si può vedere nei sondaggi di opinione svolti nei mesi precedenti al referendum sulla “Brexit”. La crisi europea dei migranti e il dibattito sulla Brexit si alimentano a vicenda. La campagna per il Leave ha sfruttato la deteriorante situazione dei rifugiati – simboleggiata dalle terribili immagini di migliaia di richiedenti asilo ammassati a Calais, nel disperato tentativo di entrare in Gran Bretagna con qualsiasi mezzo necessario – per alimentare il timore di un’immigrazione “incontrollata” da altri stati membri dell’Ue. E le autorità europee hanno rinviato importanti decisioni sulla politica dei rifugiati allo scopo di evitare un effetto negativo sul voto referendario britannico, così perpetuando scene di caos come quelle di Calais.


Brexit

Has Brexit Undermined the West?

Philippe Legrain reviews what Carl Bildt, Ken Rogoff, George Soros, and others regard as the causes and effects of Europe’s biggest political earthquake in a generation.


La decisione della cancelliera tedesca Angela Merkel di spalancare le porte del proprio paese  ai profughi è stata un gesto motivante, ma non è stata adeguatamente ponderata, perché non ha considerato il “fattore di richiamo” per i profughi. Un afflusso improvviso di richiedenti asilo ha sconvolto la vita quotidiana dei cittadini dell’Ue.
La mancanza di controlli adeguati, inoltre, ha creato il panico, colpendo chiunque: la popolazione locale, le autorità responsabili della pubblica sicurezza e i rifugiati stessi. Inoltre ha spianato la strada alla rapida ascesa dei partiti xenofobi anti-Ue – come l’UKIP, il partito per l’indipendenza del Regno Unito, che ha capeggiato la campagna per il Leave – dal momento che governi nazionali e istituzioni europee sembrano incapaci di gestire la crisi.
Ora lo scenario catastrofico che molti temevano si è materializzato, rendendo la disintegrazione dell’Ue praticamente irreversibile. La Gran Bretagna alla fine forse starà meglio di altri Paesi uscendo dall’Ue o forse no, ma a soffrirne notevolmente nel breve e medio termine saranno la sua economia e i suoi cittadini. La sterlina è crollata al livello più basso mai registrato negli ultimi tre decenni immediatamente dopo la votazione, e i mercati finanziari di tutto il mondo evidenzieranno probabilmente delle turbolenze fino a quando non sarà negoziato il lungo e complicato processo di divorzio economico e politico dall’Ue. Le conseguenze per l’economia reale saranno comparabili solo alla crisi finanziaria del 2007-2008.
Questo processo certamente solleverà altre incertezze e rischi politici, perché in gioco non c’è mai stato solo un vantaggio reale o immaginario per la Gran Bretagna, ma la vera sopravvivenza del progetto europeo. La Brexit aprirà la strada ad altre forze euroscettiche all’interno dell’Unione. Di fatto, a poche ore dall’annuncio dell’esito del referendum Brexit, il Fronte nazionale della Francia invoca “Frexit” e il populista olandese Geert Wilders promuove la “Nexit.”
Inoltre, lo stesso Regno Unito potrebbe non sopravvivere. La Scozia, che si è schierata con decisione a favore della permanenza nell’Ue, potrebbe fare un altro tentativo per ottenere l’indipendenza, e alcune autorità dell’Irlanda del Nord, anch’essa favorevole al Remain, hanno già richiesto l’unificazione con la Repubblica d’Irlanda.
La risposta dell’Ue alla Brexit potrebbe rivelarsi un’altra insidia. I leader europei, ben desiderosi di scoraggiare l’uscita di altri stati membri dall’Ue, potrebbero non essere dell’umore di offrire al Regno Unito quelle condizioni – soprattutto per quanto riguarda l’accesso al mercato unico dell’Europa – che potrebbero ammorbidire il dolore dell’abbandono. Con l’Ue che conta sulla metà del fatturato commerciale britannico, l’impatto sugli esportatori potrebbe essere devastante (malgrado il tasso di cambio più competitivo). E con le istituzioni finanziarie che nei prossimi anni delocalizzeranno le attività e lo staff negli hub dell’Eurozona, alla City of London (e al mercato immobiliare di London) non saranno risparmiate sofferenze.
Ma le implicazioni per l’Europa potrebbero essere ben peggiori. Le tensioni tra gli stati membri hanno raggiunto un punto di rottura, non solo rispetto ai profughi, ma anche a seguito delle eccezionali pressioni tra paesi creditori e debitori all’interno dell’Eurozona. Allo stesso tempo, i leader indeboliti in Francia e Germania ora sono seriamente concentrati sui problemi domestici. In Italia, la flessione del 10% del mercato azionario seguita alla Brexit segnala chiaramente la vulnerabilità del paese a una vera e propria crisi bancaria – che potrebbe portare il populista Movimento 5 Stelle, che ha appena vinto la carica di sindaco a Roma, a governare il paese già il prossimo anno.
Nulla di tutto ciò è di buon auspicio per un serio programma di riforma dell’Eurozona, che dovrebbe includere una vera unione bancaria, un’unione fiscale limitata e meccanismi più solidi di responsabilità democratica. E i tempi non sono dalla parte dell’Europa, dato che le pressioni esterne da parte di Turchia e Russia – che stanno sfruttando la discordia a proprio vantaggio – compongono la lotta politica interna dell’Europa.
È qui che siamo oggi. Tutta l’Europa, inclusa la Gran Bretagna, soffre per la perdita del mercato comune e per la perdita dei valori comuni sottintesi al progetto Ue. Eppure l’Ue è realmente venuta meno e ha smesso di soddisfare le esigenze e le aspirazioni dei suoi cittadini. La disintegrazione disordinata è dietro l’angolo e lascerà l’Europa in condizioni peggiori di quelle che si sarebbero verificate se non fosse stata creata l’Ue.



Ma non dobbiamo rinunciare. Dobbiamo ammettere che l’Ue presenta dei difetti. Dopo la Brexit, tutti quelli come noi che credono nei valori e nei principi che l’Ue avrebbe dovuto garantire devono unirsi per salvarla ricostruendola integralmente. Sono convinto che di fronte alle conseguenze della Brexit che si paleseranno nelle settimane e nei mesi a venire, sempre più persone si uniranno a noi.

George Soros via Project Syndacate 25 Giugno 2016

sabato 25 giugno 2016

La fine dell'Unione Europea si avvicina...

E come ormai scrivo da anni, la fine dell'Unione Europea, dopo il voto di Roma e la Brexit, si avvicina.

Questo povero disegno, nato sotto le migliori speranze, che ha intrappolato milioni di persone in una morsa debitoria continentale ingrassando un manipolo di banche private, ha ormai gli "anni" contati.

Ben presto vedremo, nonostante le terribili minacce da campagna elettorale degli Europeisti ad Mortem, l'Inghilterra continuare a prosperare.

Poi arrivera' la Danimarca, poi l'Olanda, poi la Francia.... poi resteremo NOI imbecilli e la Germania.... poi... per ironia di una storia che si ripete, ma mai egualmente, abbandoneremo anche noi Berlino e l'EURO TITANIC.

Dopo aver bruciato milioni di posti di lavoro ed aver costretto una generazione all'espatrio ringrazieremo la miopia di una classe politica che ci ha invitato ad acquistare un caro biglietto per questa nave salpata verso nessun porto.

Gli Inglesi hanno le palle.

Noi abbiamo dei Coglioni (si caro lettore parlo soprattutto con te che hai sempre votato PD e idolatrato gente come Romano Prodi, Mario Monti , Napolitano, Buffon & co).

A breve il nuovo EP dei WAVES : 17 Seventeen