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Tuesday, September 16, 2014
Wednesday, September 10, 2014
The Western lack of leadership
The western world and his organizations (Nato included) are experiencing an incredible lack of leadership and sense of responsability.
The "image culture" has turned political leaders into rockstars and public speeches into pure entertainment. The western countries population is now facing a hard truth. This army of political puppets is dragging us into war and serious geopolitical problems.
Is no surprise that the citizens of western "civilized" world are the most unhappy towards their leaders.
Consider, for instance, the Ukrainian crisis , if we are "so much on the right side" and the Russian are the "bad guys" who got it all wrong, why are they so much more happy than us ?
Europe lack of Leadership since euro inception has already his chapter written in history book, as one of the most darkest decades of the old continent...

The "image culture" has turned political leaders into rockstars and public speeches into pure entertainment. The western countries population is now facing a hard truth. This army of political puppets is dragging us into war and serious geopolitical problems.
Is no surprise that the citizens of western "civilized" world are the most unhappy towards their leaders.
Consider, for instance, the Ukrainian crisis , if we are "so much on the right side" and the Russian are the "bad guys" who got it all wrong, why are they so much more happy than us ?
Europe lack of Leadership since euro inception has already his chapter written in history book, as one of the most darkest decades of the old continent...

Monday, September 1, 2014
Euro-Failure update and why the Eurozone needs an enemy
- 15 years has passed since Euro Inception
- 15 years are considered a "generation"
- everyone knew (and still know) that there cannot be a succesfull "Monetary Union" without a "Fiscal Union"
- the eurozone countries are losing political support from european citizens , everyday a bit more
- the only way to keep the europroject alive is by imposing changes (transfer of sovereignty) through euroburocracy (Bce)
- what was thought as a tool for peace and union is revealing itself quite the opposite (hell is paved with good intentions
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Thursday, June 5, 2014
Mario Draghi apre un nuovo capitolo sulla storia dell'Euro

Con la conferenza di oggi Super Mario ha tirato fuori dal cilindro nuove invenzioni per cercare di portare liquidità all'economia reale e dare un massaggio cardiaco all'Euro. Un nuovo strumento, il tltro, sarà utilizzato per stimolare i prestiti ai privati e per il mercato immobiliare (non finanziari) I tassi sui depositi vengono tagliati a valori negativi (-0,10%) per spingere fuori la liquidità da Francoforte e farla arrivare sulle strade.
I primi due LTRO all'economia reale non sono serviti a niente. Oggi Mario cambia la ricetta e, se da un lato regala altri soldi alle banche e istituzioni finanziarie, dall'altro le costringe a pagare se non li muovono.
Quali conseguenze ?
Riusciranno i depositi negativi a spostare il trilione di liquidità fermo presso la Bce a Francoforte ?
Thursday, November 28, 2013
Euro-Frasi
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10) L'Euro non è stato precisamente un grande successo, tale da potere essere considerato come un modello per altre regioni del mondo (James Tobin).
9) L'idea che l'euro abbia "fallito" è pericolosamente ingenua. L'euro sta facendo esattamente quello che il suo ideatore – e quell'1% di ricchi che decisero di adottarlo – aveva previsto e per cui era stato programmato. (Greg Palast, documentarista e giornalista Statunitense).
8) Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l'euro l'abbiamo creato per la loro felicità? (Jacques Attali, economista scrittore e banchiere Francese).
7) Questa crisi, questo disastro [europeo] è artificiale [...] e in sostanza questo disastro artificiale ha quattro lettere: l'euro. (Joseph Stiglitz, Nobel per l'economia nel 2001).
6) Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica (Paul Krugman, Nobel per l'economia 2008)
5) L'euro è stato un'idea orribile. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l'economia europea sulla strada sbagliata. Una moneta unica non è un buon modo per iniziare a unire l'Europa. I punti deboli economici portano animosità invece che rafforzare i motivi per stare assieme. Hanno un effetto-rottura invece che di legame. Le tensioni che si sono create sono l'ultima cosa di cui ha bisogno l'Europa (Amartya Sen, Nobel per l'economia 1998)
4) L'euro è letale. L'Italia scelga di uscire subito (Edward Luttwak, politologo Statunitense)
8) Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l'euro l'abbiamo creato per la loro felicità? (Jacques Attali, economista scrittore e banchiere Francese).
7) Questa crisi, questo disastro [europeo] è artificiale [...] e in sostanza questo disastro artificiale ha quattro lettere: l'euro. (Joseph Stiglitz, Nobel per l'economia nel 2001).
6) Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica (Paul Krugman, Nobel per l'economia 2008)
5) L'euro è stato un'idea orribile. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l'economia europea sulla strada sbagliata. Una moneta unica non è un buon modo per iniziare a unire l'Europa. I punti deboli economici portano animosità invece che rafforzare i motivi per stare assieme. Hanno un effetto-rottura invece che di legame. Le tensioni che si sono create sono l'ultima cosa di cui ha bisogno l'Europa (Amartya Sen, Nobel per l'economia 1998)
4) L'euro è letale. L'Italia scelga di uscire subito (Edward Luttwak, politologo Statunitense)
Thursday, November 14, 2013
La stampa nazionale si sveglia piano piano ?
Oggi sui quotidiani nazionali si leggono titoli riguardanti gli squilibri del sistema Euro...
Ormai è tardi ma comunque apprezziamo come anche gli imbecilli politici si facciano venire il dubbio che qualcosa non vada (dopo aver messo una nazione in ginocchio).
Questo è il grafico della regolamentazione dei pagamenti euro secondo il sistema Target 2 (sopra lo 0 i paesi creditori sotto lo 0 i debitori, in rosso la Germania).
Questo è il punto in cui si sono "accorti" di "qualche" squilibrio strutturale...
....con questo grafico, anche un bimbo di prima elementare si rende conto che qualcosa non va.
In quest'altra chart invece il surplus export (il relazione al Pil) delle principali nazioni mondiali...
Trovate l'errore.
Wednesday, November 13, 2013
In 10 anni l'Euro potrebbe sparire (ditelo a Enrichetto "Palle d'Acciaio")
Beh, normalmente la vita di una valuta cartacea supportata da niente è di 40-50 anni (poi il loro valore va a zero, nessuna esclusa).
L'Euro è stato architettato così bene che potrebbe durare la metà, mettendo definitivamente in ginocchio i suoi utilizzatori (il cambio di valuta governativa è sempre una mazzata, sia in entrata che in uscita).
A dire quanto sopra è nientemeno che il Ceo di BlackRock ...
via wikipedia:
BlackRock è la più grande società di investimento nel mondo e gestisce un patrimonio totale di 3.360 miliardi di dollari[1]. BlackRock è il primo gestore indipendente quotato alla Borsa di New York in termini di masse gestite[2]. Leader in America negliETF e ETC è presente nella piazza finanziaria di Milano con la gamma di prodotti iShares quotati sull'indice ETF Plus della Borsa Italiana.
"I don't think in 10 years time we can have a euro if we don't have a strong France and strong Germany,it's all predicated on 2 very strong countries and the competitiveness of France is still deteriorating"
mmhhhh quindi Enrichetto "PALLE D'ACCIAIO" Letta non diceva di dare il Nobel al buon Prodi per aver "regalato" l'euro agli Italiani...
Monday, October 28, 2013
In Europa il credito cala ancora
Le cose continuano a peggiorare in Europa. L'ultimo press release della Bce (trovate il pdf qui) mostra come il credito alle imprese sia ancora in contrazione.
Al solito i fantocci vi dicono che la ripresa è qui, ma ragionando in termini molto semplici come può arrivare la ripresa se la pressione fiscale aumenta e la liquidità in circolazione continua a calare.
TRADUZIONE: + TASSE - SOLDI IN CIRCOLAZIONE = RIPRESA ?!?!?!?!
I don't think so...
Nel sistema monetario moderno (leggi qui per saperne di più)le banche sono il CENTRO DI TUTTO. Se queste non creano credito prestandolo al mercato attraverso la riserva frazionaria (moltiplicazione dei pani e dei pesci) tutto si ferma.
In questo grafico in marrone il continuo crollo dei prestiti al settore privato (in blu la riduzione conseguente della massa monetaria).
E' tanta la fiducia in questo mitico Euro(grazie Prodi), che il calo interessa tutti i paesi Ue (nord incluso).
Monday, October 21, 2013
L'Euro è stato un disastro o no ?
Uno dei più autorevoli ed elitari mensili Statunitensi trae alcune conclusioni sull'eurofallimento.
p.s.
Per tutti gli ignoranti che credono siano solo i "populisti" a criticare il sacro euro, la rivista Bostoniana The Atlantic fondata nel 1857, non è un gazzettino populista.
Sembra piuttosto evidente di si. La disoccupazione al 27,6% in Grecia, 26,2% in Spagna, 16,5% in Portogallo e 13,6% in Irlanda dovrebbero essere le storie di successo dell'austerità. Cosa è successo ? Esattamente quello che gli euro-scettici temevano sarebbe successo. Uno shock ha colpito maggiormente alcune parti rispetto ad altre e non c'è stato modo di riequilibrarle.
La politica della Bce dettata dalla Germania ha lasciata agli altri paesi nessun'altra scelta ma quella di cercare di ripagare i debiti tagliando la propria strada verso la prosperità.
In altre parole, l'Euro ha trasformato una recessione in una depressione, perchè non permette ai suoi paesi di combattere. Non possono svalutare, tagliare l'interessi o aumentare il deficit quando sono in difficoltà. E questo non fa altro che peggiorare la situazione. Per questo Paul Krugman è scettico riguardo alle dichiarazioni di Andy Rose per cui i paesi legati da una valuta a cambio fisso (come l'euro) non hanno fatto peggio degli altri (a sovranità monetaria) dal 2006 ad oggi.
E' contro ogni logica pensare che un sistema monetario senza flessibilità possa lavorare bene come uno flessibile durante una crisi finanziaria. Ed è anche contro ogni evidenza.
Come Krugman fa notare qui sotto. Il livello del debito è stato un problema solo per alcuni paesi euro e per nessun altro. Come è possibile che non ci siano differenze tra paesi euro e non euro?
Tuesday, September 24, 2013
La monetizzazione del debito (di Elido Fazi)
Di seguito un'analisi che mi è stata gentilmente inviata dal dott. Elido Fazi (pubblicata sul suo blog www.oneeuro.it) nella quale suggerisce la monetizzazione del debito come passaggio necessario per la riduzione di quest'ultimo.
(Berlino non lo permetterà mai, ma tentare non nuoce)...
A cura di Elido Fazi
Il fatto che lo spread sia sceso ulteriormente, negli ultimi mesi, non significa certo che in Europa il problema del debito pubblico si stia risolvendo. La discesa è dovuta principalmente alla dichiarazione di Mario Draghi, fatta a Londra nel luglio del 2012 e in cui affermava che avrebbe fatto tutto il necessario per proteggere l’euro, e al successivo varo del programma chiamatoOutright Monetary Financing, che ha frenato gli speculatori.
In Italia, ad esempio, il debito pubblico continua a crescere sia in termini assoluti che in rapporto al pil. Non si capisce come l’Italia possa mettere in atto le condizioni accettate nel Fiscal Compact, cioè la riduzione graduale del debito pubblico fino ad arrivare a una percentuale del 60% del pil, considerando che il denominatore continua a scendere. Se gli investitori stranieri consideravano insostenibile il debito nel 2011, non si capisce perché lo ritengano sostenibile ora, con una situazione peggiorata. L’unico motivo è che lo spread, dopo la decisione di Draghi, non rappresenta più un indicatore della solvibilità o meno.
Cerchiamo di capire quali sono le opzioni disponibili per ridurre il debito e, ancora di più, il servizio sul debito che costa all’Italia oltre 80 miliardi di euro l’anno, e quali dovrebbero essere le proposte del governo italiano quando nella seconda metà del 2014, sotto la presidenza italiana, si comincerà – almeno così si spera – a discutere seriamente di Stati Uniti d’Europa.
Per l’Italia le possibilità per ridurre il debito non sono tante. Vediamole una a una.
La prima opzione, la più classica, quella inserita nel Fiscal Compact, sarebbe quella di produrre un budget surplus al lordo degli interessi di circa il 3% l’anno per vent’anni di seguito. Ma una manovra di questo tipo ha un grosso difetto. È una manovra restrittiva che incide anche sul denominatore, e cioè il pil, e rischia di aggravare la situazione. Non possiamo certo permetterci una manovra del genere in un periodo di forte recessione e di deflazione, con un valore del pil tornato al valore degli ultimi anni del secolo scorso. Già ci vorranno anni, una decina come minimo, se dovesse arrivare una ripresina a partire dal 2014, per tornare ai valori del 2007. Sarebbe preferibile una manovra espansiva che faccia crescere il pil, anche se solo a valore nominale, se potessimo permettercela. Ma poiché questa strada è sbarrata – servirebbero circa 100 miliardi l’anno per far tornare a crescere nel breve l’economia – e le riforme strutturali, anche ammesso si trovasse un governo in grado di farle, nel breve periodo non produrrebbero grandi risultati sul pil, mi sembra che l’Italia non abbia grandi chance se dovesse seguire questa strada, che sembra essere quella preferita dai tedeschi.
Una seconda opzione disponibile è quella di provare a vendere gli asset, cioè i gioielli di famiglia. A Londra, lo scorso luglio, parlando a una platea di investitori, il premier Enrico Letta ha annunciato che vorrebbe mettere sul mercato prezzi pregiati del patrimonio italiano, che però, dopo le svendite degli anni Novanta, non è più granché. Ai prezzi attuali di borsa il pacchetto posseduto dallo Stato in Enel e Eni (circa il 30%) varrebbe circa 26 miliardi. La Rai ne vale circa 2, la sace circa 6. L’istituto Bruno Leoni stima in circa 100 miliardi di euro il valore del patrimonio disponibile. Ma anche prendendo la stima più rosea che mi è capitato di leggere, e che cioè il patrimonio dello Stato sia pari a circa un quarto del pil, e facendo l’ipotesi di vendere tutto e destinare tutti i ricavi al riacquisto di titoli del debito pubblico, questo rimarrebbe ancora sopra al 100% del pil. Ma tornare a vendere beni pubblici ora per l’Italia, ai prezzi attuali, sarebbe come mettere in liquidazione il patrimonio residuo. Anche questa non mi sembra una via percorribile.
La terza opzione potrebbe essere quella di un hair cutting del debito, cioè una soluzione alla greca. Il problema è che questa soluzione inciderebbe pesantemente sui bilanci delle banche, dove gran parte del debito pubblico è parcheggiato. Gran parte di esse, alle condizioni attuali, fallirebbero, senza l’intervento dello Stato. E l’intervento farebbe subito risalire il debito pubblico. Anche se intervenisse lo European Stability Mechanism (esm), le risorse, 500 miliardi, non sarebbero sufficienti. Il debito totale dei Pigs, e cioè Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, è pari a un totale di 3.750 miliardi, che sale a 4.710 se ci mettiamo dentro anche la Francia. Solo per ridurre un quarto del debito sarebbero necessari più di 1.000 miliardi. E, poiché la situazione andrebbe a impattare sui paesi più virtuosi aumentando il loro debito pubblico, anche questa strada sembra politicamente non praticabile per l’Italia.
Wednesday, September 18, 2013
Ancora Euro-Menzogne
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| ...in cabina di regia... |
E mentre in Italia il presidente parla di Ue come un "Modello di successo" e tutta la combricola schiamazza ancora al sacro €URO come moneta irreversibile, diamo uno sguardo ai fatti.
L'Italia è stata fino all'altro giorno indirizzata senza apparente via d'uscita verso il baratro, oggi barcolla sul bordo del precipizio. La soglia di "non recupero" è considerata nel rapporto debito/pil del 130% (le previsioni ci danno fra qualche mese al 132%, oggi siamo al 129%...). Aggiungete pure che il costo per servire il debito è intorno al 4-5-6-7% ?! e la crescita (?!?!?!) allo 0,14% (e si parla di ripresa...).
L'Euro,de facto,non è più un sistema monetario a cambio e valore fisso (e pensare che sarebbe dovuto servire a dare "stabilità"). Se volete qualche prova non leggete i giornali o guardate le Tv ma provate a chiedervi se un Euro depositato in Grecia o a Cipro abbia esattamente lo stesso valore di uno depositato ad Amsterdam o Berlino. La risposta è No (nel caso Cipriota non potreste nemmeno trasferirlo all'estero).
Questo grafico sul monte sofferenze crediti Spagnolo è il perfetto chiarimento delle Euro-Balle Spaziali. Il divario tra la realtà (crediti in sofferenza, linea rossa) e la bugia (spread manipolato dalla Bce in calo, linea verde) aumenta a dismisura...
Tuesday, August 6, 2013
Debito/Pil Italiano
Tutto va ovviamente alla grande, la ripresa è vicina.
Il rapporto debito/pil Italiano è ai livelli del 1924 (Mussolini docet)127%.
Il pil reale è più basso oggi rispetto al 2001.
Il governo Letta è il 64° dalla fine della 2° guerra mondiale e il 27° dal 1980.
Le proiezioni istituzionali dicono che il rapporto debito/pil arriverà al 130% per poi calare fino al 123% entro il 2018 (quindi la crescita dovrebbe riprendere dalla fine di quest'anno).
Giusto per ricordare la massa di "minchiate" che leggiamo e sentiamo ogni giorno ripubblico le previsioni della Troika riguardo al Pil Greco....
In nero la REALTA', in rosso tratteggiato le fantasie dei professori...
Il rapporto debito/pil Italiano è ai livelli del 1924 (Mussolini docet)127%.
Il pil reale è più basso oggi rispetto al 2001.
Il governo Letta è il 64° dalla fine della 2° guerra mondiale e il 27° dal 1980.
Le proiezioni istituzionali dicono che il rapporto debito/pil arriverà al 130% per poi calare fino al 123% entro il 2018 (quindi la crescita dovrebbe riprendere dalla fine di quest'anno).
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| Pil Italiano degli ultimi 30 anni (per la maglia nera vince Mario Monti, ma non c'erano dubbi). |
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| Rapporto debito/pil Italia |
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| Pil reale italiano |
Giusto per ricordare la massa di "minchiate" che leggiamo e sentiamo ogni giorno ripubblico le previsioni della Troika riguardo al Pil Greco....
In nero la REALTA', in rosso tratteggiato le fantasie dei professori...
Monday, June 10, 2013
Tasso di occupazione Europeo
Abituati a vedere le statistiche sulla disoccupazione guardiamo adesso quella della popolazione "impiegabile" lavorativamente parlando.
Si passa dal 75% dell'Olanda, al 50% della Grecia. Da notare come all'interno della stessa unione ci balli un 25% di divergenze. Insostenibile.
Prima o poi i burocrati capiranno che devono assolutamente fare qualcosa per livellare queste differenze. Svalutare l'euro sarebbe giù un buon inizio, ancora meglio separarlo in Euro-sud e Nord permettendo allo stesso tempo ad uno di svalutarsi e all'altro di rivalutarsi. L'Unione Europea è una visione ancora a lungo raggio (altri 50 anni almeno) e sono necessari dei passaggi intermedi.Le nazioni e le Unioni si creano quando si riesce a convincere i cittadini che il destino è comune. Ad oggi gli euro politici sono stati in grado di mostrarci che dalla nascita di questa moneta zoppa solo la disoccupazione e la miseria sono state comuni.
Si passa dal 75% dell'Olanda, al 50% della Grecia. Da notare come all'interno della stessa unione ci balli un 25% di divergenze. Insostenibile.
Prima o poi i burocrati capiranno che devono assolutamente fare qualcosa per livellare queste differenze. Svalutare l'euro sarebbe giù un buon inizio, ancora meglio separarlo in Euro-sud e Nord permettendo allo stesso tempo ad uno di svalutarsi e all'altro di rivalutarsi. L'Unione Europea è una visione ancora a lungo raggio (altri 50 anni almeno) e sono necessari dei passaggi intermedi.Le nazioni e le Unioni si creano quando si riesce a convincere i cittadini che il destino è comune. Ad oggi gli euro politici sono stati in grado di mostrarci che dalla nascita di questa moneta zoppa solo la disoccupazione e la miseria sono state comuni.
Friday, October 19, 2012
L'Euro insofferenza aumenta (Germania)
GERMANIA
Come per l'Italia, l'unificazione politica della Germania è un evento relativamente recente. Prima del 1871, la Germania era una raccolta di principati e città indipendenti. Anche se queste entità hanno un linguaggio comune e culture simili, hanno sviluppato una lunga tradizione autonoma. Dopo la seconda guerra mondiale, la Germania era ancora divisa e governata da sistemi politici ed economici radicalmente diversi. La Germania moderna è composta da 16 stati federali rappresentati dalla Bundesrat. Ogni stato tedesco ha una propria costituzione ed è in gran parte autonomo in settori quali la sanità, l'istruzione e servizi pubblici.
In Germania, le tensioni tra gli stati tendono ad avvenire a livello economico. Ciò è dovuto in parte alle differenza di sviluppo tra gli stati che appartenevano alla Germania Ovest e quelli che appartenevano alla Germania dell'Est. Inoltre, in Germania gli Stati più ricchi si affacciano sul Danubio e Reno, e le attività commerciali e industriali relative a questi fiumi hanno reso gli stati come la Baviera, Baden-Württemberg e Assia alcune delle regioni più ricche d'Europa. Di conseguenza, gli stati più ricchi tendono a credere che contribuiscano più loro degli altri per il paese.
La crisi economica ha amplificato questi sentimenti. Nel mese di luglio, ad esempio, i governi di Baviera e Assia hanno messo in discussione la legittimità del sistema di redistribuzione finanziaria della Germania, un sistema costituzionale che mira a generare standard di vita uguali per tutte le regioni del paese. Entrambi gli stanno cercando di ridurre i loro contributi . La questione sarà probabilmente decisa dalla Corte costituzionale tedesca.
Eppure, nonostante questi problemi, l'unità politica generale del Paese non è in gioco. La Germania può essere definita da forti identità regionali, ma nessun partito politico regionale ha mai parlato di secessione.
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