Visualizzazione post con etichetta futuro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta futuro. Mostra tutti i post

sabato 28 marzo 2020

Considerazioni su questa pandemia e il futuro Europeo



Come sarà la vita dopo, o forse con, questa pandemia ?
Quali scenari geopolitici si aprono come conseguenza di quello che stiamo vivendo ?

Predire il futuro è da sempre una possibilità preclusa all'uomo, ma speculare e ipotizzare ci è concesso.

giovedì 28 aprile 2016

L'ordine globale, l'ideale e il reale

L'ordine globale rischia di confondere l'ideale con il reale.

La globalizzazione non deve necessariamente passare attraverso l'eliminiazione delle barriere fisiche e l'uniformità collettiva come imposizione imprescindibile comunitaria.

Esiste una realtà geopolitica e geografica che non può essere mutata.

Ed esiste un realtà globale cibernetica, questa si, senza alcuna barriera ed uniforme nei suoi templates, che deve essere regolamentata, approfondita e utilizzata al meglio.

Il mondo, il commercio e l'informazione sono oggi limitless anche senza l'eliminazione o l'implemento di un confine geografico o politico di cui l'establishment è così tanto ossessionato.

Un muro oggi, non ha lo stesso significato che aveva cinquant'anni fa.
Nessun muro può impedire la comunicazione, come nessuna dittatura o totalitarismo è stato in grado di rallentare l'ondata tecnologica.

Il vero problema saranno e sono i Leader di domani, cresciuti nell'insicurezza della continua approvazione sociale.

Molto difficilmente avranno la forza e il carattere di prendere decisioni e appoggiare visioni di lungo periodo se non saranno immediatamente suffragate da milioni iLike, gestiti da una pubblica opinione inondata da informazioni istantanee ma paradossalmente, sempre più indebolita nell'abilità di processarle correttamente.

giovedì 30 gennaio 2014

Riflessioni: Il futuro dell'uomo



Il futuro dell'umanità nei prossimi decenni si giocherà sul campo della scienza e tecnologia. I paesi sviluppati sono ancora in testa all'innovazione scientifica, sono questi paesi che dovranno immaginarsi e creare il futuro. La velocità e progressione dei paesi emergenti è dettata dalla facilità. A loro basta copiare e adottare sistemi già esistenti.

Lo sviluppo degli ultimi secoli è stato guidato da una serie di innovazioni tecnologiche fondamentali per la crescita economica. La persone però, riguardo alla tecnologia tendono ancora a pensare, se c'è bene (se qualcuno lo inventa), se non c'è non cambia nulla. Non è proprio così.

giovedì 12 dicembre 2013

Quanta forza lavoro verrà computerizzata nel futuro prossimo

Una ricerca dell'università di Oxford non dipinge un bello scenario per gran parte dei lavoratori.

Le macchine e la tecnologia potrebbero nei prossimi decenni arrivare a sostituire ben il 47% della forza lavoro odierna, senza contare tutti quei mestieri il cui valore economico verrà praticamente distrutto (vedi giornalismo dopo l'avvento di internet).

Le posizioni più a rischio sono come sempre quelle più "povere", agricole,estrazioni,costruzioni,amministrative,burocratiche.

Se nell'era industriale il capitale si dirigeva verso il lavoro ora il capitale si dirige verso se stesso attraverso una tecnica sempre più potente destinata a superare l'uomo e il capitale stesso.

Capitale - Lavoro
Capitale - Capitale
Tecnica  - Capitale



SOCIETA' DELLA TECNICA E TRAMONTO DEL CAPITALISMO (al min 19.20)

mercoledì 19 giugno 2013

La devianza e fine del capitalismo



Confesercenti riporta oggi come la fotografia dell'economia reale sia rappresentata da un'ecatombe di negozi:

"Tra 2008 e 2013", fra commercio e turismo c'e stata "un'enorme quantità di chiusure". Mancano all'appello "224.000 titolari e tantissimi collaboratori". Così il presidente Confesercenti Marco Venturi. "Un'ecatombe: ogni giorno chiudono 5 negozi di ortofrutta, 4 macellerie, 42 di abbigliamento, 43 ristoranti,40 pubblici esercizi" 

Dobbiamo stupirci ? No.
La crisi della finanza e la successiva cura e ricetta sono delle devianze del capitalismo, una malattia. A chi importa se non si producono più merci quando tutte le risorse politiche e sociali per la moltiplicazione del capitale sono investite nella finanza. D'altra parte il fine ultimo del capitalismo non soffre di alcun complesso dalla separazione tra la merce e il denaro. Non importa cosa produci ma importa la realizzazione del massimo profitto, e se per assurdo il massimo del profitto è ottenibile non producendo niente (questa è la devianza della crisi) così sia.

La contraddizione capitalistica ha raggiunto un'apice, e con esso la sua fine, che ad oggi era stata immaginata solo dai filosofi del passato. La ricerca dell'accumulo di capitale infinito come unico scopo dell'esistenza umana è arrivata ad uccidere l'esistenza umana stessa su una scala di quantità senza precedenti. Lo vediamo dalla naturalezza con la quale le istituzioni condannino milioni di giovani. Qualsiasi razza disposta ad uccidere gli elementi più sani e forti della propria specie è destinata all'estinzione.

Gli economisti, come abbiamo potuto sperimentare, servono a molto poco (quasi a niente) perchè continuano a trattare come una scienza razionale e meccanica una materia che ha una fortissima connotazione emozionale, quindi psicologica e antropologica.

Ed ecco quindi i governi "tecnici" disposti a sacrificare, come in guerra, milioni di vite umane per preservare le istituzioni che ottengono il maggior profitto possibile. Ed ecco i cittadini che credono ancora, ingenuamente, in una democrazia rappresentativa.

La politica non rappresenta i cittadini perchè non ha gli strumenti per farlo,quando uno stato ha bisogno di un'agente esterno per l'ottenimento dei mezzi necessari ai propri scopi è a quest'ultimo che andrà naturalmente ad asservirsi. Per questo ogni giorno sentiamo parlare del tetto del 3% e dello spread. E' a questi parametri esterni (privati e non referendabili) che è legato l'accesso al capitale e la vita dell'apparato Statale. Non al voto dei cittadini.

Il capitalismo è al termine, e il suo ruolo nella storia è in trasformazione, da scopo ultimo muterà a mezzo o l'uomo non riuscirà a salvarsi in un mondo con uno spazio finito.

leggi anche: una globalizzazione sostenibile ?