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Thursday, August 8, 2013

Guerra tra poveri, pubblico Vs privato



In un Europa in bancarotta, senza alcun potere monetario e ricattata dal "mercato", lo scontro tra pubblico e cittadini inizia ad intensificarsi.

Lo stato cerca di mantenere la sua sopravvivenza prelevando dal settore privato quanto il mercato chiede.

In Grecia l'ekathemerini ci racconta come un gruppo di ispettori del fisco (SDOE, la loro guarda di finanza) sia stato cacciato da un piccolo villaggio nell'isola di Creta dopo l'ennesimo Raid a caccia di scontrini.

Durante la festa del patrono locale nel villaggio di Archanes in Iraklio, la lunga mano della miseria europea era pronta a prendere il solito opprimente tributo, fino a quando un gruppo di locali non ha dapprima iniziato ad intimargli di andarsene, per poi arrivare a minacciarli con la forza se non lo avessero fatto.

Già la scorsa estate alcuni agenti dell'Sdoe erano stati bloccati sull'isola di Hydra, fu necessario l'intervento della polizia per permetterne il rientro ad Atene.

La guerra tra poveri per la sopravvivenza continua mentre i soldi freschi piovono sul sistema finanziario il quale può permettersi di rischiare ma non di perdere.

Ed anche in Italia i miopi legislatori hanno in testa solo la lotta all'evasione. Attenzione perchè quando avrete preso tutto quello che potrete prendere resterà solo la rabbia.

via ekathemerini.com


Tax inspectors heckled out of Cretan village


A team of inspectors from the Financial Crimes Squad (SDOE), was on Tuesday heckled by locals at a village in Crete and coerced to leave, before a one-month closure order was issued against the owner of a taverna where the team was intimated, local media reported.
The SDOE team turned up at the village of Archanes in Iraklio as locals were celebrating their patron saint with a church fete.
According to reports, local residents took offense that the tax inspectors chose that day to conduct raids on businesses for tax code violations. Their displeasure became more than apparent among a group of people at a large local taverna, who heckled the tax officers and threatened them with force if they did not leave the village.
Last summer SDOE inspectors were prevented from leaving the Saronic island of Hydra by disgruntled locals. Police had to be sent from Athens to ensure their safe passage back to the mainland.
Following Tuesday's incident in Crete, the Finance Ministry issued orders for the taverna at which the intimidation was centered to be shut down for one month and for a complete audit to be conducted of its finances.


Friday, July 26, 2013

Evasione di sopravvivenza


Ogni tanto anche ai politici scappa qualche verità.

Fassina alla riunione di confcommercio ha parlato di un "Evasione di Sopravvivenza", in sostanza ha voluto dire che alcune attività sono "costrette" ad eludere od evadere per non chiudere (evidentemente non quelle criminali e le banche)

Lo abbiamo scritto centinaia di volte ma lo scriviamo ancora, allo Stato non frega niente della ripresa economica, lo Stato è semplicemente in lotta per la sua sopravvivenza.

Il mercato lo distruggerebbe (e lo sta facendo) molto volentieri ma ne ha ancora bisogno per riscuotere dai cittadini in moneta reale il capitale perso con i giochini finanziari.

Ovviamente, queste disgraziate politiche economiche non porteranno altro che all'inevitabile riduzione delle entrate fiscali. Lo sanno anche i sassi che più tassi e meno incassi. Le attività chiudono e con una pressione diretta del 54% (se aggiungiamo anche quella indiretta andiamo alle stelle)  parlare di politiche per lo sviluppo e la crescita è ridicolo.

Un altro rischio che accompagna queste politiche sconsiderate è dato anche dall'ombra della rivolta fiscale. Le guerre oggi sono economiche e finanziarie, è allora, probabilmente, lo sono anche le rivoluzioni.


Tuesday, June 4, 2013

Oh no, un'altra rivolta ?



Dopo la sveglia del 2008 (e la fine del sistema capitalistico come lo conoscevamo o pensavamo di conoscerlo) il numero di rivolte degli ultimi anni è quantomeno estremamente frizzante.

La Turchia si aggiunge alla lista. Il paese non ha problemi economici,anzi,la crescita e l'importanza geopolitica di questa nazione sono da serie A. La sua agenda estera spazia dalla pace in Kurdistan alla costruzione di oleodotti in Iraq al conflitto in Siria. Istanbul porta il peso della responsabilità geografica come baricentro del mediterraneo orientale e punto di congiunzione tra l'Europa e l'Asia.

Erdogan ovviamente non vuole mollare l'osso, il suo piano è quello di estrarre voti dal partito dei lavoratori in Kurdistan e  cercare di ottenere abbastanza appoggio per un referendum costituzionale.Ha utilizzato come strumento di scambio anche la religione e quando maneggi la dinamite sai che può esplodere.
Il referendum trasformerebbe la Turchia da un sistema parlamentare ad uno presidenziale permettendo così al nostro eroe di estendere il suo mandato oltre la naturale scadenza del 2015. Il suo partito non è seriamente minacciato da altre alternative politiche ed è probabilmente destinato a vincere le prossime elezioni (ottobre 2015), ma il suo piano di diventare presidente sembra, a questo punto, molto più difficile da attuare.



Facciamo la lista dei paesi in rivolta (guerra,rivoluzione o protesta) dal 2010 ad oggi: ....


  • Grecia
  • Primavera Araba
  • Rivoluzione Tunisina
  • Guerra civile in Libia
  • Guerra civile in Siria
  • Rivolta in Bahrain
  • Proteste in Giordania
  • Proteste in Marocco
  • Proteste in Oman
  • Rivoluzione Yemenita
  • Proteste in Iran
  • Proteste in Spagna
  • Proteste in Svezia
  • Rivolta in Turchia

.... ma la colpa dev'essere sicuramente di Twitter e Facebook.


Thursday, May 23, 2013

Rivolta Svedese

Stoccolma

In Svezia da 3 giorni c'è aria di rivolta.La disoccupazione giovanile è al 24,7% ma sta aumentando. I riottosi sono giovani immigrati senza lavoro che protestano incendiando macchine della polizia. Un altro effetto collaterale della crisi continentale europea, che ha portato ad un aumento dei flussi migratori dal sud al nord.



Stoccolma ha recentemente criticato aspramente le aperture alla libera circolazione in Europa fatte da Bruxelles nei confronti dei paesi di area balcanica. La base elettorale del partito democratico (nazionalista) si espande, ovviamente, a macchia d'olio (è passata dal 2.9 al 6%). Il leit motiv è quello di criticare un governo che ha permesso a troppi immigrati d'entrare.