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mercoledì 1 ottobre 2014

Quando la Russia spegnerà il Gas quale paese Europeo soffrira di più ? (Grafico)

In questo grafico vediamo la dipendenza dei paesi Europei dal Gas Russo.

L'unione Europea è finita e sepolta sotto il mare di balle che i burocrati continuano a raccontarsi e raccontarci.

mercoledì 17 settembre 2014

Colpire l'Isis e le loro fonti di finanziamento



Passo fondamentale nella guerra all'Isis è colpire le loro fonti di finanziamento, quindi, il traffico di petrolio a prezzi di saldo sul mercato nero. L'idea del grande Califfato ha bisogno dell'energia per strozzare l'occidente infedele, l'occidente è debole e se da un lato li combatte dall'altro li finanzia per avidità (leggi anche: il grande califfato). Gli interessi in gioco sono alti, trovare petrolio alla metà del prezzo di mercato non è un piccolo affare (leggi anche: L'Europa finanzia l'Isis).
In questo post via Oil Price ci spiegano come le rotte del traffico passino attraverso la Turchia e Iran e come si sia ridotto il numero di "intermediari".
With U.S. President Barack Obama’s announcement of an open-ended plan for airstrikes on the Islamic State (IS), the U.S. and its allies will need to degrade the power and influence of the Sunni jihadist group, and that means reducing its incoming flow of oil money.
And the Obama administration seems aware of that, according to a New York Times article that reports that the President and U.S. diplomats are pressuring Turkey to cut off the stream of oil smuggled across its border.

mercoledì 18 giugno 2014

La situazione Irachena

Breve Riassunto:

  • Alla fine della prima guerra mondiale gli Inglesi e i Francesi si "spartiscono" la mesopotamia tracciando i confini dei nuovi Stati (Sykes-Picot agreement) dai resti dell'impero ottomano

  • I Russi stanno a guardare ma nel 1917, dopo la rivoluzione bolscevica, pubblicano questo accordo segreto gettando il seme d'odio in medio oriente nei confronti delle potenze coloniali occidentali

  • Le divisioni tra Sciiti e Sunniti nascono alla morte di Maometto e sono dovute a pareri discordanti riguardo alla sucessione.

  • Entrambi credono ad Allah come unico Dio e Maometto come profeta ma le divergenze  sull'interpretazione del Corano arrivano al punto che molti Sunniti non riconoscono nemmeno come Musulmani gli Sciiti.

  • I Sunniti hanno detenuto il potere in Iraq dalla fine della prima guerra mondiale fino all'intervento Usa del 2003.

  • Dopo il 2003 il potere è passato in mano agli Sciiti (filo Iraniani) ed è iniziata la vendetta

  • I Sunniti si sono alleati con nuovi gruppi terroristi come l'ISIS che minano a distruggere i confini originariamente creati dai coloni occidentali (Sykes-Picot).


Cosa deve fare l'occidente ?

Non intromettersi troppo direttamente e lasciare assorbire la maggior parte delle tensioni alle potenze regionali (Turchia,Iran,Arabia). Difendere i confini di questi stati (tracciati dai coloni Inglesi e Francesi) ad ogni costo potrebbe essere un errore. Concedere che si dividano in tre nuovi stati (Sunniti, Sciiti e Kurdi) potrebbe essere una soluzione.

Divide et Impera

 

mercoledì 22 gennaio 2014

La Geopolitica della guerra civile Siriana

Approfondiamo in questo articolo di intelligence made in Usa la geopolitica e la storia della Siria.

A cura di Reva Bhalia

Prima che l'accordo Sykes-Picot del 1916 tracciasse uno strano assortimento di nazioni stato in medio oriente, il nome Siria era usato dai mercanti, politici e guerrieri per descrivere un tratto di terra compreso dai monti Tauro a nord, il mediterraneo a ovest, il Sinai a sud e il deserto a est. La regione del Levante.

Da qualsiasi parte la si voglia guardare la Siria resta sempre in una sfortunata posizione, circondata da potenze molto superiori. Le terre fertili dell'asia minore intorno al mar di marmara, la valle dei nilo, il tigri e l'eufrate hanno creato popolazioni molto più coese. Quando una di queste potenze decideva di espandersi verso altre ricchezze fineva inevitabilmente in Siria, dove il sangue scorreva, le razze si mescolavano, le religioni si negoziavano e le merci si scambiavano ad un ritmo frenetico e violento. Di conseguenza solo due volte la Siria, nella storia pre-moderna, ha potuto ritenersi uno stato sovrano indipendente. Durante la dinastia ellenistica di Seluecide (dopo la morte di Alessandro Magno) e durante il potente califfato Omayyade
Oltre a questi due momenti storici la Siria ha sempre subito il destino delle terre di confine, internamente fragmentata e geograficamente sottomessa.



A differenza della valle del Nilo, la geografia Siriana manca di un elemento che possa superare le fratture interne. Uno stato Siriano non ha solo bisogno di un'area costiera partecipativa nel commercio marittimo ma anche di un entroterra coeso che possa provvedere al cibo e alla sicurezza. L'aspra geografia e il meltin pot di minoranze e sette sono sempre stati un grande limite al raggiungimento di questi imperativi.

lunedì 16 settembre 2013

Il Bluff di Putin



E così nel "caso" Siriano il vero vincitore diplomatico (per ora) è Vladimir Putin e la sua Russia. Mosca non è più una potenza globale ma è ugualmente riuscita a dettare le sue regole agli Usa e Israele.

Ha proposto con successo di mediare,andare a prendere le armi chimiche e restare fuori dal conflitto.

Tutti sono capaci di proporre negoziazioni e mediazioni, solo alcuni sono però in grado di attuare concretamente queste azioni e di reagire se le cose sfuggono di mano.

La Russia non è in grado di portare a compimento quanto propone e restano forti dubbi su come possa farlo Washington.

Qui inizia il grande Bluff diplomatico. Non esistono precedenti nella storia militare di operazioni del genere. Portare degli ispettori in una zona di guerra perchè possano accertare e mettere in sicurezza almeno 1000 metri cubi di armi chimiche sparse in 50 siti diversi richiede un lavoro logistico più facile a dirsi che a farsi.


  • Come mandare all'interno di attive zone di guerra gli Ispettori ?
  • E' possibile e necessario negoziare un cessate il fuoco preventivo ?
  • Una volta dentro come proteggerli ?
  • Che tipo di forze mettere sul campo per proteggere e assicurare le armi chimiche ? Come controllare che i siti conosciuti rappresentino realmente tutto lo stock disponibile ?


E poi un "leggero" controsenso, questo ipotetico gruppo di forze e ispettori andrebbe a "lavorare" negli interessi del regime di Assad e quindi dovrebbe essere protetto dai ribelli, ai quali gli Usa forniscono armi.

In sostanza, Putin potrebbe aver tirato gli Usa (l'Europa al solito non esiste) dentro un bel guaio.

leggi anche: cosa non si fa per un gasdotto

lunedì 9 settembre 2013

La strategia Usa


11:24

La strategia Usa

Il Generale Wesley Clark ci spiega la Strategia Usa e la guerra.

La strategia Usa.
In questa interessante intervista  l'ex Generale Wesley Clark ci spiega come, passeggiando per il pentagono dieci giorno dopo l'attacco delle torri gemelle, fu informato da altri generali amici riguardo la strategia Usa di attacco e guerra per i prossimi anni a venire.
Generale Wesley Clark:
Mi aggiravo per il pentagono, circa dieci giorni dopo l'11 settembre. Vidi il segretario della difesa Rumsfeld a il suo vice Wolfowitz. Andai di sotto per salutare alcune persone che lavoravano nel mio staff e uno dei generali mi chiamò dentro. Disse,
“Signore, deve entrare e parlarmi un secondo”
e io risposi “no, siete troppo impegnati”,
“no no”,
“Signore, abbiamo preso la decisione di entrare in guerra contro l'Iraq”
“andremo in guerra con l'Iraq ? perchè”
“non lo so.. forse non sanno cos'altro fare”
“hanno trovato informazioni che collegano Saddam ad Al-qaeda ?”
“no, no, niente di nuovo su quel fronte, hanno semplicemente preso la decisione di andare in guerra contro l'Iraq, è come se non sapessero cosa fare contro il terrorismo, abbiamo un ottimo esercito e possiamo rovesciare i governi, credo che quando l'unico attrezzo che hai è un martello, ogni problema diventi un chiodo”
Così tornai a trovarlo alcune settimane dopo, a quel tempo stavamo bombardando l'Afghanistan e dissi
“Siamo sempre decisi ad andare in guerra contro l'Iraq ?”
e lui rispose
“Oh, è molto peggio di così” 
si allungò sulla scrivania, prese un pezzo di carta e disse
“questo è appena arrivato dal piano di sopra (intendendo l'ufficio del segretario della difesa), oggi.Questo è un memo che descrive come andremo in guerra con 7 paesi in 5 anni. Partiremo con l'Iraq, poi la Siria poi il Libano, la Libia, Somalia, Sudan ed infine l'Iran
e io dissi..
“ma è un documento segreto ?”
” si signore”
“allora non mostrarmelo”
Lo rividi un anno dopo, mi chiese se mi ricordavo di quel memo che mi aveva mostrato e mi pregò di fingere come se non fosse mai successo.
perchè quando l'unico attrezzo che hai è un martello, tutti i problemi diventano chiodi
……Il resto sono  commenti da Telegiornale o da analisti dell'ultimo minuto.
Leggi anche: Il grande califfato
Trascrizione Originale:
General Wesley Clark:
Because I had been through the Pentagon right after 9/11. About ten days after 9/11, I went through the Pentagon and I saw Secretary Rumsfeld and Deputy Secretary Wolfowitz. I went downstairs just to say hello to some of the people on the Joint Staff who used to work for me, and one of the generals called me in. He said, “Sir, you've got to come in and talk to me a second.” I said, “Well, you're too busy.” He said, “No, no.” He says, “We've made the decision we're going to war with Iraq.” This was on or about the 20th of September. I said, “We're going to war with Iraq? Why?” He said, “I don't know.” He said, “I guess they don't know what else to do.” So I said, “Well, did they find some information connecting Saddam to al-Qaeda?” He said, “No, no.” He says, “There's nothing new that way. They just made the decision to go to war with Iraq.” He said, “I guess it's like we don't know what to do about terrorists, but we've got a good military and we can take down governments.” And he said, “I guess if the only tool you have is a hammer, every problem has to look like a nail.”
So I came back to see him a few weeks later, and by that time we were bombing in Afghanistan. I said, “Are we still going to war with Iraq?” And he said, “Oh, it's worse than that.” He reached over on his desk. He picked up a piece of paper. And he said, “I just got this down from upstairs” — meaning the Secretary of Defense's office — “today.” And he said, “This is a memo that describes how we're going to take out seven countries in five years, starting with Iraq, and then Syria, Lebanon, Libya, Somalia, Sudan and, finishing off, Iran.” I said, “Is it classified?” He said, “Yes, sir.” I said, “Well, don't show it to me.” And I saw him a year or so ago, and I said, “You remember that?” He said, “Sir, I didn't show you that memo! I didn't show it to you!”

venerdì 30 agosto 2013

Siria, dove attaccherà Israe.. (Opps... gli Usa)



Ed ecco che gli Americani, anche dopo il niet del parlamento Britannico, sembrano pronti ad agire da soli. Qualche Tomahawk lo possono benissimo lanciare senza l'aiuto di Londra.

Vediamo dove si trovano le basi aree Siriane (in ogni attacco moderno che si rispetti la prima mossa è il controllo del cielo)


Vediamo poi dove si trovano i siti per la produzione di armi chimiche





e i centri nevralgici del Regime


Diamo uno sguardo alla gittata dei sistemi di difesa missilistici Siriani,


alla divisione religiosa del paese,


Ed infine, chi appoggia chi ? e soprattutto dove stanno i buoni e i cattivi ?


mmhhh, in questo schacchiere gli attori più importanti sono rappresentati da Arabia Saudita e Qatar. Molto probabilmente se i ribelli dovessero rovesciare il regime il principale beneficiario sarebbe proprio Al Qaeda.Un pò come quando Rambo aiutava i Talebani a sconfiggere i Russi...

Evidentemente per gli Usa e' accettabile rafforzare Al-Qaeda se serve a limitare l'influenza Russo-Cinese, e aumentare la propria presenza nell'area.

mercoledì 28 agosto 2013

Attacco In Siria (ma la Siria dov'è ?)



Gli Usa sono pronti per un raid aereo in Siria. L'operazione sarà volta alla distruzione delle armi chimiche e possibilmente ad evitare il loro ri-utilizzo.

Speriamo solo che questa volta gli Americani arrivino con le cartine geografiche corrette non come quelle che hanno usato in Iraq .....



mercoledì 12 giugno 2013

Il mondo è più sicuro ?

Dalla fine del sistema capitalistico come ce lo hanno lasciato immaginare (2007-08) ad oggi il mondo è diventato più sicuro ?

In questo grafico il numero di morti in conflitti armati nel 2007 e nel 2012 a confronto


In Siria si continua a combattere. L'occidente ancora non interviene direttamente, in fondo gli Alauti potrebbero rivelarsi più moderati, "religiosamente" parlando, dei ribelli. L'unico "errore" è il palese appoggio ad Hezbollah, ma i ribelli non convincono. Il rischio di un nuovo Aghanistan nel quale l'occidente appoggia l'insurrezione contro il dittatore e/o invasore, per trovarsi poi un regime integralista è molto alto.L'appoggio di Qatar e Arabia Saudita (ai ribelli) non è solo per motivi economici.

leggi anche:update della guerra in Siria


giovedì 30 maggio 2013

Update della guerra in Siria

Veloce aggiornamento sui recenti sviluppi:

Innanzitutto il "movente" della guerra (o quantomeno dell'estensione del conflitto) = Gasdotto verso l'Europa che toglierebbe alla madre Russia (Gazpromlandia) il Monopolio sui poverelli stati dell'Unione.

link: cosa non si fa per un gasdotto

Partecipanti:

All'angolo Blu: Ribelli (appoggiati da Usa ?!? - Israele - Turchia - Qatar - Uk - Ue)

All'angolo Rosso: Russia - Libano (Hezbollah) - Iran - la Cina guarda dalla finestra

Ultime news:

venerdì 17 maggio 2013

Cosa non si fa per un gasdotto

Oggi il Ft pubblica un'articolo dove spiega chi è il primo finanziatore dei ribelli Siriani e perchè.

And the winner is : Qatar con oltre 3 miliardi di $ spesi per finanziare i ribelli (e mercenari vari), 50.000$ di benefit per ogni "traditore" del regime (famiglia inclusa), e 150$ di salario per i soldati.