giovedì 30 aprile 2020

Ascensore per il Patibolo (1958)




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lunedì 27 aprile 2020

Lo spettro della disobbedienza e lo spettro dell'unione.

Stiamo assistendo alla storia in divenire, quante pagine e parole verranno scritte e dette dai posteri.
Quante domande e punti interrogativi riempiono il nostre presente.
Ogni azione e decisione presa muove critiche, tutti hanno un'opinione, spesso in contrasto e questo la dice lunga sullo stato di confusione che colma le nostre giornate.

Il futuro sembra non dipendere più dalla nostra volontà, qualcosa è andato storto e ora aspettiamo.
Aspettiamo le notizie, aspettiamo il vaccino, aspettiamo mentre cerchiamo di reinventarci di re-immaginarci.

Abbiamo perso una grossa parte della nostra libertà, una parte del tutto importante come il tutto.
La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale diceva Croce.

Le attività e le imprese potranno resistere qualche mese ma inevitabilmente senza fatturato nessuno è al sicuro.

La burocrazia e la nostra abilità nel complicare le cose non ci aiuteranno, la velocità è fondamentale e inversamente proporzionata alla dimensione degli aiuti.
Al ridursi della prima la seconda dovrà aumentare in maniera esponenziale.

E non stiamo brillando per la nostra velocità.

Gli Italiani sono un popolo disunito e non particolarmente coraggioso.
Gli Italiani non fanno rivoluzioni, piuttosto pensano a come fottere il vicino o le istituzioni in silenzio, ognuno per se.

Siamo individualisti creativi.

Queste caratteristiche le abbiamo affinate attraverso i secoli fino all'armistizio del 3 Settembre (ufficializzato l'8) quando nella penisola si sono trovati cinque Comandi diversi.
Tutti comandavano, nessuno obbediva, ognuno per se.

Lo spettro della disobbedienza ci accompagna dalla nascita.

In questo momento storico lo spettro della disobbedienza rischia di mescolarsi con una caratteristica a noi pressoché sconosciuta, lo spettro dell'unione.

Uniti nella disobbedienza o uniti nell'ordine per attraversare questo guado di fronte al quale la storia ci ha posto.

Ai posteri l'ardua sentenza.

martedì 21 aprile 2020

Le Ballon Rouge



Prendetevi una mezz'oretta per un pò di poesia.

Le Ballon Rouge (1965) Albert Lamorisse.
Unico cortometraggio ad aver mai vinto l'oscar come migliore sceneggiatura.




venerdì 17 aprile 2020

Luis Sepulveda


Ci ha lasciato ieri lo scrittore Cileno Luis Sepulveda.
Personaggio controverso, come tutti i grandi del resto, non era un pacifista e il suo orientamento politico, a tratti quasi estremista, ha creato non poche antipatie.
La solidarietà e la fratellanza sono da sempre state le sue bandiere.
Quelle che in Europa, dove lui è morto, scarseggiano.

Oggi in un mondo tanto a debito da rischiare il collasso con un mese di fermo, nemmeno fosse un castello di carta, sembra tutto possa venire a mancare.
Tutto meno, ironicamente, i tanto agognati soldi.
Quelli ormai è chiaro, si creano e inventano con un click sui computer delle banche centrali trasformandoli in debito per le generazioni future e voti per le generazioni presenti.

giovedì 16 aprile 2020

La guerra del Petrolio e la rielezione di Trump


Alcune brevi considerazioni sulla guerra del petrolio in atto e le ripercussioni sulla prossima elezione di Trump.

Chiunque legga o scriva di geopolitica sa bene che il Petrolio, in quanto principale risorsa energetica della produzione e movimentazione mondiale, è uno degli elementi più importanti del globo.

Il 9 Marzo l'Opec (guidata da Arabia Saudita) e Russia (+), rinominato Opec +, non si sono accordati sul taglio alla produzione, decidendo di aumentarla.

Sul Petrolio si sta abbattendo la tempesta perfetta, il coronavirus ridurrà la domanda a dei livelli che difficilmente permetteranno ai principali produttori di controllarne il prezzo.
I Sauditi, che hanno i costi di estrazione più bassi e pozzi relativamente vicini ai principali nodi marittimi, stanno svendendo il loro petrolio per i prossimi mesi a prezzi molto inferiori a quelli di mercato (i dati di alcuni giorni fa parlano di 4 dollari al barile per il mercato asiatico).

La riduzione del prezzo mette pressione all'industria dello Shale Oil americano.
Questa rivoluzione produttiva ha portato negli ultimi anni gli Usa a diventare il principale esportatore del mondo.
Se il prezzo non torna a salire verso i 40$ al barile gli impianti saranno costretti ad interrrompere la produzione (20$ è il loro production cost indicativo), la disoccupazione di un'industria e lobby così importante significa un problema molto grande per Trump e se fino a qualche mese fa sembrava scontata una sua rielezione, oggi, causa virus e questa meno pubblicizzata guerra del petrolio è a rischio.

Intanto MBS e Putin si dichiarano entrambi estranei al problema creato all'industria Statunitense scaricandosi "il barile" a vicenda.

Per quanto tempo il prezzo del petrolio resterà così basso ?

Riuscirà Trump a convincere il cartello globale a ridurre la produzione al punto da mantenere alti i prezzi ?

Ironico come un errore uscito da un laboratorio Cinese potrebbe costare la rielezione al Presidente che in politica estera ha avuto il merito di prevedere una forma di isolazionismo e autosufficienza oggi inevitabile.

lunedì 6 aprile 2020

Perfida Albione - La storia che non conosciamo




Ho letto un'interessante libro sul rapporto tra l'Italia e l'Inghilterra di Enrico Montermini chiamato "Perfida Albione"


Il testo ripercorre la ricerca dell'indipendenza energetica Italiana dal 1934 in avanti e le contromosse dei governi Inglesi per impedircelo.

Ricco di documenti inediti di cui qui sotto vi propongo un estratto.

Vae Victis...Guai ai vinti perché la storia la scrivono i vincitori...

DOCUMENTO N 9
Resoconto del colloquio tra Winston Churchill e il delegato apostolico monsignor William Godfrey del 17.11.1945.

SEGRETISSIMO

sabato 4 aprile 2020

Coronavirus : Mitigare e Sopprimere



I Paesi stanno reagendo in maniera diversa a questa emergenza ma qual è la strada giusta ?

I modelli epidemiologici utilizzati ci dicono che senza politiche di contenimento l'80% della popolazione si contagerebbe in poche settimane, il 4,4% verrebbe ricoverata ed il 30% finirebbe in terapia intensiva.
Di questi uno 0,9% morirebbe.
Stando a questo modello il numero delle persone in terapia intensiva supererebbe il numero dei posti icu (intensive care unit) della sanità in brevissimo tempo.

Da qui la scelta di alcuni paesi di attuare un lockdown totale.
In Italia la situazione è particolarmente grave per l'età media dei contagiati (63 contro i 47 anni in Germania) e i nostri costumi.
Il numero di over 35 che vivono con i genitori ed il numero di famiglie con tre generazioni nella stessa casa è tra i più alti del mondo.
In Cina solo il 12% della popolazione è over 65 in Gran Bretagna il 19% in America il 17% e in Italia il 23%.

Ora, a questi modelli epidemiologici si stanno affiancando modelli economici, il virus non verrà sconfitto con due settimane di quarantena ed in caso di riapertura la seconda ondata è più che una probabilità.

Ma qual è il costo di un'economia on e off in attesa di un vaccino che potrebbe arrivare tra un anno o non arrivare affatto ?

I leader del mondo si trovano di fronte a scelte molto difficili.

Sopprimere (Chiusura totale, Fase 1) permettendo al sistema sanitario di guadagnare tempo aumentando e migliorando le proprie strutture e Mitigare (Riapertura graduale, Fase 2) per permettere all'economia e al tessuto sociale di non collassare.

Sarà il giusto bilanciamento tra queste due strategie, in attesa di un vaccino, a guidarci fuori da questo momento.