Uno dei più autorevoli ed elitari mensili Statunitensi trae alcune conclusioni sull'eurofallimento.
p.s.
Per tutti gli ignoranti che credono siano solo i "populisti" a criticare il sacro euro, la rivista Bostoniana The Atlantic fondata nel 1857, non è un gazzettino populista.
Sembra piuttosto evidente di si. La disoccupazione al 27,6% in Grecia, 26,2% in Spagna, 16,5% in Portogallo e 13,6% in Irlanda dovrebbero essere le storie di successo dell'austerità. Cosa è successo ? Esattamente quello che gli euro-scettici temevano sarebbe successo. Uno shock ha colpito maggiormente alcune parti rispetto ad altre e non c'è stato modo di riequilibrarle.
La politica della Bce dettata dalla Germania ha lasciata agli altri paesi nessun'altra scelta ma quella di cercare di ripagare i debiti tagliando la propria strada verso la prosperità.
In altre parole, l'Euro ha trasformato una recessione in una depressione, perchè non permette ai suoi paesi di combattere. Non possono svalutare, tagliare l'interessi o aumentare il deficit quando sono in difficoltà. E questo non fa altro che peggiorare la situazione. Per questo Paul Krugman è scettico riguardo alle dichiarazioni di Andy Rose per cui i paesi legati da una valuta a cambio fisso (come l'euro) non hanno fatto peggio degli altri (a sovranità monetaria) dal 2006 ad oggi.
E' contro ogni logica pensare che un sistema monetario senza flessibilità possa lavorare bene come uno flessibile durante una crisi finanziaria. Ed è anche contro ogni evidenza.
Come Krugman fa notare qui sotto. Il livello del debito è stato un problema solo per alcuni paesi euro e per nessun altro. Come è possibile che non ci siano differenze tra paesi euro e non euro?
