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giovedì 26 giugno 2025

Guns Over Homes: How Anglo Masters Are Forging a Militarized EU Puppet State While Its People Sleepwalk Towards Revolt

www.ft.com

EU elites commit billions to Anglo-driven rearmament as housing ruins millions. Is this the "unity" Europeans wanted? Or a vassal state marching to Washington's drum?

Body:

The verdict is in, and it’s more damning than we imagined. Europe’s ruling elites haven’t just chosen guns over homes – they’ve chosen vassalage over sovereignty.

sabato 25 gennaio 2025

Trump, il nuovo corso Usa e l'Europa nel baratro

Negli ultimi anni, ciò che sorprende non sono tanto le politiche divisive di leader come Donald Trump, ma piuttosto il modo in cui l'Occidente sembra aver abbracciato scelte e direttive che, a molti, appaiono discutibili e talvolta irrazionali. Dall'obbligo di sostituire le auto a combustione interna entro il 2035, passando per la transizione verde accelerata, fino alle accese discussioni sull'identità di genere e alle politiche vaccinali che hanno polarizzato le società, si è assistito a un profondo cambiamento culturale e politico.

In questo contesto, l'Europa ha assunto i tratti di un "Moloch burocratico", una macchina amministrativa iper-regolatrice che interviene in modo sempre più invasivo nella vita dei cittadini. Dalle sanzioni alla Russia, con l'annesso dibattito sull'abolizione della sua cultura, fino al sostegno incondizionato all'Ucraina – che molti interpretano idioticamente come una lotta simbolica contro un gigante in declino – si delinea un quadro complesso e frammentato, a tratti psicotico (non dimentichiamo i chip rubati dalle lavatrici, i condizionatori o la pace, le munizioni terminatem il massacro di Buca ecc ecc).

Questa deriva burocratica e ideologica, unita a decisioni che appaiono più dettate da pressioni globali che da un dialogo interno consapevole, ha condotto l'Europa verso un baratro economico, sociale e culturale. Nel frattempo, mentre gli Stati Uniti sembrano aver intrapreso un percorso di riposizionamento strategico, il Vecchio Continente appare sempre più intrappolato in un tunnel di trasformazioni rapide e incerte, senza che una chiara via d'uscita si profili all'orizzonte.

Gli Usa stanno cambiando rotta mentre l'Europa è ancora guidata da utili idioti che, al cambio del burattinaio, ora non sanno in che modo ricalibrare la filastrocca imparata a memoria negli ultimi anni.

sabato 8 ottobre 2022

La propaganda occidentale è a livelli nauseabondi.

Gli eroi della Marvel nella caverna di Platone.


La propaganda moderna nasce con l'unione della controriforma (Concilio di Trento 1545-1563)  e l'invenzione del torchio tipografico (Gutenberg 1440). L'intento era quello di propagare la fede cattolica per contrastare la riforma protestane. 

lunedì 22 agosto 2022

The turning point. Il programma globalista e la crisi economica (indotta) per i prossimi decenni.




The turning point. Il punto di svolta è il titolo scelto dalla Deloitte per promuovere nel mondo occidentale l'agenda globalista della transizione green. (La Deloitte è una delle big four aziende di consulenza del mondo per numero di dipendenti e turnover).

Questo report è importante perché chiunque andrete a votare, in Italia o altri paesi Europei o USA (salvo rivoluzioni o Donald Trump), obbedirà a quest'agenda che ha come obiettivo emissioni zero entro il 2050.

Se decideranno di non farlo verranno fatti fuori come tutti quelli che hanno espresso qualche dubbio al riguardo.

E qui il ritorno al precedente articolo (L'occidente, un'altra catastrofe ideologica) nel quale ho delineato l'approccio ideologico dell'occidente in relazione al dominio globale contro la visione realista di Russia e Cina. 

In questa ideologia liberale la rivoluzione Green è un pilastro portante. E' chiaro a tutti come il risultato finale ideale sarebbe quello di azzerare la dipendenza dai paesi che hanno le materie prime energetiche. 

E' però fondamentale ricordare che una rivoluzione green senza Cina, Russia o India significa un suicidio per l'occidente.

In cosa consiste questo report ? ve lo spiego in breve. 

sabato 12 marzo 2022

sabato 26 febbraio 2022

Una guerra folle scatenata dall'occidente

Brenno e Furio Camillo dopo il sacco di Roma del 390 a.c.


Vae Victis si diceva ai tempi dell'antica Roma, guai ai vinti. La storia la scrivono i vincitori e spesso molte delle cose che sappiamo sono frutto della loro narrativa. 

Se l'occidente uscirà vincitore da questo conflitto che ha iniziato con la Russia l'unica cronaca considerata veritiera sarà quella di un pazzo dittatore che all'improvviso ha deciso di attaccare la pacifica e democratica Ucraina. 

Oggi però quella storia la stiamo vivendo giorno per giorno e possiamo dire con certezza che le cose non sono andate in questo modo e anzi, possiamo affermare come l'occidente abbia fatto tutto il possibile affinché questa guerra fosse inevitabile.

mercoledì 16 novembre 2016

Renzi, l'UE e il Neoliberalismo sovrastimato



Il fantoccio Italico si gioca l'ultima carta della voce grossa contro la "Morte Europea", non fatevi ingannare, il pupazzo è figlio illegittimo di Prodi, Ciampi, Monti e tutto lo squadrone Neoliberista ad mortem.

E proprio su queste politiche guida che hanno dominato il mondo occidentale degli ultimi quarant'anni è interessante approfondire, dagli esperimenti in Cile dei primi anni '80 i due pilastri del Neoliberismo (ricordiamo che il Liberismo del 19° sec. sfociò nella prima guerra mondiale...) sono :

1) Deregolamentazione di ogni settore possibile e apertura ad investitori e capitali stranieri

2) Riduzione dello Stato e delle sue capacità di inserirsi ed operare nel "libero mercato"

Va da se che l'Europa degli Euroidioti è in missione per conto di Dio nel tentativo di raggiungere appieno entrambi questi obbiettivi.

L'austerità, tanto odiata, non è altro che un mezzo per ridurre la capacità e lo spazio di manovra dello stato in materia fiscale e debitoria.

Il fantoccio con il "referendum" invece cerca di dare una spintarella allo smantellamento dello Stato scardinando la costituzione, ma non per una presunta maggiore velocità ed efficienza legislativa, bensì per abbatterlo piano piano pezzo per pezzo.

Eh si ... possiamo dire che Fonzarelli sta segando il ramo su cui è seduto, ovviamente lauti premi ed ulteriori posizioni saranno a lui garantiti nel caso riuscisse ad obbedire con successo (vedi Prodi).

Il punto è che oggi anche i "capoccia" economisti del mondo iniziano ad avere qualche dubbio su questo mantra neoliberista ed in particolare cominciano a sospettare che ad esso sia legato una proporzionale crescita della diseguaglianza sociale.... (che geni...)

Inoltre sono convinti non sia del tutto corretto il libero fluire di capitali verso paesi non abbastanza strutturati finanziariamente e nemmeno che ridurre la politica fiscale di alcuni Stati possa essere una soluzione adeguata.

Ma guarda un pò...

Ed è proprio in riferimento a questi temi che le due più grandi democrazie del mondo hanno recentemente votato:

NO GRAZIE

Non fatevi ingannare dai temi superficiali, questi sono voti di protesta nei confronti dell'Elite e di questo mantra socioeconomico...

Cari ragazzi, la strada che state seguendo come fosse dettata da nostro signore non funziona per tutti ma solo per alcuni e sempre per meno persone... (tra le prime 100 economie del mondo 42 sono corporations...)

Se avete tempo, prendetevi dieci minuti per leggere questo interessante articolo del fondo monetario internazionale (Giugno 2016).


Neoliberalism: Oversold? -- Finance & Development, June 2016

martedì 16 settembre 2014

L'Europa finanzia l'Isis ?



Ed eccoci di fronte alle euroipocrisie "globali".
Mentre se da un lato l'occidente dichiara guerra all'estremismo Islamico e al nuovo "Califfato" dall'altro alcuni paesi UE (c'è sempre un qualche furbone di turno...) hanno pensato di continuare a finanziare i guerrafondai acquistando Petrolio.

mercoledì 25 giugno 2014

Putin segna un altro gol

Nello scontro Russia-Usa sull'Ucraina, l'Europa ricopre il ruolo del terzo incomodo che prende mazzate da destra e da sinistra. Gli Usa ci dicono di fare muso duro alla Russia e di non preoccuparci per il Gas, saranno loro a fornircelo liquefatto (shale gas revolution). Putin se la ride e ci ricorda che il gas liquefatto non sarà mai più economico di quello da gasdotto.

lunedì 2 dicembre 2013

La questione Ucraina




Lo Tzar Vlad continua a tenere sotto scacco la "pacifica" Ucraina. La rivoluzione arancione (come tutte le altre rivoluzioni colorate, sponsorizzate dalla finanza internazionale) sta spingendo Kiev verso l'Ue, lontano dalle grinfie del vecchio orso sovietico, ma riuscirà nel suo intento ?

... questa volta non sarà facile.

Dalla caduta del muro, l'occidente ha cercato di indebolire la Russia prendendo uno ad uno i pezzi dell'ex puzzle Sovietico.

Le cose andavano a gonfie vele ma poi...

giovedì 21 novembre 2013

BitCoin all'Università



Ed ecco un altro passo verso la decentralizzazione del sitema. La più grande università di Nicosia ha deciso di accettare BitCoin come forma di pagamento per gli studi.

La notizia è ufficialmente motivata per incentivare gli studenti stranieri.

In realtà, da quando Cipro è stata impiccata da Bruxelles (confisca bancaria e controllo dei capitali in uscita) i legislatori hanno deciso di bypassare i diktat della Troika.


NICOSIA, Cyprus – Cyprus’ biggest private university said Thursday it will start accepting the digital currency Bitcoin as an alternative way to pay tuition fees.

Link:Global News

leggi anche:i BitCoin volano,Cipro goes down,http://www.fanpage.it/bitcoin/

sabato 19 ottobre 2013

La borsa vola, La strada piange

I fantocci in giacca e cravatta continuano la loro letania di buone notizie e di ripresa.

I dati macro economici europei sono ai minimi da 3 mesi e il mercato azionario ai massimi.

Piantatela di dire che le azioni volano perchè i fondamentali stanno migliorando e la ripresa è vicina, siete solo dei pupazzi bugiardi.



E vista l'idolatria riservata a Obama dalle nostre marionette, ricordiamo che a livello fiscale il buon Barack è il peggior presidente della storia degli Stati Uniti (e per fortuna che questo è l'ultimo mandato...)

venerdì 18 ottobre 2013

Shutdown ?


15:24

Gli Usa hanno trovato un accordo sul debito,tutti contenti ?

Gli Usa hanno trovato un accordo sul debito e i mercati hanno festeggiato, ma siamo sicuri che i loro interessi siano i nostri ?


Gli Usa hanno trovato un accordo sul debito,tutti contenti ?
L'accordo sul debito ha concluso lo “shutdown” (o meglio lo ha rimandato) perchè il tetto sul debito non è stato innalzato all'infinito e gli Usa non smetteranno certo di indebitarsi.
Il prossimo capitolo della farsa lo vedremo già a dicembre gennaio 2014.
Gli Usa sono la nazione più indebitata della storia e questo debito se lo acquistano da soli stampando la carta necessaria per  oltre il 33%. Il risultato è un perfetto schema ponzi (o catena di S. Antonio) che non si può interrompere volontariamente. Quando accadrà però, saranno dolori perchè questo sistema non può andare avanti all'infinito. Gli Americani non si preoccupano più di tanto in quanto la loro cultura e potenza militare li permette di tenere la pistola sotto il tavolo, pronta per essere usata non appena gli altri giocatori dovessero gridare al bluff.
In questo grafico vediamo con chi gli Usa sono indebitati (in azzurro la quota verso loro stessi).
Ora veniamo alla parte più interessante (e anche quella più stupida). Gli Usa trovano l'accordo e il mondo grida di gioia, le borse volano, i Tg passano la notizia come positiva e i presentatori dicono “per fortuna che si sono accordati”.
Accordarsi per ulteriori debiti significa solo buttare ancora più polvere sotto il tappeto, significa solo dover indebolire ancora ulteriormente l'economia reale (sono i soldi veri dei privati che vengono utilizzati per pagare i debiti della finanza). E allora ci troviamo nel paradosso per cui gli interessi della finanza sono il male dell'economia e dei cittadini.
Vedi anche quella pletora di ritardati al governo Italiano che hanno distrutto, strangolandolo in una morsa di pressione e burocrazia fiscale senza precedenti, una nazione. Ma l'Italia è un paese vecchio che non reagisce, subisce e basta. Lo stesso non è stato per i giovani paesi arabi e probabilmente non lo sarà per gli Usa.

venerdì 4 ottobre 2013

Chi dice la verità ?

Ieri ho sentito due interessanti dichiarazioni politiche:

Obama "Gli Usa potrebbero rischiare il Default"

Christine Lagarde "La zona euro cresce, avanti con le riforme"

Chi dice la verità ?..... al solito trattandosi di politici di professione nessuno dei due.

Gli Usa non dichiareranno default nemmeno tra un milione di anni e la zona Euro cresce solo nella testa di quei politici che hanno speso tutta la loro carriera (e la loro discutibile credibilità) nella creazione di questo "moloch" burocratico chiamato Unione Europea.

In questo grafico vediamo come i dati macro della zona EU siano tornati sotto i dati Usa e siano i peggiori delle ultime 7 settimane.


giovedì 26 settembre 2013

Ripresa Europea ?

In questa chart fresca fresca (via goldman sachs) vediamo l'andamento dei prestiti alle imprese (NON FINANZIARIE, NO FINANCIAL) ...

A questo punto quando i "fantocci" vari continuano a parlare di ripresa (e lo fanno ogni 6 mesi) verrebbe da chiedersi che droghe prendano.

Da notare il calo dei prestiti che inizia ad intaccare anche Francia e Germania.

L'indice utilizza come base di partenza 100 riferito al Luglio 2011.




In quest'altra chart i prestiti overnight ancora in calo (16° mese consecutivo) caro Mario facciamo un'altro regalo alle banche, LTRO 3 in arrivo ? 

mercoledì 21 agosto 2013

Alleanze Egiziane



Oltre le classiche dichiarazioni diplomatiche, analizziamo i fatti.

Chi sta con Chi ?

- Dall'inizio delle rivolte del 2011 gli aiuti stranieri che arrivano in Egitto sono passati dall'1% del Pil al 5,5% (tot 14 billioni di dollari)

- Il principale "donatore" è Washington, per il 2014 ci sono sul piatto 1,4 billioni per aiuti "militari" e 250 milioni in aiuti economici. Gli Usa finanziano il 25% del budget della difesa Egiziano. In sostanza gli Usa tengono in piedi i militari assicurandosi lavoro per le loro fabbriche e un accesso privilegiato sul canale di Suez.

- Nonostante i proclami contro la violenza gli Usa sono "contenti" della reazione dei militari contro i Fratelli Mussulmani.I militari sono l'unica "organizzazione" in grado di tenere insieme il paese, mantenere la pace con Israele e spingere per un trattato di pace tra Israele e Palestina.

- Gli Usa taglieranno gli aiuti all'Egitto ? NO

- I vicini nel golfo hanno posizioni contrastanti, L'Arabia Saudita dice di non volere i fratelli Mussulmani, ha inviato aiuti all'egitto ma meno di quanto promesso (mandati 2 billioni promessi 5). Gli Emirati Arabi sono apertamente contro i fratelli mussulmani così come il Kuwait. Il Qatar era a favore dei fratelli ma sta lentamente rivedendo le sue posizioni.

- L'unione Europea, come al solito conta come il due di coppe quando briscola è bastoni. 600 millioni di dollari di aiuti negli ultimi 3 anni. Se taglia i fondi, Al Cairo non interessa. Diverso sarebbe se i 28 membri decidessero di applicare sanzioni economiche nei confronti dell'export Egiziano. Circa il 24% dell'export egiziano arriva nell'Unione.

- L'Ue si accorderà per applicare sanzioni alle esportazioni egiziane ? NO


That's all folks...

leggi anche: il grande califfatoConsiderazioni sulla geopolitica dell'Egitto