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Wednesday, January 22, 2014

La Geopolitica della guerra civile Siriana

Approfondiamo in questo articolo di intelligence made in Usa la geopolitica e la storia della Siria.

A cura di Reva Bhalia

Prima che l'accordo Sykes-Picot del 1916 tracciasse uno strano assortimento di nazioni stato in medio oriente, il nome Siria era usato dai mercanti, politici e guerrieri per descrivere un tratto di terra compreso dai monti Tauro a nord, il mediterraneo a ovest, il Sinai a sud e il deserto a est. La regione del Levante.

Da qualsiasi parte la si voglia guardare la Siria resta sempre in una sfortunata posizione, circondata da potenze molto superiori. Le terre fertili dell'asia minore intorno al mar di marmara, la valle dei nilo, il tigri e l'eufrate hanno creato popolazioni molto più coese. Quando una di queste potenze decideva di espandersi verso altre ricchezze fineva inevitabilmente in Siria, dove il sangue scorreva, le razze si mescolavano, le religioni si negoziavano e le merci si scambiavano ad un ritmo frenetico e violento. Di conseguenza solo due volte la Siria, nella storia pre-moderna, ha potuto ritenersi uno stato sovrano indipendente. Durante la dinastia ellenistica di Seluecide (dopo la morte di Alessandro Magno) e durante il potente califfato Omayyade
Oltre a questi due momenti storici la Siria ha sempre subito il destino delle terre di confine, internamente fragmentata e geograficamente sottomessa.



A differenza della valle del Nilo, la geografia Siriana manca di un elemento che possa superare le fratture interne. Uno stato Siriano non ha solo bisogno di un'area costiera partecipativa nel commercio marittimo ma anche di un entroterra coeso che possa provvedere al cibo e alla sicurezza. L'aspra geografia e il meltin pot di minoranze e sette sono sempre stati un grande limite al raggiungimento di questi imperativi.

Wednesday, August 21, 2013

Alleanze Egiziane



Oltre le classiche dichiarazioni diplomatiche, analizziamo i fatti.

Chi sta con Chi ?

- Dall'inizio delle rivolte del 2011 gli aiuti stranieri che arrivano in Egitto sono passati dall'1% del Pil al 5,5% (tot 14 billioni di dollari)

- Il principale "donatore" è Washington, per il 2014 ci sono sul piatto 1,4 billioni per aiuti "militari" e 250 milioni in aiuti economici. Gli Usa finanziano il 25% del budget della difesa Egiziano. In sostanza gli Usa tengono in piedi i militari assicurandosi lavoro per le loro fabbriche e un accesso privilegiato sul canale di Suez.

- Nonostante i proclami contro la violenza gli Usa sono "contenti" della reazione dei militari contro i Fratelli Mussulmani.I militari sono l'unica "organizzazione" in grado di tenere insieme il paese, mantenere la pace con Israele e spingere per un trattato di pace tra Israele e Palestina.

- Gli Usa taglieranno gli aiuti all'Egitto ? NO

- I vicini nel golfo hanno posizioni contrastanti, L'Arabia Saudita dice di non volere i fratelli Mussulmani, ha inviato aiuti all'egitto ma meno di quanto promesso (mandati 2 billioni promessi 5). Gli Emirati Arabi sono apertamente contro i fratelli mussulmani così come il Kuwait. Il Qatar era a favore dei fratelli ma sta lentamente rivedendo le sue posizioni.

- L'unione Europea, come al solito conta come il due di coppe quando briscola è bastoni. 600 millioni di dollari di aiuti negli ultimi 3 anni. Se taglia i fondi, Al Cairo non interessa. Diverso sarebbe se i 28 membri decidessero di applicare sanzioni economiche nei confronti dell'export Egiziano. Circa il 24% dell'export egiziano arriva nell'Unione.

- L'Ue si accorderà per applicare sanzioni alle esportazioni egiziane ? NO


That's all folks...

leggi anche: il grande califfatoConsiderazioni sulla geopolitica dell'Egitto