Spesso abbiamo scritto di come l'Euro-esperimento sia quello che si può definire una "pazzia". Avventurarsi dentro una situazione nella quale si è consapevoli di non avere gli strumenti necessari (unione monetaria senza unione fiscale e politica) sperando che questi arrivino in seguito.
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martedì 10 giugno 2014
giovedì 5 giugno 2014
Mario Draghi apre un nuovo capitolo sulla storia dell'Euro

Con la conferenza di oggi Super Mario ha tirato fuori dal cilindro nuove invenzioni per cercare di portare liquidità all'economia reale e dare un massaggio cardiaco all'Euro. Un nuovo strumento, il tltro, sarà utilizzato per stimolare i prestiti ai privati e per il mercato immobiliare (non finanziari) I tassi sui depositi vengono tagliati a valori negativi (-0,10%) per spingere fuori la liquidità da Francoforte e farla arrivare sulle strade.
I primi due LTRO all'economia reale non sono serviti a niente. Oggi Mario cambia la ricetta e, se da un lato regala altri soldi alle banche e istituzioni finanziarie, dall'altro le costringe a pagare se non li muovono.
Quali conseguenze ?
Riusciranno i depositi negativi a spostare il trilione di liquidità fermo presso la Bce a Francoforte ?
giovedì 12 dicembre 2013
La Bce ammette quello che (quasi) tutti sanno
Spesso abbiamo parlato del circolo vizioso che ha visto la Banca centrale prestare denaro alle banche per acquistare titoli governativi e abbassare artificiosamente lo spread.
Questo loop è stato considerato più volte come un palliativo, stile nascondere la polvere sotto il tappeto o rimandare i problemi a domani.
Ora un top executive alla Bce conferma le loro (nostre) preoccupazioni.
Questo loop è stato considerato più volte come un palliativo, stile nascondere la polvere sotto il tappeto o rimandare i problemi a domani.
Ora un top executive alla Bce conferma le loro (nostre) preoccupazioni.
A top official at the European Central Bank has
signalled it will try to force eurozone banks to hold capital against sovereign
bonds, in an attempt to stop weak lenders using its cash to hoover up the debts
of crisis-hit countries.
the central bank could combine its new
powers as chief banking regulator with its existing role as currency issuer to
toughen up the requirements on sovereign bonds, which have been traditionally
classed as risk-free.
Mr Praet said if sovereign bonds were treated
“according to the risk that they pose to banks’ capital” during the health
check, then lenders would be less likely to use central bank liquidity to buy
yet more government debt.
The vicious cycle that has seen banks
use central bank cash to buy government bonds has been partly blamed for
prolonging the eurozone financial crisis.
Ma quale paese ha più utilizzato questo schemino ? ....
and the winner is ... Italy.
Leggi anche: il circolo vizioso del debito europeo
martedì 3 dicembre 2013
Le "divine e onnipotenti" banche centrali hanno paura ?
Dopo la Bce e la Fed adesso è la banca centrale Olandese ad "avvertire" i consumatori dei "pericoli" che corrono acquistando cryptovalute decentralizzate come Bitcoin e Litecoin.
I rischi riguardano:
- Tasso di cambio molto volatile
- Mancanza di controllo dei supervisori finanziari
- Mancanza di emissione centrale
- Mancanza di garanzie sui depositi.
Quindi è molto meglio utilizzare una valuta Centralizzata dove :
- Il tasso di cambio è manipolato
- I controlli dei supervisori sono irrilevanti
- L'organo centrale la può svalutare stampandone a piacimento
- Le garanzie sui depositi servono per la confisca governativa
Link: dutch central bank
mmmhhhh fammi riflettere....
leggi anche: La bce contro i BitCoin (parte 1), Bitcoin
mercoledì 27 novembre 2013
Chi l'ha più grosso ?
Tutti sanno che i soldi sono in Cina, la nuova potenza economica mondiale ecc ecc
Questo grafico riassume però molto semplicemente il loro incredibile strapotere di liquidità.
Nella colonna di sinistra l'aumento di bilancio delle principali banche centrali (Bce, Bank of England, Fed, Bank of Japan) che dall'inizio della crisi, per recuperare il crollo dei crediti, hanno iniziato a stampare carta come pazzi.
A sinistra l'aumento degli asset in bilancio alla Banca Centrale Cinese...
Negli ultimi 4 anni (nonostante la stampa di carta occidentale) la Cina ha superato di oltre il 50% il resto del mondo ...
Ni-Hao ...
lunedì 18 novembre 2013
martedì 29 ottobre 2013
Il primo bancomat BItcoin
E questa settimana entra in attività il primo bancomat BitCoin del mondo in un coffe shop di Vancouver (città bellissima e di mentalità molto aperta).
Sarà possibile convertire Bitcoin in Dollari Canadesi e viceversa con un limite di 3.000$ al giorno.
La valuta (oggi esistente solo su internet) si avvicina alla strada.
Il sistema monetario moderno è una frode (l'ME-MMT è una minchiata utopica stile comunista non fatevi illusioni), ma se una moneta senza stati o banche centrali diventasse realtà, per i fantocci di palazzo sarebbero dolori.
Leggi anche: La Bce contro i Bitcoin, i Bitcoin e la regolamentazione, i Bitcoin volano
lunedì 28 ottobre 2013
In Europa il credito cala ancora
Le cose continuano a peggiorare in Europa. L'ultimo press release della Bce (trovate il pdf qui) mostra come il credito alle imprese sia ancora in contrazione.
Al solito i fantocci vi dicono che la ripresa è qui, ma ragionando in termini molto semplici come può arrivare la ripresa se la pressione fiscale aumenta e la liquidità in circolazione continua a calare.
TRADUZIONE: + TASSE - SOLDI IN CIRCOLAZIONE = RIPRESA ?!?!?!?!
I don't think so...
Nel sistema monetario moderno (leggi qui per saperne di più)le banche sono il CENTRO DI TUTTO. Se queste non creano credito prestandolo al mercato attraverso la riserva frazionaria (moltiplicazione dei pani e dei pesci) tutto si ferma.
In questo grafico in marrone il continuo crollo dei prestiti al settore privato (in blu la riduzione conseguente della massa monetaria).
E' tanta la fiducia in questo mitico Euro(grazie Prodi), che il calo interessa tutti i paesi Ue (nord incluso).
lunedì 21 ottobre 2013
L'Euro è stato un disastro o no ?
Uno dei più autorevoli ed elitari mensili Statunitensi trae alcune conclusioni sull'eurofallimento.
p.s.
Per tutti gli ignoranti che credono siano solo i "populisti" a criticare il sacro euro, la rivista Bostoniana The Atlantic fondata nel 1857, non è un gazzettino populista.
Sembra piuttosto evidente di si. La disoccupazione al 27,6% in Grecia, 26,2% in Spagna, 16,5% in Portogallo e 13,6% in Irlanda dovrebbero essere le storie di successo dell'austerità. Cosa è successo ? Esattamente quello che gli euro-scettici temevano sarebbe successo. Uno shock ha colpito maggiormente alcune parti rispetto ad altre e non c'è stato modo di riequilibrarle.
La politica della Bce dettata dalla Germania ha lasciata agli altri paesi nessun'altra scelta ma quella di cercare di ripagare i debiti tagliando la propria strada verso la prosperità.
In altre parole, l'Euro ha trasformato una recessione in una depressione, perchè non permette ai suoi paesi di combattere. Non possono svalutare, tagliare l'interessi o aumentare il deficit quando sono in difficoltà. E questo non fa altro che peggiorare la situazione. Per questo Paul Krugman è scettico riguardo alle dichiarazioni di Andy Rose per cui i paesi legati da una valuta a cambio fisso (come l'euro) non hanno fatto peggio degli altri (a sovranità monetaria) dal 2006 ad oggi.
E' contro ogni logica pensare che un sistema monetario senza flessibilità possa lavorare bene come uno flessibile durante una crisi finanziaria. Ed è anche contro ogni evidenza.
Come Krugman fa notare qui sotto. Il livello del debito è stato un problema solo per alcuni paesi euro e per nessun altro. Come è possibile che non ci siano differenze tra paesi euro e non euro?
giovedì 19 settembre 2013
La Fed spiazza (quasi) tutti, l'orgia continua
Ieri, mentre gli economisti, esperti, opinionisti e trader di mezzo mondo discutevano su l'entità della riduzione del programma di acquisto della Fed (o volgarmente stampa di carta...) Bernanke ha ricordato a tutti che l'economia Usa non è ancora in grado di camminare con le sue gambe.
La finanza è diventata una tossica dipendente nel 1971 e dal 2008 è entrata in coma farmacologico, senza dose si stacca la spina. Il mercato delle obbligazioni Usa già vede come principale acquirente gli stessi Stati Uniti (la Fed rappresenta oltre il 30% di tutti gli acquisti).
A breve perderà il controllo anche del mercato azionario e dopo ci sarà da ridere.
In questo grafico si riassume la politica monetaria delle banche centrali:
La colonna in Blu è l'aumento del bilancio della Fed (la carta stampata) in Rosso i posti di lavoro creati.
Non hanno ancora capito del tutto che stampare e regalare soldi ai banchieri che li hanno persi è positivo solo per loro.
Leggi anche: cos'è l'effetto Cantillon e perchè sta devastando l'economia, corsa al mercato azionario, Bolla o Realtà ?,Un videogame per sentirsi banchieri centrali
Pensate la povera Bce (che non ha nemmeno i poteri della Fed) se può veramente aver risolto la crisi.... scappa da ridere (o piangere) al solo pensiero.
giovedì 6 giugno 2013
Conferenza stampa di Draghi
Il buon Draghi ha portato a termine un'altra conferenza stampa. Con il senno di poi nel progetto architettonico politico dei mediocri burocrati europei, Draghi sta facendo il possibile per salvare la baracca. Ben consapevole di cosa vuol dire avere un continente dove i giovani non lavorano. Momento topico della conferenza ?! quando dice che come banca centrale la Bce è COMPLETAMENTE INDIPENDENTE.
In pillole il Draghipensiero odierno
- Politica monetaria resta invariata.
- Non si vede alcun segnale di deflazione e nemmeno di inflazione (non si vede proprio niente...)
- La Bce è tecnicamente pronta a tassi negativi (panico, siamo pronti al salto nell'iperspazio verso l'ignoto?!)
- Non si può crescere per sempre a debito prima o poi bisogna pagare il conto (anche in America e Giappone ?!)
- Le banche devono prestare alle imprese, non possono dipendere esclusivamente dalla Bce, devono altresì sapere che in caso di shortfall o crollo di liquidità noi ci siamo (banchieri non state lì impalati, fate qualcosa, non importa cosa ma qualcosa,se va male qualcuno che paga lo troviamo).
- L'Fmi si è sbagliato sulla Grecia, è stato solo un'errore di proiezione,non si giudicano le notizie di ieri con gli occhi di oggi. Ma guardate in prospettiva, adesso la Grecia sta crescendo (mmmhhh prima ti rado al suolo poi sono sicuro che si potrà solo migliorare).
- Gli Stati in difficoltà hanno una fiscalità negativa e continuano ad indebitarsi perchè hanno scelto la strada più facile,quella di alzare le tasse, in paesi dove la pressione fiscale è già altissima. Esiste un modo più "piacevole" di cercare la crescita e passa attraverso la riduzione della spesa governativa non produttiva e la riduzione delle tasse (in sostanza confermi,e concordiamo tutti, che siamo governati da politici idioti)
martedì 28 maggio 2013
Budget Deficit Europeo
Vediamo un pò, questo grafico mostra i deficit di bilancio 2012 dei paesi Eurozona. Il limite imposto dalla "grande" Bruxelles è un tetto di sforamento del 3% sul pil.
Se su 17 membri in 12 sforano la "regoletta" chi sbaglia, il regolatore o il regolato?
Regola aurea in politica economica (regola di Tibergen)
Regola di Tinbergen
Condizione necessaria perché un modello di politica economica (v.) abbia soluzioni univoche. La regola, formulata dall'economista olandese J. Tinbergen (v.), afferma che in un modello economico (v.) il numero delle variabili-obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumentali.
La ragione di tale principio non è soltanto di natura matematica: in un modello in forma ridotta (v.), infatti, il numero delle equazioni coincide con il numero delle variabili obiettivo e il numero delle incognite è dato dalle variabili strumentali.
Ciò significa che il sistema di equazioni che compongono il modello può avere una soluzione matematica solo se il numero di equazioni (gli obiettivi) è uguale al numero delle incognite (le variabili strumentali).
Nel caso in cui tale uguaglianza non fosse realizzata, occorrerà adattare il modello. In particolare:
— il numero degli strumenti è superiore al numero degli obiettivi; è questo il caso più semplice poiché sarà sufficiente lasciar cadere gli strumenti in eccesso. Da un punto di vista matematico, tale situazione comporta infinite possibili soluzioni, con conseguente maggiore libertà d'azione per l'operatore pubblico (al limite si potrà aumentare il numero degli obiettivi);
— il numero degli strumenti è inferiore al numero degli obiettivi; ciò significa che con gli strumenti a disposizione non è possibile perseguire tutti gli obiettivi. In tale situazione si dovrà rinunciare ad alcuni obiettivi oppure si dovranno ricercare nuovi strumenti. Occorre, però, che si tratti di strumenti nuovi e indipendenti da quelli già esistenti (non sarà possibile, per esempio, considerare come strumenti separati l'intera spesa pubblica e una parte della spesa pubblica stessa).
Cara Europa, in un modello economico il numero delle variabili obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumentali. Se il numero degli strumenti a disposizione è inferiore al numero degli obiettivi si dovrà rinunciare ad alcuni obiettivi o cercare nuovi strumenti.
Se non hai gli strumenti per promuovere la crescita (ma solo le creazioni finanziare della Bce per monetizzare il debito Ltro,Omt,Esm,Efsf,Abs,Esp,Cia,Kgb ecc ecc) è inutile che continua a raccontarcela...
p.s. la stessa regola vale per tutta quella branca di politici nazionali che vanno in Tv a parlare di occupazione quando sanno benissimo (mmmhhh forse no) di avere strumenti "molto" limitati per rilanciare la crescita.
Se su 17 membri in 12 sforano la "regoletta" chi sbaglia, il regolatore o il regolato?
Regola aurea in politica economica (regola di Tibergen)
Regola di Tinbergen
Condizione necessaria perché un modello di politica economica (v.) abbia soluzioni univoche. La regola, formulata dall'economista olandese J. Tinbergen (v.), afferma che in un modello economico (v.) il numero delle variabili-obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumentali.
La ragione di tale principio non è soltanto di natura matematica: in un modello in forma ridotta (v.), infatti, il numero delle equazioni coincide con il numero delle variabili obiettivo e il numero delle incognite è dato dalle variabili strumentali.
Ciò significa che il sistema di equazioni che compongono il modello può avere una soluzione matematica solo se il numero di equazioni (gli obiettivi) è uguale al numero delle incognite (le variabili strumentali).
Nel caso in cui tale uguaglianza non fosse realizzata, occorrerà adattare il modello. In particolare:
— il numero degli strumenti è superiore al numero degli obiettivi; è questo il caso più semplice poiché sarà sufficiente lasciar cadere gli strumenti in eccesso. Da un punto di vista matematico, tale situazione comporta infinite possibili soluzioni, con conseguente maggiore libertà d'azione per l'operatore pubblico (al limite si potrà aumentare il numero degli obiettivi);
— il numero degli strumenti è inferiore al numero degli obiettivi; ciò significa che con gli strumenti a disposizione non è possibile perseguire tutti gli obiettivi. In tale situazione si dovrà rinunciare ad alcuni obiettivi oppure si dovranno ricercare nuovi strumenti. Occorre, però, che si tratti di strumenti nuovi e indipendenti da quelli già esistenti (non sarà possibile, per esempio, considerare come strumenti separati l'intera spesa pubblica e una parte della spesa pubblica stessa).
Cara Europa, in un modello economico il numero delle variabili obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumentali. Se il numero degli strumenti a disposizione è inferiore al numero degli obiettivi si dovrà rinunciare ad alcuni obiettivi o cercare nuovi strumenti.
Se non hai gli strumenti per promuovere la crescita (ma solo le creazioni finanziare della Bce per monetizzare il debito Ltro,Omt,Esm,Efsf,Abs,Esp,Cia,Kgb ecc ecc) è inutile che continua a raccontarcela...
p.s. la stessa regola vale per tutta quella branca di politici nazionali che vanno in Tv a parlare di occupazione quando sanno benissimo (mmmhhh forse no) di avere strumenti "molto" limitati per rilanciare la crescita.
martedì 30 aprile 2013
I limiti della Bce e la disoccupazione
Il 26 aprile la Bce ha pubblicato un report che analizza la terribile situazione nella quale versano le piccole medie imprese del continente. Il report punta sulle grandi differenze che caratterizzano l'accesso al credito per le imprese. Germania e satelliti da una parte, periferici dall'altra. Le piccole medie imprese sono la spina dorsale dell'economia e occupazione Europea. L'Eurostat cataloga queste attività in Micro (10 dipendenti) Piccole (da 10 a 49 dipendenti) Medie (da 49 a 250 dipendenti). Queste imprese rappresentano i 2/3 dell'occupazione nel settore privato e il 58% del valore aggiunto creato. Al contrario degli Stati Uniti, dove la dimensione delle attività è più grande (le medie imprese sono considerate fino a 500 dipendenti) e quest'ultime contano per il 50% dell'occupazione privato e il 48% della produzione totale.
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