Thursday, May 30, 2013

Update della guerra in Siria

Veloce aggiornamento sui recenti sviluppi:

Innanzitutto il "movente" della guerra (o quantomeno dell'estensione del conflitto) = Gasdotto verso l'Europa che toglierebbe alla madre Russia (Gazpromlandia) il Monopolio sui poverelli stati dell'Unione.

link: cosa non si fa per un gasdotto

Partecipanti:

All'angolo Blu: Ribelli (appoggiati da Usa ?!? - Israele - Turchia - Qatar - Uk - Ue)

All'angolo Rosso: Russia - Libano (Hezbollah) - Iran - la Cina guarda dalla finestra

Ultime news:

Wednesday, May 29, 2013

Sussidi sociali in Europa


I cittadini dell'eurozona rimasti fuori dal mercato del lavoro possono fare affidamento su: aiuti sociali,aiuti famigliari (interni e dall'estero)e lavoro "informale".

Questi aiuti sono però limitati nel tempo (12-24 mesi).La spesa media è in Spagna di 800€ per abitante (nel 2007 erano 480), in Portogallo 230 (erano 180), in Grecia 330 (erano 216 pre-crisi).

Questi governi metteranno presto in discussione la possibilità di poter pagare questi sussidi oltre a dover gestire una base fiscale sempre più ridotta,con la quale promettere "riforme strutturali".



I governi dei membri dell'eurozona sono come a metà di un guado,i loro parlamenti non hanno gli strumenti per contrastare una congiuntura di questo genere (vincoli europei,nessuna politica monetaria autonoma). L'Europa d'altra parte, ha i vincoli di mandato Bce (controllo dell'inflazione) e nessun potere  diretto sulle politiche fiscali.

La risposta suggerita dalla politica a questo "pasticcio" è quella di andare "all in" con l'Europa e cedere ogni sovranità a Bruxelles.La strada con la quale fare queste ulteriori cessioni non passa dal popolo (che li manderebbe a cagare tutti per direttissima) ma dai "salvataggi" e commissariamenti.

Se datiamo il 2008 e il trattato di Lisbona come passaggio da cittadini nazionali a cittadini Europei, possiamo dire che la prima generazione di Europei sarà composta da giovani disoccupati senza prospettive. Chi ben comincia è a metà dell'opera...

Ma perchè, visto che l'unione monetaria si è già rotta con Cipro, non designano delle macroregioni con similitudini economiche alle quali venga concesso "temporaneamente" una svalutazione del loro euro ?

Giusto per rendere questa Unione forzata un pò più dolce.

Tuesday, May 28, 2013

Budget Deficit Europeo

Vediamo un pò, questo grafico mostra i deficit di bilancio 2012 dei paesi Eurozona. Il limite imposto dalla "grande" Bruxelles è un tetto di sforamento del 3% sul pil.

Se su 17 membri in 12 sforano la "regoletta" chi sbaglia, il regolatore o il regolato?





Regola aurea in politica economica (regola di Tibergen)


Regola di Tinbergen 
Condizione necessaria perché un modello di politica economica (v.) abbia soluzioni univoche. La regola, formulata dall'economista olandese J. Tinbergen (v.), afferma che in un modello economico (v.) il numero delle variabili-obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumentali. 
La ragione di tale principio non è soltanto di natura matematica: in un modello in forma ridotta (v.), infatti, il numero delle equazioni coincide con il numero delle variabili obiettivo e il numero delle incognite è dato dalle variabili strumentali. 
Ciò significa che il sistema di equazioni che compongono il modello può avere una soluzione matematica solo se il numero di equazioni (gli obiettivi) è uguale al numero delle incognite (le variabili strumentali). 
Nel caso in cui tale uguaglianza non fosse realizzata, occorrerà adattare il modello. In particolare: 
— il numero degli strumenti è superiore al numero degli obiettivi; è questo il caso più semplice poiché sarà sufficiente lasciar cadere gli strumenti in eccesso. Da un punto di vista matematico, tale situazione comporta infinite possibili soluzioni, con conseguente maggiore libertà d'azione per l'operatore pubblico (al limite si potrà aumentare il numero degli obiettivi); 
— il numero degli strumenti è inferiore al numero degli obiettivi; ciò significa che con gli strumenti a disposizione non è possibile perseguire tutti gli obiettivi. In tale situazione si dovrà rinunciare ad alcuni obiettivi oppure si dovranno ricercare nuovi strumenti. Occorre, però, che si tratti di strumenti nuovi e indipendenti da quelli già esistenti (non sarà possibile, per esempio, considerare come strumenti separati l'intera spesa pubblica e una parte della spesa pubblica stessa). 

Cara Europa, in un modello economico il numero delle variabili obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumentali. Se il numero degli strumenti a disposizione è inferiore al numero degli obiettivi si dovrà rinunciare ad alcuni obiettivi o cercare nuovi strumenti.

Se non hai gli strumenti per promuovere la crescita (ma solo le creazioni finanziare della Bce per monetizzare il debito Ltro,Omt,Esm,Efsf,Abs,Esp,Cia,Kgb ecc ecc) è inutile che continua a raccontarcela...



p.s. la stessa regola vale per tutta quella branca di politici nazionali che vanno in Tv a parlare di occupazione quando sanno benissimo (mmmhhh forse no) di avere strumenti "molto" limitati per rilanciare la crescita.

Congo: un genocidio silenzioso

bandiera, repubblica democratica del Congo

Quando si parla di geopolitica si parla degli interessi che una nazione rappresenta per un'altra in termini di geografia,risorse e demografia.Ogni guerra si combatte per interessi geopolitici,ma le motivazioni con le quali queste guerre cercano la loro giustificazione attraverso l'opinione pubblica sono sempre molto diverse. Libertà,democrazia,giustizia ecc ecc.Assistiamo così al paradosso del marketing moderno e del disconoscimento della realtà. Passando da una coca-cola dietetica, una ferrari ecologica, una cioccolata dimagrante e un'austerità che porta sviluppo, arriviamo ad una guerra umanitaria. L'esempio degli Stati Uniti in medio oriente è uno dei più lampanti.Invadono l'Iraq e minacciano l'Iran per portare la democrazia mentre appoggiano tout court l'Arabia Saudita,(se parliamo di diritti umani, libertà d'espressione, diritti delle donne ecc ecc l'Iran confronto all'Arabia Saudita è disneyland).

Oggi la più grande catastrofe umanitaria dalla fine della seconda guerra mondiale non sta avvenendo in Libia,Siria o Afghanistan ma nella repubblica democratica del Congo.Dalla metà degli anni '90 al 2013 si parla di 6 milioni di morti (di cui la metà bambini). Nonostante questi numeri da olocausto o gulag sovietici molta poca attenzione è stata data dai media internazionali rispetto al Sudan (petrolio), Siria (gasdotti), Libia (petrolio/gas), Ex-Jugoslavia (area d'nfluenza Russa sull'europa occidentale).

La storia è in sintesi sempre la stessa, c'è un movimento rivoluzionario di ribelli (M-23 dalla data di creazione 23-3-2009) armato dal Rwanda e Uganda con soldi occidentali,che destabilizza il paese a suon di proiettili per poter commerciare a prezzi di saldo le risorse minerarie 
(cobalto,rame,oro,diamanti) e l'importantissima miscela di columbite-tantalite (coltan) per l'industria elettronica. 

provincia di North Kivu, base M-23
L'impunità e la libertà nella quale sono stati lasciati i responsabili della guerra in Ruanda da parte della comunità internazionale ha portato la violenza in Congo (1994).Gli Americani in Africa,dopo l'esperienza in Somalia (1993),non hanno più intenzione di mettere piede e così utilizzano militari locali addestrandoli e armandoli a basso costo. Il favore viene ripagato,per esempio,con l'invio di soldati Ugandesi in Afghanistan o Ruandesi in Darfur. Lo scorso novembre l'M-23 ha preso il controllo di importanti città come Goma, minacciando di marciare sulla capitale Kinshasa e deporre il presidente. Il governo dall'altra parte, sta pensando alla possibilità di dichiarare guerra al Rwanda per l'appoggio a questi ribelli.

Nell'ordine delle priorità umanitarie, fermare un genocidio da 6 milioni di morti che posto occupa ?

Evidentemente più basso degli sfottò "razzisti" allo stadio.


Monday, May 27, 2013

Gli Italiani e il colpo di fortuna



Popolo di santi,poeti,navigatori e cercatori di fortuna...

Gli Italiani spendono in media 350€ l'anno in lotterie.

E così la risposta nazionale preferita nei momenti di difficoltà sembra ancora essere il famoso "colpo di c...", al quale fare (ovviamente) seguire la "fuga ai caraibi" in perfetto stile B movie anni '80.

E' possibile biasimare un popolo così illuso sul futuro e disilluso delle istituzioni ? Considerando le forze che dominano questo paese (chiesa,mafia,politica) e il vantaggio che queste ricevono dall'opera di instupidimento generale collettivo, direi di no.

A livello mondiale, come spesa media in giochi, solo Singapore ci supera (circa 800€ per persona).


vendite (in bilioni di $) delle più grandi lotterie del mondo


Friday, May 24, 2013

Julia Holter



Un pò di sound per il week-end. Julia Holter porta il Dream pop nel 21° secolo in un momento in cui il massimo del "trend" sembra essere quello di rispolverare i Synth. Lei lo fa molto bene e dopo i primi due dischi (Tragedy 2011, Ekstasis 2012) registrati in cameretta, quest'estate dovrebbe uscire il terzo (forse intitolato Loud city song ?).Probabilmente un'artista del genere potrebbe iniziare a flirtare con il mainstream e un successo più ampio.

In the same room (da Ekstasis)




Considerazioni sull'attacco di Londra



Gli esseri umani non nascono consapevoli della realtà.La realtà e la "normalità" sociale che viviamo la impariamo attraverso dei simboli. Maggiore è la forza con la quale ci teniamo appesi a questi simboli e maggiore sarà la nostra illusoria sensazione di sicurezza e appartenenza. Una squadra di calcio, una religione, una nazione, un partito, una comunità ecc ecc.. sono idee che non rappresentano la realtà dell'individuo ma bensì una fuga da esso attraverso la creazione di un'architettura nella quale trovare il nostro spazio,affogare il senso di solitudine e di ansietà.

Chi uccide (e si uccide) in nome di "D-io" o di un'Idea (e nella storia lo hanno fatto in parecchi, dai crociati ai nazisti) è una mente sacrificata, consumata come propaganda vivente di un simbolo irreale.

In sintesi, follia allo stato puro.




Thursday, May 23, 2013

Rivolta Svedese

Stoccolma

In Svezia da 3 giorni c'è aria di rivolta.La disoccupazione giovanile è al 24,7% ma sta aumentando. I riottosi sono giovani immigrati senza lavoro che protestano incendiando macchine della polizia. Un altro effetto collaterale della crisi continentale europea, che ha portato ad un aumento dei flussi migratori dal sud al nord.



Stoccolma ha recentemente criticato aspramente le aperture alla libera circolazione in Europa fatte da Bruxelles nei confronti dei paesi di area balcanica. La base elettorale del partito democratico (nazionalista) si espande, ovviamente, a macchia d'olio (è passata dal 2.9 al 6%). Il leit motiv è quello di criticare un governo che ha permesso a troppi immigrati d'entrare.

Wednesday, May 22, 2013

La memoria corta della Germania (e l'idiozia dei negoziatori Europei)



La Germania, il playmaker e indiscusso leader Europeo ha la memoria corta quando si tratta di ricordare da dove proviene gran parte del suo successo.

Nel 1948 alla fine della 2° guerra mondiale, la Germania (dopo aver acceso la miccia che portò a 40 milioni di morti) aveva ipotecato anche le maniglie delle porte e il suo monte debiti ammontava a quasi il 700% del Pil. Le potenze vincitrici occidentali "cancellarono" il 90% di quei debiti, post-ponendo il pagamento di mezzo secolo. Questo permise a Berlino di iniziare a crescere con una media dell'8% annuo e di ridurre il proprio debito al 12% sul pil (più basso anche di quello dei vincitori).

La Germania, che non "sconta" nemmeno un euro di debito ad Atene &co.,beneficia di una moneta svalutata (il Marco Tedesco oggi varrebbe molto più dell'Euro) con la quale sta impoverendo i suoi vicini rendendoli poco a poco satelliti economici e sociali. Chi conosce i Tedeschi sa bene che le loro teste sono flessibili come un pezzo di ghisa. L'obbiettivo è sempre lo stesso di 60 anni fa, la Germanizzazione del continente e la ricerca del naturale spazio vitale "Lebensraum". I mezzi sono diversi, il fine no.



I negoziatori Europei sono stati e sono degli Imbecilli a "fidarsi" di Berlino. E oggi viviamo il paradosso di chi ha aiutato una nazione che usa quell'aiuto contro di noi.

..."Andremo in Europa a schiena dritta"... ?!  è quando ritornate sempre con i pantaloni rotti che ci preoccupiamo...


Qui sotto il documento riguardante la "remissione" dei debiti Tedeschi (accordo di Londra del 27-02-1953).

  
Dal "Grande Dittatore" (musica: overtuere Lohengrin, Wagner)

Farage sull'evasione



In Italia le priorità del "nuovo" governo sono 3

- come ristrutturare l'Imu
- cosa fare dell'aumento Iva
- lotta all'evasione

Tutte e 3 queste priorità mettono le mani nel portafoglio dei cittadini, ovviamente, come previsto, di tagli ai ridicoli sprechi Statali non se ne parla nemmeno.

Così anche l'Europa, in disperato bisogno di recuperare soldi dal settore privato, ha messo la lotta all'Evasione in cima all'agenda. In questo video Farage ricorda al parlamento Europeo che i parlamentari e membri della commissione pagano, sui loro redditi, il 12% di tasse.

Ricorda anche che se si inseguono le persone di successo per farle pagare più tasse possibili, queste saranno certamente spinte, nei limiti della legge, ad eludere.
La risposta dello Stato deve essere quella di semplificare e ridurre le tasse.

Ma non illudiamoci, la politica nazionale è semplicemente quella del curatore fallimentare al quale non frega niente del "domani", bisogna prendere quanto più possibile oggi e basta. D'altra parte abbiamo più di 100 procedure d'infrazione pendenti nei confronti dell'Europa, sono molto più importanti del 12% di disoccupazione o del 25% di produzione industriale persa in 5 anni.


p.s. da notare, al momento della domanda della parlamentare finlandese, l'atmosfera surreale che si vive dentro il parlamento europeo, un luogo adibito a rappresentare "un'idea" d'unione in 27 lingue diverse. Roba da romanzo Orwelliano.

Tuesday, May 21, 2013

Esodo o Rivoluzione

Il destino di questo continente per i prossimi anni è chiaro ormai a tutti tranne che ai principali organi d'informazione nazionale. La demografia ci mostra come l'invecchiamento della popolazione renderà impossibile per le nuove generazioni ripagare i costi di uno stato sociale, e di un indebitamento accumulato dalle precedenti. Cosa succederà ? quale sarà la risposta di milioni di giovani che non vedono alcuna prospettiva al loro futuro se non quella di essere chiamati a pagare debiti che non hanno contratto ? Una visione romantica porterebbe a rispondere facilmente con una rivolta o una rivoluzione, la ricerca di un inevitabile cambiamento che qualunque innocente, se condannato, esige. Oggi però la globalizzazione e l'informazione cambiano le carte in tavola. I giovani guardano internet, vedono cosa succede oltre i propri confini, e si muovono di conseguenza. Un passo alla volta sembrano avere scelto l'esodo alla rivoluzione. Questo flusso migratorio ha iniziato a muoversi dal sud verso il nord europa e presto, quando il nord-europa non potrà più assorbirlo, uscirà dal continente. La disoccupazione giovanile nel continente europeo si muove su percentuali incredibilmente alte, dal 20 al 40% di media, con punte nel sud europa del 50 e 60%.



Un recente sondaggio condotto dalla Francese Viavoice, ci indica come oltre il 50% dei giovani (18-34 anni) ha risposto Si alla domanda "Se ve ne foste data l'opportunità, lasceresta la Francia per un'altra nazione ?" . Le ultime elezioni Italiane sono state l'ennesimo esempio di totale disillusione nei confronti di una politica autoreferenziale che ormai non inganna più nessuno, i cittadini sono stati chiamati a votare e si sono ritrovati con l'ennesimo governo autoeletto.

Il magazine Francese "Le Point" ha pubblicato una lettera aperta scritta da una studentessa ventenne al presidente Hollande, alcuni passaggi calzano come un guanto a tutti i suoi coetanei Europei.

"... forse questo la colpirà ma il mio desiderio di andarmene è principalmente dovuto a motivi fiscali, semplicemente non penso sia giusto lavorare tutta la vita per pagare tasse che servono a servire il debito di oltre 2 trilioni che la vostra generazione ci ha gentilmente lasciato. Se questi soldi fossero almeno stati investiti per preparare un futuro migliore al paese, se sapessi di poterne ricevere anche io qualche beneficio, non avrei problemi a lavorare per ripagarli. Ma questi debiti hanno solo aiutato le vostre generazioni a vivere al di sopra delle proprie possibilità e ad assicurarsi una generosa pensione e rete sociale che io non avrò mai.

il mio lavoro e le mie tasse pagheranno le vostre pensioni che non avete avuto cura di programmare, e per tutte le spese sanitarie degli anziani che fra meno di vent'anni saranno la maggioranza della popolazione. Cosa resterà per me, per poter vivere e crescere i miei figli ?

E' per questo signor Presidente che sto pensando di lasciare la Francia. E il suo governo dovrebbe preoccuparsi meno dell'immigrazione e di più dell'emigrazione di giovani da questo paese. Dove andrei ? forse in Germania, un paese che spesso lei disprezza ma che sembra solido per il momento. O forse ancora più lontano, in Canada o in Australia, o in un paese in via di sviluppo. L'Africa, perchè no ?

Voglio poter vivere i miei anni migliori in un paese dove c'è crescita, dove i salari aumentano, dove essere ricchi non è un peccato mortale, in parole povere, in un paese dove gli individui e la società possano avere fiducia che il domani sarà meglio di oggi."

Ovviamente chi ancora ascolta i politici raccontare le loro fiabe non è interessato a quanto sopra.

Welcome Croatia



Il 16 maggio il parlamento Tedesco ha approvato l'annessione della Croazia all'Unione Europea. L'entrata verrà ufficializzata il 1° luglio 2013. Questo sarà probabilmente l'ultimo nuovo membro per parecchi anni.

L'arrivo della Croazia significa che quest'ultima potrà beneficiare dei fondi europei per cercare di ristrutturare la sua "precaria" situazione economica, ma significa anche che ci saranno meno fondi disponibili per gli altri paesi. Il governo di Zagabria segna per il quinto anno consecutivo un'economia in recessione e una disoccupazione al 18,9% (giovanile al 51,6%).

Si può fare meglio, ma giustamente Bruxelles ha giudicato questi numeri perfetti per entrare in Europa...

Altri paesi tra i "poveri" d'Europa vedono ancora positivamente la possibilità di entrare nel "club" degli ex ricchi. Tra questi, la Lettonia, Serbia, Montenegro e Macedonia sono già candidati, mentre la Bosnia-Herzegovina e il Kosovo sperano di poter essere candidabili a breve.

Tutto questo quando il centro dell'Europa deve ristrutturare e ridefinire le sue fragili fondamenta.

Monday, May 20, 2013

Pensare l'impensabile

Non solo il nuovo Papa ci porta aria di Argentina. L'esempio del collasso di Buenos Aires è stato spesso utilizzato come spauracchio per rafforzare l'integrazione Europea e l'Euro, (vedi Enrico Letta in la lungimiranza del pd).

Oggi il Wall street Journal lancia una provocazione che per gli euroburocrati e il loro Euro-totem suona un pò come una bestemmia. "Pensare l'impensabile: Mollare la valuta". L'articolo parte da uno studio di Goldman Sachs che spiega come la politica economica europea porterà ad un altro decennio (avete capito bene 10 anni) di miseria, prima di poter completare il processo d'integrazione sul modello di riferimento attuale tedesco.

"l'austerità continua, la pazienza dei popoli europei è grande ma certamente non infinita. Come i membri europei oggi, anche l'Argentina ha dovuto resistere fino a quando i salari non sono crollati e ha recuperato competitività (leggi anche: costo del lavoro per unità). Il pensiero allora era che gli Argentini avrebbero sopportato tutto per poter continuare ad utilizzare i dollari americani. 

Quanto è simile la situazione Europea a quella Argentina ? L'economia Argentina si era contratta dell'8% nei 3 anni precedenti le rivolte. Alle fine di quest'anno l'Italia e il Portogallo avranno ridotto le loro economie dell'8%. La Spagna del 6% e la Grecia del 23%. I burocrati Europei non devono sentirsi troppo sicuri nell'apparente popolarità dell'Euro (il 60% dei cittadini è ancora a favore), dovrebbero invece pensare a come anche gli Argentini supportassero il cambio 1-1 col dollaro (il 62% al momento delle prime sollevazioni). Chi pensa che un regime monetario sia sacro e non abbandonabile dovrebbe ripensare a come molte volte nella storia certe affermazioni siano state clamorosamente smentite".

In questo Grafico vediamo quanto il limite Argentino sia vicino. Buenos Aires quando perse il 10% del Pil dovette abbandonare il cambio 1-1 col dollaro Usa che fino ad un mese prima era stato dichiarato "irreversibile".



link:Wsj don't cry for me Europe: Thinking the Unthinkable

Intanto Hollande chiede alla Germania di rivedere i trattati (= ad alzare bandiera bianca e ammettere il fallimento degli accordi attuali...). Le Germania si farà ovviamente, almeno fino alla fine dell'anno (post elezioni), una birra e una grassa risata. Rivedere i trattati costringerebbe anche a dei referendum popolari che alcuni paesi hanno reso obbligatori dopo il salvataggio (vedi Irlanda) e dato il disastroso record di referendum Europei bocciati dai cittadini, l'idea non stuzzica molto il palazzo di vetro.

L'europa e i referendum cittadini:

- ci vollero 2 referendum (1992-93) per far approvare alla Danimarca il trattato di Maastricht

- ci vollero 2 referendum (2001-2002) per far approvare all'Irlanda il trattato di Nizza

- bastò 1 referendum ad Olanda e Francia per bocciare definitivamente la costituzione Europea (2005)

Da allora decisero di "fregare" i parlamenti e firmarsi i trattati senza più chiedere niente al popolo (vedi trattato di Lisbona).

leggi anche: una video installazione


Trova l'errore

In questo grafico via Bank of America vediamo la % di assets in mano alle banche in relazione al pil del paese di appartenenza.

Notare la sproporzione Europea dove le banche Francesi arrivano ad avere in bilancio un valore pari a 4 volte il Pil nazionale e quelle Italiane il 250% del nostro prodotto interno lordo.