Thursday, October 10, 2013

I Grandi dischi del rock: Husker du "Flip your wig"

Husker du logo


Se Chicago è blues, la fredda Minneapolis (e St.Paul) sono alternative rock, punk e hardcore... (Prince escluso).

Gli Husker du (in norvegese "ti ricordi") hanno prodotto alcuni dei più bei dischi punk/hardcore di sempre. La violenza del suono e il muro di chitarre noise non riescono a nascondere le doti melodiche compositive e le liriche superiori alla media di Bob Mould e Grant hurt. 

Questo trio è insieme ai Replacements (leggi: Let it be: The Replacements) tra i padri fondatori del grunge e di gruppi come i Nirvana e i Soul Asylum (anch'essi di Minneapolis). Chris Novaselic (bassista dei Nirvana) disse che loro non stavano facendo niente di nuovo, gli Husker du lo avevano già fatto prima.

I loro capolavori hardcore sono "Zen Arcade" e "New day rising", qui però pubblico un disco più maturo e più rock "Flip your wig" del 1985.

Flip your wig è l'ultimo di questo spettacolare trittico (pubblicarono 3 album in un anno e mezzo) ed è il primo lp di un'etichetta indipendente a finire in testa alla classifica CMJ.

Dopo, come spesso capita, firmarono per la Warner Bros pronti per il grande salto verso il successo commerciale .... e si sciolsero.

Track listing[edit]

Side one
  1. "Flip Your Wig" (Bob Mould) – 2:33
  2. "Every Everything" (Grant Hart) – 1:56
  3. "Makes No Sense at All" (Mould) – 2:43
  4. "Hate Paper Doll" (Mould) – 1:52
  5. "Green Eyes" (Hart) – 2:58
  6. "Divide and Conquer" (Mould) – 3:42
  7. "Games" (Mould) – 4:06
Side two
  1. "Find Me" (Mould) – 4:05
  2. "The Baby Song" (Hart) – 0:46
  3. "Flexible Flyer" (Hart) – 3:01
  4. "Private Plane" (Mould) – 3:17
  5. "Keep Hanging On" (Hart) – 3:15
  6. "The Wit and the Wisdom" (Mould) – 3:41
  7. "Don't Know Yet" (Mould) – 2:14

Personnel[edit]

  • Greg Norton – bass
  • Bob Mould – guitar, vocals, piano, bass, percussion
  • Grant Hart – drums, vocals, vibraphone, percussion, slide whistle


Wednesday, October 9, 2013

L'opinione di George Soros sull'Eurozona

Leggiamo cosa George Soros pensa dell'ennesima vittoria della Merkel alle elezioni tedesche e delle condizioni dell'Eurozona.



BUDAPEST – Per la Germania il dramma della crisi dell’euro è finito. L’argomento non è stato infatti quasi per niente toccato nel corso della recente campagna elettorale. D’altro lato, il Cancelliere Angela Merkel ha fatto tutto il necessario per garantire la sopravvivenza dell’euro ad un costo minimo per la Germania, una mossa che le ha fatto guadagnare il sostegno sia dei tedeschi europeisti che dei tedeschi che confidano in lei per la protezione degli interessi nazionali. E non sorprende infatti che sia stata rieletta con una vittoria schiacciante.


Si tratta però di una vittoria di Pirro. Lo status quo dell’eurozona non è infatti né discreto e neppure stabile. I principali economisti lo definirebbero come un equilibrio inferiore, mentre io lo definisco come un incubo che sta provocando enormi difficoltà e sofferenza che potrebbero facilmente essere evitate se le credenze erronee e i tabù che le sostengono venissero dissipate. Il problema reale è che i paesi debitori si trovano in estrema difficoltà, mentre i creditori impongono le loro concenzioni erronee ed i loro tabù.
Un esempio è dato dagli Eurobond che la Merkel ha sempre considerato come un tabù. Ciò nonostante, rappresentano una soluzione ovvia alla causa profonda della crisi dell’euro, ovvero l’esposizione al rischio del default dei bond statali da parte dei paesi membri che hanno aderito all’euro.  
Generalmente, i paesi avanzati non subiscono il default in quanto possono sempre stampare la valuta. Ma cedendo l’autorità ad una banca centrale indipendente, i membri dell’eurozona si sono messi nella posizione dei paesi in via di sviluppo che hanno sempre fatto prestiti in valuta straniera (Grazie PRODI&co ndr). Né le autorità né i mercati sono stati in grado di individuare quest’aspetto prima della crisi, il che dimostra la fallibilità di entrambe.
Quando è stato introdotto l’euro, le autorità hanno in realtà dichiarato che le obbligazioni dei governi degli stati membri erano prive di rischio. Le banche commerciali erano in grado di sostenerle senza dover accantonare alcuna riserva di valuta, mentre la Banca Centrale Europea (BCE) le ha accettate con gli stessi termini nella sua discount window. Ciò ha creato un incentivo perverso per le banche commerciali che hanno iniziato ad acquistare il debito dei governi più deboli per guadagnare ciò che alla fine si è rivelato essere qualche punto percentuale in più, mentre i differenziali dei tassi di interesse convergevano verso lo zero.
Ma la convergenza dei tassi di interesse ha finito per provocare una divergenza economica. I paesi più poveri hanno vissuto un contesto di boom economico nel settore degli investimenti, nel mercato immobiliare e nel consumo, mentre la Germania, aggravata dal peso fiscale della riunificazione, ha dovuto adottare una politica di austerità ed implementare delle riforme strutturali. Questo contesto è stato la causa principale della crisi dell’euro, ma al tempo non è stato riconosciuto tale, e ancora oggi non è ancora del tutto compreso.

Tuesday, October 8, 2013

Paul Singer ci spiega una cosa (o due...)



Paul Singer (so che non lo conoscete...) è il fondatore e Ceo dell'Hedge Fund Elliot mgmt corporation (21 miliardi di dollari in gestione...).

La specialità del suo fondo è comperare obbligazioni o titoli "falliti" a prezzi stracciati per poi rivenderli o iniziare cause di risarcimento. Lo ha fatto con il Perù, con l'Argentina e ora svolazza intorno alla Grecia. Un classico avvoltoio, protagonista di questo fantomatico mondo senza luogo chiamato mercato.

Perchè è interessante sentire cosa ci dice ? perchè questi "predatori" (leggi anche: Ray Dalio ci spiega l'economia) sono le persone che capiscono il mercato meglio di tutti.

Non fu un caso quando Paul Singer, insieme a Jim Chanos, volle incontrare i ministri delle finanze del G7 nel 2007 per avvertirli dell'imminente collasso e di come il sistema bancario avrebbe letteralmente affossato l'economia reale.

Ovviamente i politici (notoriamente dei cretini in materia e con l'unica prerogativa di spendere per ottenere più voti) non prestarono alcuna attenzione all'avviso.

In questa intervista alcuni dei passaggi più interessanti riguardano la descrizione del momento che stiamo vivendo e la strada che stiamo percorrendo, l'annuncio del "tapering", e l'imminente e possibile perdita di confidenza nel sistema.

ATTENZIONE: Questa intervista (non fosse stata fatta da Lui per il Wall Street Journal e per una platea di esperti) in Italia sarebbe stata etichettata come INUTILE POPULISMO.

"Solo avere nominato il "tapering" ha scosso il mercato verso il basso e il tapering non sarebbe nemmeno l'inizio delle vera riduzione dei bilanci delle banche centrali"

"Il tapering (riduzione della stampa di carta) è assolutamente fuori di discussione, dimenticatevelo" 

"Non avete certamente bisogno di me per sapere che gli Usa l'Europa e il Giappone sono INSOLVENTI"

"Le banche centrali sono INTRAPPOLATE, il mercato delle obbligazioni nazionali da 50 trilioni è in mano a queste banche che ne detengono olre 15, non possono uscirne"

"Nessuno degli investitori istituzionali che ha denaro nel nostro fondo ha delle significative posizioni contro l'inflazione, pensano sia impossibile. Dal mio punto di vista la percezione d'inflazione e i primi segnali di cambiamento causeranno una serie di eventi a catena (calo del mercato obbligazionario e azionario, aumento delle commodities, oro in particolare) che porteranno al crollo della fiducia. Maggio e giugno del 2013 sono stati un'indicatore importante, come lo fu il crash del 2008, il gioco della stampa di denaro come supporto dei mercati ha iniziato sensibilmente a rallentare"

"Le condizioni per una totale perdita di fiducia (in questo sistema monetario post 1971 ndr) sono qui,ora"

"La FED ha sostituito il ruolo di Atlante e ora sta reggendo il mondo"



Divergenze ridicole per un mondo ridicolo


Più volte in questo blog si è sottolineato come lo Status Quo sia una follia venduta come realtà e di come gli interessi della finanziarizzazione e globalizzazione rappresentino una percentuale minima della popolazione mondiale.

La crisi del 2008 ha enfatizzato e sottolineato questa metamorfosi iniziata negli anni '70. Oggi abbiamo passato il ridicolo e siamo arrivati al grottesco (con sfumature horror).

La finanza e le istituzione finanziarie (banche/assicurazioni ecc ecc) operano in un totale regime di deregolamentazione e di azzardo morale. Dopo gli incredibili errori degli ultimi anni la soluzione degli oligarchi resta sempre quella di non accettare la realtà e continuare a buttare soldi gratis a chi gli ha bruciati.

In questo grafico vediamo chiaramente ancora una volta come gli interessi della finanza (e quindi di tutta la classe politica neoclassica occidentale) siano totalmente in contrasto con gli interessi degli elettori e dei cittadini.

In blu la forza partecipativa all'economia reale -  in rosso il valore azionario e obbligazionario
Perchè questo trasferimento di ricchezza continua senza che nessuno lo metta in dubbio ?

Monday, October 7, 2013

La Grecia è sempre un passo avanti


La Grecia si muove sempre un passo avanti agli altri paesi del sud (povero) europa. Dopo essere già stata "aiutata" e "salvata" dagli uomini in nero adesso dovrà cavarsela da sola. Ma come faranno i politici di Atene in un paese dilaniato dalla corruzione e dall'austerità a ridurre il "benedetto" debito e ripartire a razzo come previsto dall'FMI ?

Beh, i vicini di casa (Italia inclusa) stanno spingendo il furto di denaro privato, a copertura di perdite pubbliche, attraverso l'aumento delle tasse (per il nostro bene ovviamente).

Però c'è il problema dell'evasione ....

E allora cosa ha pensato il ministro del lavoro Greco ?

Semplice, caliamo la maschera e andiamo dritti al punto,


UNA BELLA CONFISCA DI BENI E ASSET PRIVATI.


The Labor and Social Insurance Ministry is seriously considering drastic measures in order to obtain the social security contributions owed by enterprises and to avoid having to slash pensions and benefits.
The ministry is planning to force companies to pay up or face having their assets seized, so that the 14 billion euros of contributions due can be recouped.
link: ekathimerini

Allo stato mancano 14 bilioni di € e anche se confiscasse tutti gli asset dei debitori non arriverebbe a quella somma. In ogni caso tentar non nuoce...

Queste sono le notizie che stimolano l'economia a ripartire e gli imprenditori ad investire.

Qui sotto rivediamo le stime di crescita della Grecia secondo l'FMI (Troika le linee tratteggiate, in nero i dati reali)...


Saturday, October 5, 2013

Premi Oscar 2013 : ma che Grande Bellezza... (la giuria e... un pò di storia)




A cura di Guido Rovatti

Forse qualcuno crede ancora che gli Stati Uniti siano il paese delle libertà, dove tutto è possibile, la terra dei sogni e della democrazia.

Qualcuno crede allora che il “maccartismo” sia stato un incidente isolato e da lasciarsi alle spalle?

Ricordiamo intanto che cosa è stato il “maccartismo” e come il fenomeno abbia scandalosamente investito anche Hollywood, poi vi sottoporrò una lista alquanto imbarazzante e tragicomica, di alcuni registi che per la giuria degli “Academy Awards” evidentemente sono stati poco più che delle comparse.

Ed infine, come ciliegina, andremo a vedere come è composta la giuria che assegna i premi oscar….

Ma torniamo un attimo al maccartismo nel cinema americano:

l'ambiente di Hollywood, dove lavoravano molti europei costretti a emigrare dopo l'avvento del nazismo, fu particolarmente colpito dal maccartismo (vedi anche “paura rossa”, “caccia al comunista”).
Charlie Chaplin fu solo una delle persone accusate di attività anti-americane e l'FBI manovrò in modo che gli venisse cancellato il visto di rientro (quando lasciò gli USA per un soggiorno in Europa agli inizi degli anni ’50). La sua carriera cinematografica negli USA finì nonostante egli non fosse stato dichiarato colpevole per alcun reato.
Walt Disney fu condotto davanti al Comitato attività anti-americane e anche lui fu sospettato di essere comunista.
Furono interrogati,tra gli altri,anche Robert Taylor e Gary Cooper.

Dopo questa breve introduzione, torniamo ai nostri famigerati Academy Awards.

Friday, October 4, 2013

Jenny Hval



Visto che le pop-star moderne(Rihanna,Britney,Miley,Lady,Kesha, ecc ecc) sono sempre più simili a delle porno-star (con una leggera preferenza per maggiore professionalità verso le seconde...).

Notiamo con piacere quando si incontrano artisti in grado di esprimere un certo grado di sessualità immersa nella realtà.

In questo caso, ascoltiamo e vediamo "Innocence is kinky" dall'ultimo omonimo album di recente uscita (aprile 2013) della norvegese Jenny Hval. Un viaggio alla scoperta del corpo e della mente femminile (senza photoshop ...).

Video di Zia Anger

Innocence is Kinky

That night I watch people fucking on my computer
Nobody can see me looking anyway
It's late
and everything turns into a kind of dirty 
My skin starts breaking with LCD
I feel desire
What I don't know, what I don't own
I'm free
I turn off the light and dress myself in silver and gold i go out onto the edge of the city
I go out onto the edge of the city
tread on my twigs that are not yet burning
The weight of my boots makes them break 
and smoke comes out of be-be-be-ne-ne-neath the ba-ba-bark
Like a boat down the hatch
Like sex without the bodies (like sex without the bodies)
Like smoke rings (smoke rings) from my pussy
A night vision; bodies turned soft like newborn jellyfish,
mushrooms, light macbooks , blind bodies with empty sockets
I stare back at my gaze that belongs to your body
I ask "is there nothing but sea like sea 
Is there nothing serve nothing
Is there nothing and nothing?"
I'm free
I take off my face and torso
lift them and barely 
I go out into the edge of the city
Tread on my twigs and feel them break
Yeah
I start looking for something else
There has to be more to burning; I'm losing myself
More to burning and sex and God
I tear off the ties
of slow evil, of slow evil
I am an Oslo Oedipus
Tearing my eyes in and out and
in and out and in and out and
in and out and in and out and
in and out and in and out and
in and out of face!


Thursday, October 3, 2013

Quanti € dobbiamo dare a Berlino ?

Come specificato più volte, della disoccupazione giovanile, ripresa economica, aumento dei consumi ecc ecc non frega niente a nessuno. L'unica cosa che conta per i creditori è riavere indietro il capitale (più gli interessi). E l'unica cosa che è richiesta ai fantocci in parlamento è offrire garanzie che quei soldi verranno restituiti.

Chi è il secondo debitore più grosso d'Europa ? l'Italia.

Vediamo secondo il sistema dei pagamenti Target 2 a quanto ammontano crediti e debiti (aggiornato ad agosto 2013).


Quali paesi hanno utilizzato maggiormente le linee di credito Bce ? (ovviamente, Italia e Spagna).


I debiti aumentano e i legislatori del piffero Italiani stanno strozzando sempre più il paese in una morsa dalla quale potrà uscire solo consegnando le chiavi del colosseo come collaterale a Bruxelles.

Wednesday, October 2, 2013

Considerazioni su: Grand Theft Auto V


Evidentemente non tutti i settori conoscono la crisi, e non certo quello di determinati videogames.

GTA V è uscito sul mercato il 17 settembre e ha già venduto l'incredibile quantità di 17 milioni di copie in un paio di settimane.


Grand Theft Auto V8.88 million (17 million is TOTAL sales including PS3 numbers)[29] [30]N/A
  • NA September 17, 2013
  • AUSSeptember 17, 2013
  • EU September 17, 2013
Action-adventure gameRockstar NorthRockstar Games


Numeri che una volta funzionavano per Michael Jackson...

L'intrattenimento è molto cambiato con l'avvento di Internet. L'industria musicale è stata completamente scardinata al suo interno, il prodotto fisico non esiste più e il formato digitale (etereo) si è liquefatto in miliardi di piccoli pezzi. Il consumo e l'utilizzo sono aumentati ma la monetizzazione, la qualità e l'innamoramento sono svaniti(quante ragazzine che si addormentavano con i dischi dei Duran Duran o dei Beatles oggi vedono le loro figlie o nipoti "trasformarsi" in directioner, belieber o little monsters per poter "concretizzare" le loro cotte...).

Il cinema tiene come luogo di evasione dai loculi nei quali viviamo rinchiusi.

Ma è l'industria dei videogame (di alcuni in particolare) il vero vincitore.

Come mai un gioco come GTA ha avuto così tanto successo ?

La risposta è semplice.

Nel mondo reale non è concessa alcuna possibilità per dare un senso alla propria vita, quindi, se non ho l'aggressività e la spinta per andare a prendermi con la forza quella possibilità, non mi resta altra scelta che attaccare la playstation e addentrarmi in un mondo dove posso essere "qualcuno".

Aggiungiamoci una crisi senza precedenti che immerge i giovani in un mondo senza futuro, lontani dalle chiacchiere dei vecchi che hanno causato questa crisi e ora pensano di avere la ricetta per risolverla.

Quindi, a quanto pare, consoliamoci con il nuovo GTA V e andiamo a vedere Hunger Games II ....

In attesa di un'illusione ancora più potente...



Leggi anche: Hollywood e la Distopia

Saturday, September 28, 2013

Il Cinema di Polanski: l'emblematico ("L'inquilino del terzo piano")

Roman Polanski (e la bellissima) Sharon Tate


A cura di Guido Rovatti

“Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te.”

(Friedrich Wilhelm Nietzsche
                                                                                                          "Al di là del bene e del male")


Ancora una volta il grandioso filoso viene in soccorso: questo suo pensiero è un concentrato di significanza.

Non si può parlare del cinema di Polanski, di nessuno dei suoi film, senza avere ben chiaro quanto sopra scritto.

Sul web : tante recensioni su “L’inquilino del terzo piano” (1976), ma nessuna ha colto il film dalla giusta prospettiva.

Qualcuno sostiene sia egittologia,altri un esempio di paranoia che sfocia nel delirio,altri parlano di reincarnazione,qualcuno richiama l’occulto.

Qualcuno davvero crede che Polanski volesse parlarci della sua passione per l’occulto quando ha fatto “L’inquilino del terzo piano” ?

O che fosse spinto da una grande voglia di terrorizzare gli spettatori quando ha fatto “Rosemary’s baby”?

Chi è Polanski?
Un maestro giocherellone che sperimenta nel genere horror e nel thriller psicologico?

Friday, September 27, 2013

La luna a un metro

George Méliès (1861-1938)

Se Edison e i fratelli Lumiere sono stati i padri del cinema, Georges Méliès lo è di una caratteristica fondamentale e vitale di quest'arte, il montaggio.

La luna a un metro è considerato il primo film (cortometraggio) di fantascienza, il primo film che ha immaginato e messo in scena mondi diversi da quello terrestre. Il primo film che ha introdotto il montaggio e gli effetti speciali.

Non male...


E qui sotto una citazione anni '90 (il decennio delle citazioni postmoderne...) da parte degli Smashing Pumpkins. In questo brano si sente ancora tutta la magia del grande batterista Jimmy Chamberlain, prima che venisse cacciato per la sua tossicodipendenza.

Perchè gli Italiani non fanno la rivoluzione ?



Perchè gli Italiani non fanno la rivoluzione ? ce lo spiega con molta chiarezza e semplicità Federico Fubini autore di: Noi siamo la rivoluzione


A cura di Federico Fubini


Milano: Dall'inizio della crisi nel 2008 il Pil Italiano è calato dell'8%, circa un milione di posti di lavoro sono andati persi, e gli stipendi sono ancora sotto continua pressione. Nel sud Italia oggi, un giovane - specialmente se donna - con un contratto a tempo determinato è una rarità statistica. E nonostante ciò la coalizione di governo sembra ancora riluttante nell'affrontare questi problemi. L'aspetto che più colpisce della crisi Italiana è quello che NON è successo: i cittadini non sono ancora scesi nelle strade.
L'assenza di queste rivolte può essere parzialmente spiegata dal "cuscinetto di risparmi" accumulato dalle precedenti generazioni. Ma ci sono altre forze che minacciano di spingere l'Italia, come il Giappone , dopo la bolla del 1990, verso un silenzioso declino.
L'esperienza Giapponese - caratterizzata da 20 anni di stagnazione economica - offre importanti lezioni per la crisi nelle democrazie con una popolazione anziana. Durante la decade persa  i governi giapponesi permisero al debito pubblico di schizzare alle stelle e si rifiutarono di affrontare i problemi strutturali.
Infatti i leader Giapponesi avevano pochi incentivi ad affrontare le riforme perchè gli elettori non le chiedevano. La spiegazione è parzialmente data dalla demografia. La società Giapponese è una delle più vecchie del mondo con il 40% della popolazione con più di 54 anni e una media di 45,8.
I risparmi dei cittadini più anziani li permettono di accettare il torpore economico. Quando le banche tagliano i prestiti, la velocità dei consumi cala e i prezzi al consumo anche (deflazione), questo effetto incrementa (momentaneamente) il potere d'acquisto dei pensionati e degli investitori a tasso fisso. E quelli che sono vicini alla pensione sono meno a rischio di perdere il loro posto di lavoro in una economia poco competitiva. 
Così, anche se gli anziani non preferiscono vivere in mezzo ad una crisi, non lo trovano del tutto intollerabile, come lo è invece per i giovani. Gli anziani sono semplicemente più concentrati sul loro potere d'acquisto rispetto alla ripartenza del motore economico.

Tuesday, September 24, 2013

La monetizzazione del debito (di Elido Fazi)



Di seguito un'analisi che mi è stata gentilmente inviata dal dott. Elido Fazi (pubblicata sul suo blog www.oneeuro.it) nella quale suggerisce la monetizzazione del debito come passaggio necessario per la riduzione di quest'ultimo. 

(Berlino non lo permetterà mai, ma tentare non nuoce)...






A cura di Elido Fazi


MONETIZZAZIONE DEL DEBITO: L’UNICA VIA PRATICABILE PER L’ITALIA?

Il fatto che lo spread sia sceso ulteriormente, negli ultimi mesi, non significa certo che in Europa il problema del debito pubblico si stia risolvendo. La discesa è dovuta principalmente alla dichiarazione di Mario Draghi, fatta a Londra nel luglio del 2012 e in cui affermava che avrebbe fatto tutto il necessario per proteggere l’euro, e al successivo varo del programma chiamatoOutright Monetary Financing, che ha frenato gli speculatori.
In Italia, ad esempio, il debito pubblico continua a crescere sia in termini assoluti che in rapporto al pil. Non si capisce come l’Italia possa mettere in atto le condizioni accettate nel Fiscal Compact, cioè la riduzione graduale del debito pubblico fino ad arrivare a una percentuale del 60% del pil, considerando che il denominatore continua a scendere. Se gli investitori stranieri consideravano insostenibile il debito nel 2011, non si capisce perché lo ritengano sostenibile ora, con una situazione peggiorata. L’unico motivo è che lo spread, dopo la decisione di Draghi, non rappresenta più un indicatore della solvibilità o meno.
Cerchiamo di capire quali sono le opzioni disponibili per ridurre il debito e, ancora di più, il servizio sul debito che costa all’Italia oltre 80 miliardi di euro l’anno, e quali dovrebbero essere le proposte del governo italiano quando nella seconda metà del 2014, sotto la presidenza italiana, si comincerà – almeno così si spera – a discutere seriamente di Stati Uniti d’Europa.
Per l’Italia le possibilità per ridurre il debito non sono tante. Vediamole una a una.
La prima opzione, la più classica, quella inserita nel Fiscal Compact, sarebbe quella di produrre un budget surplus al lordo degli interessi di circa il 3% l’anno per vent’anni di seguito. Ma una manovra di questo tipo ha un grosso difetto. È una manovra restrittiva che incide anche sul denominatore, e cioè il pil, e rischia di aggravare la situazione. Non possiamo certo permetterci una manovra del genere in un periodo di forte recessione e di deflazione, con un valore del pil tornato al valore degli ultimi anni del secolo scorso. Già ci vorranno anni, una decina come minimo, se dovesse arrivare una ripresina a partire dal 2014, per tornare ai valori del 2007. Sarebbe preferibile una manovra espansiva che faccia crescere il pil, anche se solo a valore nominale, se potessimo permettercela. Ma poiché questa strada è sbarrata – servirebbero circa 100 miliardi l’anno per far tornare a crescere nel breve l’economia – e le riforme strutturali, anche ammesso si trovasse un governo in grado di farle, nel breve periodo non produrrebbero grandi risultati sul pil, mi sembra che l’Italia non abbia grandi chance se dovesse seguire questa strada, che sembra essere quella preferita dai tedeschi.
Una seconda opzione disponibile è quella di provare a vendere gli asset, cioè i gioielli di famiglia. A Londra, lo scorso luglio, parlando a una platea di investitori, il premier Enrico Letta ha annunciato che vorrebbe mettere sul mercato prezzi pregiati del patrimonio italiano, che però, dopo le svendite degli anni Novanta, non è più granché. Ai prezzi attuali di borsa il pacchetto posseduto dallo Stato in Enel e Eni (circa il 30%) varrebbe circa 26 miliardi. La Rai ne vale circa 2, la sace circa 6. L’istituto Bruno Leoni stima in circa 100 miliardi di euro il valore del patrimonio disponibile. Ma anche prendendo la stima più rosea che mi è capitato di leggere, e che cioè il patrimonio dello Stato sia pari a circa un quarto del pil, e facendo l’ipotesi di vendere tutto e destinare tutti i ricavi al riacquisto di titoli del debito pubblico, questo rimarrebbe ancora sopra al 100% del pil. Ma tornare a vendere beni pubblici ora per l’Italia, ai prezzi attuali, sarebbe come mettere in liquidazione il patrimonio residuo. Anche questa non mi sembra una via percorribile.
La terza opzione potrebbe essere quella di un hair cutting del debito, cioè una soluzione alla greca. Il problema è che questa soluzione inciderebbe pesantemente sui bilanci delle banche, dove gran parte del debito pubblico è parcheggiato. Gran parte di esse, alle condizioni attuali, fallirebbero, senza l’intervento dello Stato. E l’intervento farebbe subito risalire il debito pubblico. Anche se intervenisse lo European Stability Mechanism (esm), le risorse, 500 miliardi, non sarebbero sufficienti. Il debito totale dei Pigs, e cioè Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, è pari a un totale di 3.750 miliardi, che sale a 4.710 se ci mettiamo dentro anche la Francia. Solo per ridurre un quarto del debito sarebbero necessari più di 1.000 miliardi. E, poiché la situazione andrebbe a impattare sui paesi più virtuosi aumentando il loro debito pubblico, anche questa strada sembra politicamente non praticabile per l’Italia.

Democrazia in Europa

L'altra sera guardando in tv i dibattiti politici autunnali ho avuto l'ennesima impressione di come la percezione della realtà sia distorta.

Si sente ancora parlare di soluzioni, di tagli alla spesa, di ripresa, di lavoro come priorità e ogni ospite ha la propria ricetta per risolvere i problemi che schiacciano il paese.

Un pò come trovarsi di fronte ad un cadavere e discutere se sia più opportuno utilizzare questo o quell'altro farmaco.

L'Italia è già in bancarotta, è già stata commissariata dall'Europa (mercato), ha già ceduto la sua sovranità politica e monetaria a terzi.

Il massimo che possono fare i "fantocci" in parlamento è salvare lo stipendio, per loro, i loro famigliari e amici.

Tutto quello che sembrava una "minaccia populista" si sta prontamente avverando giorno dopo giorno. Ancora crediamo agli slogan di propaganda ? con un presidente della repubblica che parla di Ue come "modello di successo" e un presidente del consiglio che si dice molto contento per la vittoria della Merkel?

La DEMOCRAZIA in EUROPA non esiste più, il modello è un TOTALITARISMO BUROCRATICO in perfetto stile Unione Sovietica forzato dalla minaccia esterna del "mercato".

L'indice di democrazia secondo l'Economist Intelligence Unit è crollato in 15 dei 17 paesi euro tra il 2008 e il 2012. Al primo posto troviamo la Finlandia (leggi qui per sapere come la pensa Helsinki) e all'ultimo posto Cipro, l'Italia è 13° su 17 ...

Non è necessario avere la sfera di cristallo per immaginare cosa può succedere quando si privano milioni di persone del proprio benessere e della propria libertà.