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Sunday, June 22, 2025

THE EMPTY THRONE: How Trump’s “Peace Talks” Masked the West’s War Machine



"It is entirely indifferent to history whether something happened this way or that. It always sides with the victor."
— Christian Hebbel, German dramatist


Operation Spider’s Web and the Iran Bombing Expose a President Who Talks Peace—But Lets Elites Wage War

Donald Trump stood before cameras at Mar-a-Lago, palms raised: “I’ll stop these wars in 24 hours.”
Not long after, Ukrainian drones struck deep inside Russia during his Istanbul peace talks.
And not long after that, U.S. B-2 stealth bombers obliterated Iranian nuclear sites.
The pattern is clear: Trump doesn’t command the declining empire—he’s its charismatic pitchman.

Wednesday, September 17, 2014

Colpire l'Isis e le loro fonti di finanziamento



Passo fondamentale nella guerra all'Isis è colpire le loro fonti di finanziamento, quindi, il traffico di petrolio a prezzi di saldo sul mercato nero. L'idea del grande Califfato ha bisogno dell'energia per strozzare l'occidente infedele, l'occidente è debole e se da un lato li combatte dall'altro li finanzia per avidità (leggi anche: il grande califfato). Gli interessi in gioco sono alti, trovare petrolio alla metà del prezzo di mercato non è un piccolo affare (leggi anche: L'Europa finanzia l'Isis).
In questo post via Oil Price ci spiegano come le rotte del traffico passino attraverso la Turchia e Iran e come si sia ridotto il numero di "intermediari".
With U.S. President Barack Obama’s announcement of an open-ended plan for airstrikes on the Islamic State (IS), the U.S. and its allies will need to degrade the power and influence of the Sunni jihadist group, and that means reducing its incoming flow of oil money.
And the Obama administration seems aware of that, according to a New York Times article that reports that the President and U.S. diplomats are pressuring Turkey to cut off the stream of oil smuggled across its border.

Wednesday, June 18, 2014

La situazione Irachena

Breve Riassunto:

  • Alla fine della prima guerra mondiale gli Inglesi e i Francesi si "spartiscono" la mesopotamia tracciando i confini dei nuovi Stati (Sykes-Picot agreement) dai resti dell'impero ottomano

  • I Russi stanno a guardare ma nel 1917, dopo la rivoluzione bolscevica, pubblicano questo accordo segreto gettando il seme d'odio in medio oriente nei confronti delle potenze coloniali occidentali

  • Le divisioni tra Sciiti e Sunniti nascono alla morte di Maometto e sono dovute a pareri discordanti riguardo alla sucessione.

  • Entrambi credono ad Allah come unico Dio e Maometto come profeta ma le divergenze  sull'interpretazione del Corano arrivano al punto che molti Sunniti non riconoscono nemmeno come Musulmani gli Sciiti.

  • I Sunniti hanno detenuto il potere in Iraq dalla fine della prima guerra mondiale fino all'intervento Usa del 2003.

  • Dopo il 2003 il potere è passato in mano agli Sciiti (filo Iraniani) ed è iniziata la vendetta

  • I Sunniti si sono alleati con nuovi gruppi terroristi come l'ISIS che minano a distruggere i confini originariamente creati dai coloni occidentali (Sykes-Picot).


Cosa deve fare l'occidente ?

Non intromettersi troppo direttamente e lasciare assorbire la maggior parte delle tensioni alle potenze regionali (Turchia,Iran,Arabia). Difendere i confini di questi stati (tracciati dai coloni Inglesi e Francesi) ad ogni costo potrebbe essere un errore. Concedere che si dividano in tre nuovi stati (Sunniti, Sciiti e Kurdi) potrebbe essere una soluzione.

Divide et Impera

 

Wednesday, January 22, 2014

La Geopolitica della guerra civile Siriana

Approfondiamo in questo articolo di intelligence made in Usa la geopolitica e la storia della Siria.

A cura di Reva Bhalia

Prima che l'accordo Sykes-Picot del 1916 tracciasse uno strano assortimento di nazioni stato in medio oriente, il nome Siria era usato dai mercanti, politici e guerrieri per descrivere un tratto di terra compreso dai monti Tauro a nord, il mediterraneo a ovest, il Sinai a sud e il deserto a est. La regione del Levante.

Da qualsiasi parte la si voglia guardare la Siria resta sempre in una sfortunata posizione, circondata da potenze molto superiori. Le terre fertili dell'asia minore intorno al mar di marmara, la valle dei nilo, il tigri e l'eufrate hanno creato popolazioni molto più coese. Quando una di queste potenze decideva di espandersi verso altre ricchezze fineva inevitabilmente in Siria, dove il sangue scorreva, le razze si mescolavano, le religioni si negoziavano e le merci si scambiavano ad un ritmo frenetico e violento. Di conseguenza solo due volte la Siria, nella storia pre-moderna, ha potuto ritenersi uno stato sovrano indipendente. Durante la dinastia ellenistica di Seluecide (dopo la morte di Alessandro Magno) e durante il potente califfato Omayyade
Oltre a questi due momenti storici la Siria ha sempre subito il destino delle terre di confine, internamente fragmentata e geograficamente sottomessa.



A differenza della valle del Nilo, la geografia Siriana manca di un elemento che possa superare le fratture interne. Uno stato Siriano non ha solo bisogno di un'area costiera partecipativa nel commercio marittimo ma anche di un entroterra coeso che possa provvedere al cibo e alla sicurezza. L'aspra geografia e il meltin pot di minoranze e sette sono sempre stati un grande limite al raggiungimento di questi imperativi.