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sabato 4 gennaio 2014

Letta e i tecnocrati sono in campagna elettorale

La Tecnocrazia Europea


In vista delle prossime elezioni europee Letta e i suoi amici banchieri tecnocrati sono già entrati in campagna elettorale.

Sono di ieri i proclami trionfali di uno spread sotto i 200 punti "Adesso l'Italia può riapartire" dicono... (gli amici banchieri provano ad "aiutarli" come fecero nel 2011 quando ci regalarono Mario Mortimer).

L'Europa non è un progetto per la costruzione di una struttura politica sovranazionale, l'Europa è un progetto per la creazione di un mercato unico nel quale le cessioni di sovranità dovranno essere girate al mercato. Come scrive Delors nell'introduzione di uno dei White Paper (i documenti guida per la distruzione delle nazioni e creazione del mercato unico)

mercoledì 13 novembre 2013

In 10 anni l'Euro potrebbe sparire (ditelo a Enrichetto "Palle d'Acciaio")



Beh, normalmente la vita di una valuta cartacea supportata da niente è di 40-50 anni (poi il loro valore va a zero, nessuna esclusa).

L'Euro è stato architettato così bene che potrebbe durare la metà, mettendo definitivamente in ginocchio i suoi utilizzatori (il cambio di valuta governativa è sempre una mazzata, sia in entrata che in uscita).

A dire quanto sopra è nientemeno che il Ceo di BlackRock ...


via wikipedia:

BlackRock è la più grande società di investimento nel mondo e gestisce un patrimonio totale di 3.360 miliardi di dollari[1]. BlackRock è il primo gestore indipendente quotato alla Borsa di New York in termini di masse gestite[2]. Leader in America negliETF e ETC è presente nella piazza finanziaria di Milano con la gamma di prodotti iShares quotati sull'indice ETF Plus della Borsa Italiana.

"I don't think in 10 years time we can have a euro if we don't have  a strong France and strong Germany,it's all predicated on 2 very strong countries and the competitiveness of France is still deteriorating" 




 mmhhhh quindi Enrichetto "PALLE D'ACCIAIO" Letta non diceva di dare il Nobel al buon Prodi per aver "regalato" l'euro agli Italiani...

sabato 19 ottobre 2013

La borsa vola, La strada piange

I fantocci in giacca e cravatta continuano la loro letania di buone notizie e di ripresa.

I dati macro economici europei sono ai minimi da 3 mesi e il mercato azionario ai massimi.

Piantatela di dire che le azioni volano perchè i fondamentali stanno migliorando e la ripresa è vicina, siete solo dei pupazzi bugiardi.



E vista l'idolatria riservata a Obama dalle nostre marionette, ricordiamo che a livello fiscale il buon Barack è il peggior presidente della storia degli Stati Uniti (e per fortuna che questo è l'ultimo mandato...)

venerdì 18 ottobre 2013

Letta e Obama sono amiconi ?



Dov'è che ho già visto tutta questa benevolenza di un governo Usa verso un suddito che accetta di distruggere una nazione in nome della globalizzazione e finanziarizzazione ... mmmhhh fatemi pensare....



ma si ecco qui....gli Americani erano molto amici anche di Menem quando mise in saldo l'Argentina.

Ed intanto nella storia dell'umanità mai così pochi uomini hanno deciso per così tanti.

leggi anche: inside job e la crisi argentina

Ed in questo video il caro Obama "consiglia" di smettere di ascoltare gli attivisti e i blogger (al min 5.40) ...


leggi anche: Obama il salvatore dei poveri e degli oppressi ?
leggi anche: Obama .... shut up

martedì 16 luglio 2013

La grande coalizione inizia a scricchiolare



14:39

La grande coalizione inizia a scricchiolare

Il peggioramento dell'economia, le lotte interne e i casi giudiziari, stanno indebolendo la già fragile grande coalizione.

La grande coalizione inizia a scricchiolare.
La grande coalizione Pd-Pdl inizia a traballare sotto il peso delle bugie e dei dissidi interni. Da un lato il Pdl (Berlusconi dipendente) inizia a tremare in vista della possibile interdizione dai pubblici uffici, dall'altra parte il Pd continua con le sue lotte intestine, tramandandole di generazione in generazione anche ai “giovani” Renzi e Letta. Il difficile equilibrio di governo in Italia trova molte similitudini con la Grecia e il Portogallo. Queste coalizioni nascono per poter eseguire i diktat della Troika in nome di un presunto bene dei cittadini. Ovviamente queste politiche economiche sono positive per il sistema bancario ma devastanti per l'economia reale e anche per lo stato stesso. In Grecia il caso che ha messo in crisi il governo è stato la decisione della nuova democrazia di chiudere temporaneamente l'emittente televisiva nazionale. In Portogallo, molto più semplicemente, il popolo è stanco di misure lacrime e sangue che non portano alcun beneficio tangibile. Il 12 luglio Lisbona ha chiesto alla Troika di poter posticipare le condizioni del piano di rientro del “salvataggio”.
Il paradosso è quello di un rapporto a tre, nel quale il mercato (finanza globale) utilizza lo Stato e la politica come agente di riscossione crediti presso i cittadini in quello che è un continuo trasferimento di ricchezza dal basso verso l'alto. La politica attuale è quindi una politica dettata dal Ricatto Esterno al quale sembra impossibile sottrarsi.


lunedì 20 maggio 2013

Pensare l'impensabile

Non solo il nuovo Papa ci porta aria di Argentina. L'esempio del collasso di Buenos Aires è stato spesso utilizzato come spauracchio per rafforzare l'integrazione Europea e l'Euro, (vedi Enrico Letta in la lungimiranza del pd).

Oggi il Wall street Journal lancia una provocazione che per gli euroburocrati e il loro Euro-totem suona un pò come una bestemmia. "Pensare l'impensabile: Mollare la valuta". L'articolo parte da uno studio di Goldman Sachs che spiega come la politica economica europea porterà ad un altro decennio (avete capito bene 10 anni) di miseria, prima di poter completare il processo d'integrazione sul modello di riferimento attuale tedesco.

"l'austerità continua, la pazienza dei popoli europei è grande ma certamente non infinita. Come i membri europei oggi, anche l'Argentina ha dovuto resistere fino a quando i salari non sono crollati e ha recuperato competitività (leggi anche: costo del lavoro per unità). Il pensiero allora era che gli Argentini avrebbero sopportato tutto per poter continuare ad utilizzare i dollari americani. 

Quanto è simile la situazione Europea a quella Argentina ? L'economia Argentina si era contratta dell'8% nei 3 anni precedenti le rivolte. Alle fine di quest'anno l'Italia e il Portogallo avranno ridotto le loro economie dell'8%. La Spagna del 6% e la Grecia del 23%. I burocrati Europei non devono sentirsi troppo sicuri nell'apparente popolarità dell'Euro (il 60% dei cittadini è ancora a favore), dovrebbero invece pensare a come anche gli Argentini supportassero il cambio 1-1 col dollaro (il 62% al momento delle prime sollevazioni). Chi pensa che un regime monetario sia sacro e non abbandonabile dovrebbe ripensare a come molte volte nella storia certe affermazioni siano state clamorosamente smentite".

In questo Grafico vediamo quanto il limite Argentino sia vicino. Buenos Aires quando perse il 10% del Pil dovette abbandonare il cambio 1-1 col dollaro Usa che fino ad un mese prima era stato dichiarato "irreversibile".



link:Wsj don't cry for me Europe: Thinking the Unthinkable

Intanto Hollande chiede alla Germania di rivedere i trattati (= ad alzare bandiera bianca e ammettere il fallimento degli accordi attuali...). Le Germania si farà ovviamente, almeno fino alla fine dell'anno (post elezioni), una birra e una grassa risata. Rivedere i trattati costringerebbe anche a dei referendum popolari che alcuni paesi hanno reso obbligatori dopo il salvataggio (vedi Irlanda) e dato il disastroso record di referendum Europei bocciati dai cittadini, l'idea non stuzzica molto il palazzo di vetro.

L'europa e i referendum cittadini:

- ci vollero 2 referendum (1992-93) per far approvare alla Danimarca il trattato di Maastricht

- ci vollero 2 referendum (2001-2002) per far approvare all'Irlanda il trattato di Nizza

- bastò 1 referendum ad Olanda e Francia per bocciare definitivamente la costituzione Europea (2005)

Da allora decisero di "fregare" i parlamenti e firmarsi i trattati senza più chiedere niente al popolo (vedi trattato di Lisbona).

leggi anche: una video installazione