A cura di Guido Rovatti
Che gran voglia che avrei di liquidare il film e tutto il
cinema italiano (di oggi) dicendo che è una grande stronzata (oppure “una
grande bellezza”).
Se non lo faccio è perché ho grande stima di Gianfranco Rosi (Leone d’oro per “il Sacro GRA” e che aprirà il festival
del cinema d’autore di Belgrado tra pochi giorni) ed altri autori con del
“fondo”.
Tornando a Checco, sarei disonesto se dicessi che non ho
riso guardando il film. Tutta la sala ha riso, e questo non è un dettaglio di
poco conto.
Non è certamente per il record assoluto di incassi che ora
non sparo a 0 su questo prodotto “made in italy”, così come non mi limiterei a
criticare la qualità del mangime di MC donald solo perché vende milioni di
hamburger (e assume migliaia di giovani disoccupati).
