Thursday, October 3, 2013

Quanti € dobbiamo dare a Berlino ?

Come specificato più volte, della disoccupazione giovanile, ripresa economica, aumento dei consumi ecc ecc non frega niente a nessuno. L'unica cosa che conta per i creditori è riavere indietro il capitale (più gli interessi). E l'unica cosa che è richiesta ai fantocci in parlamento è offrire garanzie che quei soldi verranno restituiti.

Chi è il secondo debitore più grosso d'Europa ? l'Italia.

Vediamo secondo il sistema dei pagamenti Target 2 a quanto ammontano crediti e debiti (aggiornato ad agosto 2013).


Quali paesi hanno utilizzato maggiormente le linee di credito Bce ? (ovviamente, Italia e Spagna).


I debiti aumentano e i legislatori del piffero Italiani stanno strozzando sempre più il paese in una morsa dalla quale potrà uscire solo consegnando le chiavi del colosseo come collaterale a Bruxelles.

Wednesday, October 2, 2013

Considerazioni su: Grand Theft Auto V


Evidentemente non tutti i settori conoscono la crisi, e non certo quello di determinati videogames.

GTA V è uscito sul mercato il 17 settembre e ha già venduto l'incredibile quantità di 17 milioni di copie in un paio di settimane.


Grand Theft Auto V8.88 million (17 million is TOTAL sales including PS3 numbers)[29] [30]N/A
  • NA September 17, 2013
  • AUSSeptember 17, 2013
  • EU September 17, 2013
Action-adventure gameRockstar NorthRockstar Games


Numeri che una volta funzionavano per Michael Jackson...

L'intrattenimento è molto cambiato con l'avvento di Internet. L'industria musicale è stata completamente scardinata al suo interno, il prodotto fisico non esiste più e il formato digitale (etereo) si è liquefatto in miliardi di piccoli pezzi. Il consumo e l'utilizzo sono aumentati ma la monetizzazione, la qualità e l'innamoramento sono svaniti(quante ragazzine che si addormentavano con i dischi dei Duran Duran o dei Beatles oggi vedono le loro figlie o nipoti "trasformarsi" in directioner, belieber o little monsters per poter "concretizzare" le loro cotte...).

Il cinema tiene come luogo di evasione dai loculi nei quali viviamo rinchiusi.

Ma è l'industria dei videogame (di alcuni in particolare) il vero vincitore.

Come mai un gioco come GTA ha avuto così tanto successo ?

La risposta è semplice.

Nel mondo reale non è concessa alcuna possibilità per dare un senso alla propria vita, quindi, se non ho l'aggressività e la spinta per andare a prendermi con la forza quella possibilità, non mi resta altra scelta che attaccare la playstation e addentrarmi in un mondo dove posso essere "qualcuno".

Aggiungiamoci una crisi senza precedenti che immerge i giovani in un mondo senza futuro, lontani dalle chiacchiere dei vecchi che hanno causato questa crisi e ora pensano di avere la ricetta per risolverla.

Quindi, a quanto pare, consoliamoci con il nuovo GTA V e andiamo a vedere Hunger Games II ....

In attesa di un'illusione ancora più potente...



Leggi anche: Hollywood e la Distopia

Saturday, September 28, 2013

Il Cinema di Polanski: l'emblematico ("L'inquilino del terzo piano")

Roman Polanski (e la bellissima) Sharon Tate


A cura di Guido Rovatti

“Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te.”

(Friedrich Wilhelm Nietzsche
                                                                                                          "Al di là del bene e del male")


Ancora una volta il grandioso filoso viene in soccorso: questo suo pensiero è un concentrato di significanza.

Non si può parlare del cinema di Polanski, di nessuno dei suoi film, senza avere ben chiaro quanto sopra scritto.

Sul web : tante recensioni su “L’inquilino del terzo piano” (1976), ma nessuna ha colto il film dalla giusta prospettiva.

Qualcuno sostiene sia egittologia,altri un esempio di paranoia che sfocia nel delirio,altri parlano di reincarnazione,qualcuno richiama l’occulto.

Qualcuno davvero crede che Polanski volesse parlarci della sua passione per l’occulto quando ha fatto “L’inquilino del terzo piano” ?

O che fosse spinto da una grande voglia di terrorizzare gli spettatori quando ha fatto “Rosemary’s baby”?

Chi è Polanski?
Un maestro giocherellone che sperimenta nel genere horror e nel thriller psicologico?

Friday, September 27, 2013

La luna a un metro

George Méliès (1861-1938)

Se Edison e i fratelli Lumiere sono stati i padri del cinema, Georges Méliès lo è di una caratteristica fondamentale e vitale di quest'arte, il montaggio.

La luna a un metro è considerato il primo film (cortometraggio) di fantascienza, il primo film che ha immaginato e messo in scena mondi diversi da quello terrestre. Il primo film che ha introdotto il montaggio e gli effetti speciali.

Non male...


E qui sotto una citazione anni '90 (il decennio delle citazioni postmoderne...) da parte degli Smashing Pumpkins. In questo brano si sente ancora tutta la magia del grande batterista Jimmy Chamberlain, prima che venisse cacciato per la sua tossicodipendenza.

Perchè gli Italiani non fanno la rivoluzione ?



Perchè gli Italiani non fanno la rivoluzione ? ce lo spiega con molta chiarezza e semplicità Federico Fubini autore di: Noi siamo la rivoluzione


A cura di Federico Fubini


Milano: Dall'inizio della crisi nel 2008 il Pil Italiano è calato dell'8%, circa un milione di posti di lavoro sono andati persi, e gli stipendi sono ancora sotto continua pressione. Nel sud Italia oggi, un giovane - specialmente se donna - con un contratto a tempo determinato è una rarità statistica. E nonostante ciò la coalizione di governo sembra ancora riluttante nell'affrontare questi problemi. L'aspetto che più colpisce della crisi Italiana è quello che NON è successo: i cittadini non sono ancora scesi nelle strade.
L'assenza di queste rivolte può essere parzialmente spiegata dal "cuscinetto di risparmi" accumulato dalle precedenti generazioni. Ma ci sono altre forze che minacciano di spingere l'Italia, come il Giappone , dopo la bolla del 1990, verso un silenzioso declino.
L'esperienza Giapponese - caratterizzata da 20 anni di stagnazione economica - offre importanti lezioni per la crisi nelle democrazie con una popolazione anziana. Durante la decade persa  i governi giapponesi permisero al debito pubblico di schizzare alle stelle e si rifiutarono di affrontare i problemi strutturali.
Infatti i leader Giapponesi avevano pochi incentivi ad affrontare le riforme perchè gli elettori non le chiedevano. La spiegazione è parzialmente data dalla demografia. La società Giapponese è una delle più vecchie del mondo con il 40% della popolazione con più di 54 anni e una media di 45,8.
I risparmi dei cittadini più anziani li permettono di accettare il torpore economico. Quando le banche tagliano i prestiti, la velocità dei consumi cala e i prezzi al consumo anche (deflazione), questo effetto incrementa (momentaneamente) il potere d'acquisto dei pensionati e degli investitori a tasso fisso. E quelli che sono vicini alla pensione sono meno a rischio di perdere il loro posto di lavoro in una economia poco competitiva. 
Così, anche se gli anziani non preferiscono vivere in mezzo ad una crisi, non lo trovano del tutto intollerabile, come lo è invece per i giovani. Gli anziani sono semplicemente più concentrati sul loro potere d'acquisto rispetto alla ripartenza del motore economico.

Tuesday, September 24, 2013

La monetizzazione del debito (di Elido Fazi)



Di seguito un'analisi che mi è stata gentilmente inviata dal dott. Elido Fazi (pubblicata sul suo blog www.oneeuro.it) nella quale suggerisce la monetizzazione del debito come passaggio necessario per la riduzione di quest'ultimo. 

(Berlino non lo permetterà mai, ma tentare non nuoce)...






A cura di Elido Fazi


MONETIZZAZIONE DEL DEBITO: L’UNICA VIA PRATICABILE PER L’ITALIA?

Il fatto che lo spread sia sceso ulteriormente, negli ultimi mesi, non significa certo che in Europa il problema del debito pubblico si stia risolvendo. La discesa è dovuta principalmente alla dichiarazione di Mario Draghi, fatta a Londra nel luglio del 2012 e in cui affermava che avrebbe fatto tutto il necessario per proteggere l’euro, e al successivo varo del programma chiamatoOutright Monetary Financing, che ha frenato gli speculatori.
In Italia, ad esempio, il debito pubblico continua a crescere sia in termini assoluti che in rapporto al pil. Non si capisce come l’Italia possa mettere in atto le condizioni accettate nel Fiscal Compact, cioè la riduzione graduale del debito pubblico fino ad arrivare a una percentuale del 60% del pil, considerando che il denominatore continua a scendere. Se gli investitori stranieri consideravano insostenibile il debito nel 2011, non si capisce perché lo ritengano sostenibile ora, con una situazione peggiorata. L’unico motivo è che lo spread, dopo la decisione di Draghi, non rappresenta più un indicatore della solvibilità o meno.
Cerchiamo di capire quali sono le opzioni disponibili per ridurre il debito e, ancora di più, il servizio sul debito che costa all’Italia oltre 80 miliardi di euro l’anno, e quali dovrebbero essere le proposte del governo italiano quando nella seconda metà del 2014, sotto la presidenza italiana, si comincerà – almeno così si spera – a discutere seriamente di Stati Uniti d’Europa.
Per l’Italia le possibilità per ridurre il debito non sono tante. Vediamole una a una.
La prima opzione, la più classica, quella inserita nel Fiscal Compact, sarebbe quella di produrre un budget surplus al lordo degli interessi di circa il 3% l’anno per vent’anni di seguito. Ma una manovra di questo tipo ha un grosso difetto. È una manovra restrittiva che incide anche sul denominatore, e cioè il pil, e rischia di aggravare la situazione. Non possiamo certo permetterci una manovra del genere in un periodo di forte recessione e di deflazione, con un valore del pil tornato al valore degli ultimi anni del secolo scorso. Già ci vorranno anni, una decina come minimo, se dovesse arrivare una ripresina a partire dal 2014, per tornare ai valori del 2007. Sarebbe preferibile una manovra espansiva che faccia crescere il pil, anche se solo a valore nominale, se potessimo permettercela. Ma poiché questa strada è sbarrata – servirebbero circa 100 miliardi l’anno per far tornare a crescere nel breve l’economia – e le riforme strutturali, anche ammesso si trovasse un governo in grado di farle, nel breve periodo non produrrebbero grandi risultati sul pil, mi sembra che l’Italia non abbia grandi chance se dovesse seguire questa strada, che sembra essere quella preferita dai tedeschi.
Una seconda opzione disponibile è quella di provare a vendere gli asset, cioè i gioielli di famiglia. A Londra, lo scorso luglio, parlando a una platea di investitori, il premier Enrico Letta ha annunciato che vorrebbe mettere sul mercato prezzi pregiati del patrimonio italiano, che però, dopo le svendite degli anni Novanta, non è più granché. Ai prezzi attuali di borsa il pacchetto posseduto dallo Stato in Enel e Eni (circa il 30%) varrebbe circa 26 miliardi. La Rai ne vale circa 2, la sace circa 6. L’istituto Bruno Leoni stima in circa 100 miliardi di euro il valore del patrimonio disponibile. Ma anche prendendo la stima più rosea che mi è capitato di leggere, e che cioè il patrimonio dello Stato sia pari a circa un quarto del pil, e facendo l’ipotesi di vendere tutto e destinare tutti i ricavi al riacquisto di titoli del debito pubblico, questo rimarrebbe ancora sopra al 100% del pil. Ma tornare a vendere beni pubblici ora per l’Italia, ai prezzi attuali, sarebbe come mettere in liquidazione il patrimonio residuo. Anche questa non mi sembra una via percorribile.
La terza opzione potrebbe essere quella di un hair cutting del debito, cioè una soluzione alla greca. Il problema è che questa soluzione inciderebbe pesantemente sui bilanci delle banche, dove gran parte del debito pubblico è parcheggiato. Gran parte di esse, alle condizioni attuali, fallirebbero, senza l’intervento dello Stato. E l’intervento farebbe subito risalire il debito pubblico. Anche se intervenisse lo European Stability Mechanism (esm), le risorse, 500 miliardi, non sarebbero sufficienti. Il debito totale dei Pigs, e cioè Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, è pari a un totale di 3.750 miliardi, che sale a 4.710 se ci mettiamo dentro anche la Francia. Solo per ridurre un quarto del debito sarebbero necessari più di 1.000 miliardi. E, poiché la situazione andrebbe a impattare sui paesi più virtuosi aumentando il loro debito pubblico, anche questa strada sembra politicamente non praticabile per l’Italia.

Democrazia in Europa

L'altra sera guardando in tv i dibattiti politici autunnali ho avuto l'ennesima impressione di come la percezione della realtà sia distorta.

Si sente ancora parlare di soluzioni, di tagli alla spesa, di ripresa, di lavoro come priorità e ogni ospite ha la propria ricetta per risolvere i problemi che schiacciano il paese.

Un pò come trovarsi di fronte ad un cadavere e discutere se sia più opportuno utilizzare questo o quell'altro farmaco.

L'Italia è già in bancarotta, è già stata commissariata dall'Europa (mercato), ha già ceduto la sua sovranità politica e monetaria a terzi.

Il massimo che possono fare i "fantocci" in parlamento è salvare lo stipendio, per loro, i loro famigliari e amici.

Tutto quello che sembrava una "minaccia populista" si sta prontamente avverando giorno dopo giorno. Ancora crediamo agli slogan di propaganda ? con un presidente della repubblica che parla di Ue come "modello di successo" e un presidente del consiglio che si dice molto contento per la vittoria della Merkel?

La DEMOCRAZIA in EUROPA non esiste più, il modello è un TOTALITARISMO BUROCRATICO in perfetto stile Unione Sovietica forzato dalla minaccia esterna del "mercato".

L'indice di democrazia secondo l'Economist Intelligence Unit è crollato in 15 dei 17 paesi euro tra il 2008 e il 2012. Al primo posto troviamo la Finlandia (leggi qui per sapere come la pensa Helsinki) e all'ultimo posto Cipro, l'Italia è 13° su 17 ...

Non è necessario avere la sfera di cristallo per immaginare cosa può succedere quando si privano milioni di persone del proprio benessere e della propria libertà.




Monday, September 23, 2013

Oro (e non solo...)

Il prezzo dell'oro come già visto in (i mercati finanziari sono truccati) è manipolato, detto questo, resta però un'ottima opportunità d'investimento e/o protezione del proprio potere d'acquisto.

Perchè il prezzo dell'oro sale ?

Molto semplicemente l'oro è denominato in dollari, più dollari di carta vengono stampati e minore è il valore del dollaro, conseguentemente maggiore è il valore di tutti gli altri asset denominati in dollari.

Dopo lo scoppio della crisi sono iniziate le operazioni di stampa QE e la correlazione tra il valore dell'Oro e  l'aumento della massa monetaria in dollari è stata pressochè perfetta.

Tranne ora....momento in cui l'Oro resta parecchio sottovalutato.

La stagionalità di questa commodity è Settembre (buy) - Aprile (sell).

In questo grafico:
in nero l'aumento dei dollari freschi di stampa della Fed
in giallo il prezzo dell'oro.



Sentiamo cosa ne pensa Mango...


Sunday, September 22, 2013

Il cinema di Kieslowski: Decalogo 1



A cura di Guido Rovatti
Siamo alla fine degli anni ottanta, in un cinema interessato alle luci, agli effetti, già dominato dallo star system e dai blockbuster: Krzysztof Kieślowski si fa strada con un “ritorno al cuore”, all’ “essenza”.
In generale il cinema di Kieślowsksi si caratterizza per i suoi dialoghi scarni e per le sue sceneggiature che concentrano forti dilemmi etici ed esistenziali.
Krzysztof Piesiewicz (co-sceneggiatore) sarà sempre al fianco di Kieślowsksi, e buona parte della grandezza del cinema espresso dai due, è da riconoscere al suo intenso lavoro di scrittura.
Stanley Kubrick, che nutriva una notevole ammirazione per il regista polacco, ebbe a dire:
« …. riguardo a questa sceneggiatura (Decalogo), di Krzysztof Kieślowski e del suo coautore, Krzysztof Piesiewicz, non dovrebbe essere fuori luogo osservare che essi hanno la rarissima capacità di drammatizzare le loro idee piuttosto che raccontarle solamente. Esemplificando i concetti attraverso l'azione drammatica della storia essi acquisiscono il potere aggiuntivo di permettere al pubblico di scoprire quello che sta realmente accadendo piuttosto che semplicemente raccontarglielo. Lo fanno con tale abbagliante abilità, che non riesci a percepire il sopraggiungere dei concetti narrativi e a materializzarli prima che questi non abbiano già raggiunto da tempo il profondo del tuo cuore. »

Quando il cinema, e più in generale l’arte, sono in grado di “trasformare” il Mondo ridestando le coscienze dal loro torpore, allora non è più solo “estetica”, allora ci si trova al cospetto di qualcosa di “superiore” : è questo il caso in cui si trova lo spettatore davanti al cinema di Krzysztof Kieślowski (a dimostrazione di questo,si ritiene infatti che il suo decalogo n.5 “Non Uccidere”, abbia svolto un ruolo determinante ai fini dell’abolizione della pena di morte in Polonia).

Friday, September 20, 2013

Twerking si o no ?



Il vespaio suscitato da questa mossa di Miley Cyrus è stato globale e merita qualche riflessione sulle sue motivazioni.

To twerk (fusione di Twist and Jerk) è un termine che esiste da almeno 20 anni ma dopo l'esibizione di questa giovane artista è stato addirittura inserito nell'oxford dictionary.

Come mai è stato ritenuto così scandaloso e scioccante ?

Miley Cyrus deve la sua fama al personaggio Disney Hannah Montana, una brava ragazza della campagna nord-ovest Usa che assapora il meglio di entrambi i mondi (you get the best of both worlds), la fama di star e di ragazza "normale".

Il raffronto scandaloso risiede nel vedere Miley Cyrus e pensare inconsciamente non a lei come ragazza "comune" ma al suo primo personaggio di successo (Hannah Montana appunto).

Molti cercano di raggiungere la fama e spesso quando ci riescono quella fama resta legata ad un motivo ben preciso, la Cyrus dimostra di essere parecchio più avanti nel cammino e dopo aver ottenuto il successo con un personaggio adesso ne sta costruendo un altro completamente differente e coraggiosamente slegato dal primo.



...breaking bad reaction... :)



La burocrazia Europea è piena di sorprese



Con una economia al tracollo, l'unica cosa che conta per i burocrati europei è la propaganda.

Ormai anche i canali tradizionali (Tv-Giornali) quando devono annunciare,ogni sei mesi, che la crisi è finita e l'Ue è un modello di successo, iniziano a vergognarsi. Se non altro anche perchè i proclami di ripresa vengono sistematicamente smentiti dai numeri nelle 48 ore successive.

Ma adesso sembra abbiano trovato una soluzione per cancellare il problema, mentire non basta più è necessario qualcosa di più forte...

CAMBIARE IL METODO DI CALCOLO DEL DEFICIT

Elezioni in Germania, cosa succederà ?


15:57

Elezioni in Germania, cosa succederà?

Alcune considerazioni sulle elezioni in Germania del 22 settembre prossimo.

Elezioni in Germania, cosa succederà?
Il 22 settembre si vota in Germania. Se qualcuno è in attesa di qualche miglioramento a livello europeo conseguente a questo voto se lo scordi. Nel video  e nei grafici qui sotto, una rapida spiegazione del perchè, modifiche in positivo (da non confondere con i proclami da prime pagine) per i paesi del sud-europa sono altamente improbabili.
Previsioni di voto (CDU/CSU, coalizione attuale al 39% in aumento rispetto al 34% delle ultime elezioni).
In questo grafico i mercati di esportazione Tedesca, l'eurozona è in calo e in aumento sono i mercati extra-continentali (capito per chi funziona la globalizzazione…)
E in quest'ultimo grafico l'incredibile crescita degli attivi tedeschi negli ultimi 12 anni
Ed alcune considerazioni,

Thursday, September 19, 2013

La Fed spiazza (quasi) tutti, l'orgia continua



Ieri, mentre gli economisti, esperti, opinionisti e trader di mezzo mondo discutevano su l'entità della riduzione del programma di acquisto della Fed (o volgarmente stampa di carta...) Bernanke ha ricordato a tutti che l'economia Usa non è ancora in grado di camminare con le sue gambe.

La finanza è diventata una tossica dipendente nel 1971 e dal 2008 è entrata in coma farmacologico, senza dose si stacca la spina. Il mercato delle obbligazioni Usa già vede come principale acquirente gli stessi Stati Uniti (la Fed rappresenta oltre il 30% di tutti gli acquisti).

A breve perderà il controllo anche del mercato azionario e dopo ci sarà da ridere.

In questo grafico si riassume la politica monetaria delle banche centrali:

La colonna in Blu è l'aumento del bilancio della Fed (la carta stampata) in Rosso i posti di lavoro creati.

Non hanno ancora capito del tutto che stampare e regalare soldi ai banchieri che li hanno persi è positivo solo per loro.

Leggi anche: cos'è l'effetto Cantillon e perchè sta devastando l'economiacorsa al mercato azionario, Bolla o Realtà ?,Un videogame per sentirsi banchieri centrali


Pensate la povera Bce (che non ha nemmeno i poteri della Fed) se può veramente aver risolto la crisi.... scappa da ridere (o piangere) al solo pensiero.

Wednesday, September 18, 2013

"Così"



Così

Il mare danza ancora su di noi
un ritmo bianco dolce se lo vuoi
le alte rive cadon giù
e il mondo non delude più
ora che sei qui
qui così
parlami
di cose che non ho vissuto e visto mai
di alberi e cieli che resteranno sai
le alte rive cadon giù
e il mondo non delude più
ora che sei qui
qui così
pensaci.