Part 3
- L’uomo non ha nessuna possibilità di comprendere cosa possa estendersi oltre esso.
- I fatti esistono solo in funzione della limitata comprensione dell’uomo
- Le emozioni che non sono esprimibili con le parole non sono numerabili, quantificabili, scambiabili ma rappresentano il fine ultimo dell’esistenza.
- Il fine ultimo dell’esistenza è l’accettazione dei nostri limiti nella percezione di quello che non possiamo spiegare
- Le parole più importanti sono quelle non dette
- Le parole non dette non danno alcuna garanzia di essere state ricevute
- Anche le azioni sognate ma non fatte hanno un valore
- Il linguaggio esiste in funzione del suo utilizzo
- Il linguaggio è l’espressione del pensiero che è l’espressione dell’essere
- Ogni qualvolta il linguaggio viene scambiato viene modificato
- Il linguaggio una volta comunicato all’esterno non è mai pura espressione del pensiero
- Il linguaggio non è il nostro limite nel mondo
- Il pensiero è il nostro limite nel mondo
- Pensiero e azione non sono correlati
- I pensieri espressi sono pensieri modificati, esternati verso un’evoluzione incerta. Per questo quando immaginiamo qualcosa il risultato non è mai quello pensato.
- Solo una persona che non utilizza un linguaggio può essere sincera in quanto non può mentire.
- La radice di ogni parola e di ogni simbolo è vera.
- L’articolazione delle parole e dei simboli è falsa.
- Ogni parola è vera anche quando è falsa
- Ogni preposizione è falsa anche quando è vera
- Il pensiero unisce le parole con una tela misteriosa
- Questa architettura è l’espressione dell’essere
- L’articolazione del pensiero è un grafico in movimento che se fosse possibile tracciare edificherebbe galassie intere.
Michele Rovatti