Showing posts with label turchia. Show all posts
Showing posts with label turchia. Show all posts

Friday, September 23, 2022

Dov'è l'Europa ?



La guerra in Europa continua e la domanda è dov'è l'Europa ? Non geograficamente ma come entità socio politica. Quale ruolo, oltre a quello del passacarte Americano, sta ricoprendo l'Europa ?

Thursday, December 3, 2020

Da Hegel a Kojeve verso il Capitalismo Autoritario



- Tesi (Capitalismo Liberale), Antitesi (Totalitarismo), Sintesi (Capitalismo Autoritario /Comunista)

-  La Cina ci mostra come la morte di quello che noi chiamiamo democrazia (se mai esistita) sia una necessità per la proliferazione di questa nuova forma di capitalismo non più liberare ma autoritario.

- Anche l'Unione Europea si sta muovendo in quella direzione. Nata sotto la guida filosofica di Alexandre Kojeve fin dal principio la sua struttura di governance è improntata verso un controllo centralizzato di tipo antidemocratico (Commissione Europea).

- E' questa la via che il mondo sta prendendo ?

Sunday, July 17, 2016

Ma cosa fa la Turchia ?

La Turchia gioca col fuoco, Allah non li sta consigliando tanto bene...

Prima abbattono un aereo Russo, adesso "ordinano" agli Americani di estradare un loro presunto oppositore... presunto organizzatore di una messa in scena da secolo scorso.

Quando una nazione con quel passato e con la grande eredità di Kemal inizia a fare queste minchiate vuol dire solo che la religione (l'irrazionalita') ha iniziato a prendere il sopravvento sul buon senso.

Spero che il loro Dio li aiuti e li guidi (anche se non andrà così).

Ricordo che la Turchia è un paese geopolitacamente importantissimo ed è nella storia, l'unico esempio di passaggio tra civiltà.

Il grande Ataturk non ha solo modernizzato la Turchia ma l'ha anche occidentalizzata e secolarizzata riponendo nelle mani del potente esercito Turco il ruolo di custode di questo passaggio.

Auguri.

#Turchia

Thursday, October 2, 2014

Isis e Curdi ironie della storia




Strane analogie accadono e ricorrono nella storia. Mentre guardavo questa immagine del non riconosciuto stato Kurdo non ho potuto fare a meno di notare a come coincida in grande parte con il territorio reclamato dall'Isis.

Friday, September 26, 2014

Separatisti nel mondo (Grafico)

Forze centripete e centrifughe...

Dopo aver parlato del saggio "Apocalittici e Integrati" andiamo ad analizzare come la spinta "globalizzatrice ed unificatrice" (sotto alcune regole fisse come le banche centrali) non sembri godere di tantissima popolarità.

Wednesday, September 17, 2014

Colpire l'Isis e le loro fonti di finanziamento



Passo fondamentale nella guerra all'Isis è colpire le loro fonti di finanziamento, quindi, il traffico di petrolio a prezzi di saldo sul mercato nero. L'idea del grande Califfato ha bisogno dell'energia per strozzare l'occidente infedele, l'occidente è debole e se da un lato li combatte dall'altro li finanzia per avidità (leggi anche: il grande califfato). Gli interessi in gioco sono alti, trovare petrolio alla metà del prezzo di mercato non è un piccolo affare (leggi anche: L'Europa finanzia l'Isis).
In questo post via Oil Price ci spiegano come le rotte del traffico passino attraverso la Turchia e Iran e come si sia ridotto il numero di "intermediari".
With U.S. President Barack Obama’s announcement of an open-ended plan for airstrikes on the Islamic State (IS), the U.S. and its allies will need to degrade the power and influence of the Sunni jihadist group, and that means reducing its incoming flow of oil money.
And the Obama administration seems aware of that, according to a New York Times article that reports that the President and U.S. diplomats are pressuring Turkey to cut off the stream of oil smuggled across its border.

Wednesday, January 22, 2014

La Geopolitica della guerra civile Siriana

Approfondiamo in questo articolo di intelligence made in Usa la geopolitica e la storia della Siria.

A cura di Reva Bhalia

Prima che l'accordo Sykes-Picot del 1916 tracciasse uno strano assortimento di nazioni stato in medio oriente, il nome Siria era usato dai mercanti, politici e guerrieri per descrivere un tratto di terra compreso dai monti Tauro a nord, il mediterraneo a ovest, il Sinai a sud e il deserto a est. La regione del Levante.

Da qualsiasi parte la si voglia guardare la Siria resta sempre in una sfortunata posizione, circondata da potenze molto superiori. Le terre fertili dell'asia minore intorno al mar di marmara, la valle dei nilo, il tigri e l'eufrate hanno creato popolazioni molto più coese. Quando una di queste potenze decideva di espandersi verso altre ricchezze fineva inevitabilmente in Siria, dove il sangue scorreva, le razze si mescolavano, le religioni si negoziavano e le merci si scambiavano ad un ritmo frenetico e violento. Di conseguenza solo due volte la Siria, nella storia pre-moderna, ha potuto ritenersi uno stato sovrano indipendente. Durante la dinastia ellenistica di Seluecide (dopo la morte di Alessandro Magno) e durante il potente califfato Omayyade
Oltre a questi due momenti storici la Siria ha sempre subito il destino delle terre di confine, internamente fragmentata e geograficamente sottomessa.



A differenza della valle del Nilo, la geografia Siriana manca di un elemento che possa superare le fratture interne. Uno stato Siriano non ha solo bisogno di un'area costiera partecipativa nel commercio marittimo ma anche di un entroterra coeso che possa provvedere al cibo e alla sicurezza. L'aspra geografia e il meltin pot di minoranze e sette sono sempre stati un grande limite al raggiungimento di questi imperativi.

Tuesday, June 4, 2013

Oh no, un'altra rivolta ?



Dopo la sveglia del 2008 (e la fine del sistema capitalistico come lo conoscevamo o pensavamo di conoscerlo) il numero di rivolte degli ultimi anni è quantomeno estremamente frizzante.

La Turchia si aggiunge alla lista. Il paese non ha problemi economici,anzi,la crescita e l'importanza geopolitica di questa nazione sono da serie A. La sua agenda estera spazia dalla pace in Kurdistan alla costruzione di oleodotti in Iraq al conflitto in Siria. Istanbul porta il peso della responsabilità geografica come baricentro del mediterraneo orientale e punto di congiunzione tra l'Europa e l'Asia.

Erdogan ovviamente non vuole mollare l'osso, il suo piano è quello di estrarre voti dal partito dei lavoratori in Kurdistan e  cercare di ottenere abbastanza appoggio per un referendum costituzionale.Ha utilizzato come strumento di scambio anche la religione e quando maneggi la dinamite sai che può esplodere.
Il referendum trasformerebbe la Turchia da un sistema parlamentare ad uno presidenziale permettendo così al nostro eroe di estendere il suo mandato oltre la naturale scadenza del 2015. Il suo partito non è seriamente minacciato da altre alternative politiche ed è probabilmente destinato a vincere le prossime elezioni (ottobre 2015), ma il suo piano di diventare presidente sembra, a questo punto, molto più difficile da attuare.



Facciamo la lista dei paesi in rivolta (guerra,rivoluzione o protesta) dal 2010 ad oggi: ....


  • Grecia
  • Primavera Araba
  • Rivoluzione Tunisina
  • Guerra civile in Libia
  • Guerra civile in Siria
  • Rivolta in Bahrain
  • Proteste in Giordania
  • Proteste in Marocco
  • Proteste in Oman
  • Rivoluzione Yemenita
  • Proteste in Iran
  • Proteste in Spagna
  • Proteste in Svezia
  • Rivolta in Turchia

.... ma la colpa dev'essere sicuramente di Twitter e Facebook.